Resilienza: allenare le capacità della mente

Tecniche della preparazione psicologica per sviluppare le capacità della mente, resilienza e concentrazione, nello sport, nella vita, nella comunicazione

Di Daniele Trevisani – Fulbright Scholar, Formatore, Sensei 9° Dan, formatore aziendale certificato AIF http://www.studiotrevisani.it

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© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume

Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

 

di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. – Questo articolo può essere copiato e riprodotto su siti web autorizzati, previa richiesta all’autore, purché sia mantenuta la citazione come segue: Articolo a cura di Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.it  – Non sono ammesse modifiche al testo.

 

Per acquisire piu’ resistenza, concentrazione e coordinamento, bisogna andare oltre l’allenamento fisico

Il concetto di “preparazione fisica” è noto, ed ampiamente diffuso tra la popolazione (il solo concetto, non sempre la sua pratica).

Al contrario, il concetto di “preparazione psicologica” è un tema di confine, poco praticato con metodo, lasciato al caso, o delegato al semplice e insufficiente buon senso.

Nel nostro metodo insistiamo invece sul fatto che la preparazione psicologica sia aspetto fondamentale. Fondamentale e – sottolineiamo –  trascurato, sia nei manager, che negli atleti, e tragicamente, nella popolazione più in generale.

Serve invece preparazione psicologica anche per svolgere compiti non sportivi, come l’insegnante, il genitore, o per uno studente, o un adolescente che intende districarsi nella vita.

Tra le tecniche utilizzabili nelle arti marziali e sport di combattimento, solo per citarne alcune:

 

  • tecniche di visualizzazione;
  • training autogeno e sue varianti;
  • training mentale;
  • tecniche di analisi dei fattori di successo, es.: diagrammi di causa-effetto;
  • crisis management (gestione di crisi e condizioni difficili);
  • tecniche di concentrazione;
  • esercizi di sviluppo creativo;
  • esercizi di management emozionale;
  • esercizi di percezione e sensibilità percettiva (percezione allargata);
  • ristrutturazione cognitiva.

 

I target delle attività di preparazione psicologica, le variabili su cui agisce, possono essere numerose, citiamo tra queste:

 

  • resilienza psicologica e resistenza allo stress;
  • forza emotiva e fragilità emotiva;
  • capacità di percezione;
  • capacità propriocettive (percezione dei propri stati interni);
  • capacità di analisi;
  • capacità di concentrazione;
  • capacità di focalizzazione;
  • capacità di rilassamento;
  • capacità di meditazione;
  • capacità relazionali (es.: empatiche e assertive).

 

La domanda da porre a qualsiasi Maestro o Istruttore è: quante di queste tecniche sono parte del proprio repertorio? E se nono lo sono, come faremo mai a insegnarle agli allievi? Ad esempio, una tra le più semplici, il Training Autogeno, è fondamentale per aiutare i praticanti ad affrontare le prime gare e gli impegni più importanti con maggiore calma e non bruciare tutte le energie in una attesa snervate e in ansia improduttiva.

Tuttavia, vi sono enormi resistenze all’introduzione di tali tecniche nei programmi per istruttori e persino nei praticanti stessi che pensano, sbagliando, che basti “tirare forte” o essere più veloci o più eleganti in una forma per “vincere”.

Sono molto convinto che valga decisamente l’affermazione di uno dei più grandi Maestri di ogni tempo, sviluppatore dell’Aikido:

 

“La vera vittoria,

è la vittoria sul Sè”

O’Sensei – Morihei Ueshiba

 

Quel sé che – quanto coltivato –  rende gli atleti concentrati, che provoca presenza mentale, amore per l’allenamento, rispetto per il compagno di allenamento e per l’ultimo arrivato in palestra, e che invece, quando mal-coltivato, genera ansia, invidia, poca collaborazione, arroganza, e degenera in bullismo, dentro e fuori le palestre e i Dojo, senso di superiorità e imbecillità.

 

Non siamo mai superiori a nessuno, e anche l’ultimo arrivato ha diritto ad essere trattato con dignità.

E allo stesso tempo, anche un grande campione che pensi di non avere più niente da imparare – è istantaneamente sull’orlo del baratro non appena questo pensiero si affaccia: basta cambiare 2 regole di gara, introdurre o togliere delle mosse o zone-target, e tutto quanto si è appreso sinora può crollare come un castello di carta. Gli arroganti e prepotenti inquinano il nostro mondo, e probabilmente sono in qualche misura il calco di uno stampo difettoso, quello di Maestri che non hanno insegnato loro l’umiltà e il rispetto.

 

Per arrivare da qualche parte, entra in campo quindi un tema fondamentale, quello della costruzione psicologica e dei suoi metodi. In campo sportivo questo tema è stato accettato e riconosciuto dai trainer e coach più evoluti, come nella testimonianza che segue, mentre viene ignorato dai più.

Rimanendo nella metafora sportiva, la testimonianza seguente viene dall’allenatore di una delle più forti squadre al mondo tra le discipline estreme di combattimento, Chute Boxe e Valetudo (una tecnica in cui sono ammessi i colpi e tecniche provenienti da più arti marziali, condotti realmente e sino al ritiro di uno dei contendenti o al KO).

 

Rudimar Fedrigo conosce gli ingredienti che hanno portato al successo la sua scuola: “la disciplina, il rispetto, l’amicizia, ecco come conduco la mia accademia da 25 anni. Quando si è il leader bisogna essere fermi e anche duri con i propri atleti. Ma questo non impedisce di essere presenti quando loro hanno bisogno, per aiutarli nei loro problemi personali, sentimentali, ecc. Preparare dei combattenti curando solo ed unicamente la parte fisica e tecnica significa prepararli male. L’aspetto psicologico per me, è ugualmente importante se non di più[1].

 

E quanto più il gioco si fa duro e competitivo, tanto più il fattore psicologico è in grado di fare la differenza. Questo non solo nello sport, ma anche e soprattutto nella vita quotidiana, o manageriale, che nei contesti odierni pone sfide estremamente difficili per chi la vive a pieno, senza ritirarsi né sfuggirla.

Dott. Daniele Trevisani

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Note sull’autore:

 

dott. Daniele Trevisani, Fulbright Scholar, consulente in formazione aziendale e coaching in www.studiotrevisani.it  – insignito dal Governo USA del premio Fulbright per gli studi sulla Comunicazione e Psicologia, è Master of Arts in Mass Communication alla University of Florida e tra i principali esperti mondiali in Sviluppo del Potenziale Umano.

In campo marziale e sportivo, è preparatore certificato Federazione Italiana Fitness, praticante di oltre 10 diverse discipline, Maestro di Kickboxing, Sensei (9° Dan DaoShi® Bushido), formatore di atleti e istruttori di Kumite, Muay Thai, Kickboxing e MMA. E’ stato agonista negli USA nei trofei di Karate Open Interstile.

Ha realizzato docenze in oltre 10 Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali esperti italiani nella ricerca sul potenziale umano e formazione.

[1] AA.VV. (2004), La Chute Boxe sarà più dura, Reportage da “Fight Sport”, n. 2, ottobre 2004, p. 44.

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Add-On, i Campi di Forza della Resilienza

Fonte: Science of the HeartNew! Exploring the Role of the Heart in Human PerformanceAn Overview of Research Conducted by the HeartMath Institute

Il metodo HPM per lo sviluppo del Potenziale Personale e del Potenziale Umano

(c) Di Daniele Trevisani

I fondamenti del Metodo

  1. Una persona senza corpo non può fare niente. Ma anche senza motivazione, non potrà fare niente.
  2. Se anche hai un corpo che funziona perfettamente e la voglia di fare cose incredibili, devi avere un “saper fare”. In caso contrario, i tuoi sogni rimarranno sempre nel cassetto.
  3. E se non hai sogni, ideali, volontà di lasciare un contributo al mondo, nemmeno la tua vita ha alcun valore.
  4. Tutte le tue energie sono collegate tra di loro.
  5. La tua capacità di arrivare al tuo pieno potenziale, dipende da come riesci a capire la connessione tra tutti questi strati del tuo essere e come funzionano in te, come creatura specifica che ha dinamiche uniche, irripetibili, diversa dalle altre nel come attiva la connessione tra queste celle di energia interna.

Le nostre energie umane sono in realtà racchiuse “Celle Energetiche”
Sono strati e sistemi enormemente diversi. Iniziano dal corpo fisico, dalle energie di ogni singola cellula, e arrivano agli ideali astratti e più elevati.
Tutta questa complessità è un dono immenso se lo saprai cogliere, ti serve solo di voler veramente lavorare su te stesso, sulle tue capacità.

  • L’efficienza non è un concetto astratto. Si tratta di pura energia in azione. Si tratta di pura focalizzazione del pensiero sulle priorità.
  • Ma efficienza e performance, senza benessere, non valgono a nulla.

A cosa serve vincere una gara per morire appena tagliato il traguardo. A cosa serve per una azienda essere “profitabile”, generare profitti, se semina dolore? A cosa serve una grande carriera se i tuoi rapporti umani sono inesistenti o miserabili? A cosa serve un bel corpo in una mente stupida o priva di valori? A cosa serve avere grandissimi ideali e valori se poi non sappiamo trasformarne almeno una piccola, piccola parte, in qualcosa di concreto che lasci un segno nel mondo?

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  • dal volume Self Power, di Daniele Trevisani (Copyright)

Lo schema a sei celle del metodo HPM espone un possibile schema di riferimento. Il lavoro sulle sei variabili primarie permette di amplificare il potenziale personale, conseguire performance, ricercare un funzionamento ottimale (Optimal Functioning), stimolare un ricentraggio delle proprie attività, degli stili di vita e di relazione, dello stile di pensiero e di azione.

metodo HPM Dr. Daniele Trevisani

Ciascuno di questi macrouniversi contiene intere costellazioni, sistemi e mondi da esplorare.

Trovando i giusti livelli di attenzione, sapendo dove è possibile intervenire, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.

Si è trattato e ancora si tratta di un “viaggio” di scoperta ed analisi, in un campo di studi sterminato.

Trattando un tema di frontiera, ampio, multidisciplinare, le fonti devono necessariamente essere altrettanto variegate. Ogni singola esperienza, di ogni uomo, è fonte di conoscenza.

Ogni pensatore del passato o del presente può darci un contributo. Ogni singola anima può contenere spirito vitale, e portare contributi.

 

Sei miliardi di persone al mondo, 6 miliardi di anime, ma a volte ne basta 1 sola.

Dal film: “One tree hill”

 

Un viaggio che riguarda anche te

Man mano che gli studi aumentano e l’analisi di casi concreti sul tema delle performance avanza, si fa più forte l’evidenza che il “viaggio” nella psicologia delle performance non riguarda solo le élite, i campioni, le aziende leader, i manager di alto livello, ma ha implicazioni in ogni processo di crescita della persona, in ogni attività umana. La performance comprende una sfida piccola o grande, sia sportiva che manageriale, o di vita, e in ogni forma di scoperta o avventura umana. Per cui, che tu sia un campione o ti stia addentrando in un nuovo ramo della vita, ti riguarda.

I suggerimenti degli esperti e dei praticanti, in ogni campo, se osservati bene e ripresi nella vita quotidiana, possono insegnare molto anche fuori dalle competizioni. Ci insegnano un approccio che va ben fuori dalle gare o degli impegni massimali e tocca la vita stessa.

È utile saper “estrarre” le conoscenze, farne un distillato, ed utilizzare queste pozioni alchemiche ovunque siano utili e produttive. Le indicazioni che arrivano da una certa disciplina possono andare ben oltre la fonte originaria, e dobbiamo chiederci come renderle utili e produttive anche in altri campi.

Ad esempio, se prendiamo lo sport della corsa di resistenza, e riusciamo a chiarirne alcune dinamiche psicologiche, possiamo applicarne il distillato anche ad altre aree che richiedono resistenza, come il lavoro manageriale, o l’essere genitori.

In campo atletico, Massini, ad esempio, osserva come nella preparazione dei corridori esista un training psicologico, un allenamento che aiuti a saper perseverare, tenere il ritmo e non mollare durante la propria preparazione[1]. La dottrina militare, similmente parla del Battle Rythm come una cadenza di attività indispensabili per tenere sotto pressione il nemico.

In sostanza, saper gestire una fase di stress anziché venirne schiacciati.

Per l’atleta vengono predisposte fasi di allenamento che cercano di far crescere le persone su questo piano.

Se prendiamo altre discipline, come le arti marziali, possiamo ricavarne molto: la sacralità di un allenamento al di la del fattore fisico, il bisogno di condurre uno stile di vita coerente con i propri obiettivi, la necessità di avere test di realtà (combattimenti realistici), sapere affrontare la propria preparazione con un lavoro variegato, variarne le modalità e le intensità, ma soprattutto trovare una soddisfazione intrinseca in ogni allenamento.

Viene da chiedersi quanta utilità potrebbe esserci nell’applicare queste ed altre tecniche di coaching anche nelle aziende. E non solo, quanto sia veramente indispensabile allenare e coltivare le capacità di apprendere, in ogni persona, anche e soprattutto fuori dallo sport, dalla tenera età in avanti.

Tra le diverse discipline che si occupano di crescita e sviluppo, le contaminazioni possibili sono molte, e non vanno solo dallo sport verso le imprese, ma possono anche compiere il viaggio inverso. Ad esempio, le tecniche proposte dalla formazione di tipo esperienziale (Experiential Learning) offrono eccezionali strumenti per rendere un allenamento sportivo più coinvolgente e produttivo, e per creare atleti e praticanti più consapevoli e motivati.

Una delle tecniche di base dell’Experiential Learning aziendale (la formazione aziendale di tipo attivo ed esperienziale) è data dal ciclo briefing-attività-debriefing, il che significa:

Spiego cosa andremo a fare e perché, su quali aree di capacità andremo a lavorare oggi.

Lavoriamo e ci alleniamo.

Dopo aver lavorato, riflettiamo sull’esperienza appena svolta, sulle difficoltà incontrate, sugli insegnamenti che ho tratto oggi, su quello che non è andato bene, su cosa invece ha funzionato ed è stato utile.

Si tratta di un ciclo basilare in tre fasi, che potrebbe essere utilizzato in numerosissime attività sportive, soprattutto nei settori giovanili, con un enorme beneficio. Purtroppo, questo succede molto raramente.

I diversi mondi delle performance – sport, management, scuola/università, forze di sicurezza, ricerca – raramente dialogano tra loro e si scambiano esperienze di successo.

Quando il dialogo si interrompe, quando si crea stasi, vi sono solo due possibilità: una positiva, la meditazione o riflessione positiva, ed una negativa, la depressione. In questo senso dobbiamo ricordare che il semplice fatto di essere impegnati in un percorso di miglioramento è di valore in quanto azione positiva.

 

L’uomo è nato per l’azione,

come il fuoco tende verso l’alto e la pietra verso il basso.

Non essere occupato e non esistere è per l’uomo la stessa cosa.

Voltaire

 

La forza della preparazione

Mick, in campo aziendale, osserva il bisogno di coltivare maggiormente le doti di saggezza manageriale, anziché riempire i manager di skills e concetti che poi verrebbero applicati male o senza coscienza[2]. Anche questo contributo va ben oltre l’azienda e si estende alla vita di ogni organizzazione o team.

La cultura in se non serve a niente se non viene messa al servizio di qualcosa di importante.

Come si osserva in questo dialogo di Thomas Henry Huxley, siamo sempre al servizio di qualcosa, per cui è bene decidere cosa merita e cosa no:

 

– Vescovo anglicano di Oxford: Ma è da parte di padre o di madre che voi discendete dalla scimmia?

– Huxley: Preferisco discendere da una scimmia che da un uomo di cultura che ha prostituito il sapere al servizio del pregiudizio e della falsità.

[1] Massini, Fulvio (2008). Hard Run. I suggerimenti del coach per atleti d’alto livello. In: Runner’s World, gennaio 2008, p. 32.

[2] Mick, David & Thomas Bateman (2006), The Ultimate Virtue. Article Proposal for the Harvard Business Review, Version: 15 February 2006. McIntire School of Commerce, University of Virginia.

Strumenti per il coaching e la crescita personale. Secondo Audiolibro AREA 51

Testo estratto dalla sezione dedicata sul sito di Area 51 da cui si può visualizzare il programma:

sessioni di coaching, strumenti per il coaching e la crescita personale, secondo audiolibro di daniele trevisani

Questo programma audio costituisce una vera e propria sessione di coaching guidata da Daniele Trevisani, coach internazionale, esperto di comunicazione e formatore.
Le sessioni di coaching di Daniele Trevisani, frutto di oltre venti anni di ricerca, sono rivolte a tutti, grazie a un linguaggio semplice e diretto.
In particolare questa sessione contiene stimoli e strumenti operativi per la tua crescita personale, suggerimenti utili e approfondimenti essenziali per coach, counselor, insegnanti e team leader. Con questa sessione avrai una cassetta degli attrezzi fondamentali per la costruzione del tuo percorso di avanzamento, per vincere la paura del cambiamento ed esprimere al massimo il tuo potenziale.

. 1 ora e 30 minuti di sessione
. 7 tracce mp3 di audio
. strumenti, esercizi e indicazioni pratiche da ascoltare e applicare

Oltre all’audio il programma contiene

. Indice della sessione con abstract dei singoli capitoli
. Sintesi della sessione in elegante pdf
. Sintesi delle metodologie proposte e dei personaggi citati nella sessione
. Bibliografia di approfondimento con testi essenziali per la tua crescita personale
. Biografia e contatti dell’autore Daniele Trevisani
. Il modello HPM dell’autore Daniele Trevisani
. Allegato esclusivo e inedito sulla Memetica
. Allegato esclusivo e inedito sull’energia degli archetipi
. Allegato esclusivo e inedito sul modello per il potenziale umano
. + 6 extra bonus (audio + pdf)

I contenuti bonus

Rilassamento muscolare progressivo  

Questa tecnica, mettendo progressivamente in tensione diversi gruppi muscolari in tutto il corpo per poi distenderli, rilassa la tua mente e il tuo corpo e ti aiuta a rilasciare ansia, insonnia, stress.
. 1 traccia audio mp3
. 16 minuti di ascolto
. 23 pagine ebook pdf

Respirazione per il successo 

Il fine della tecnica è “ripulirti” di stress e fatica e rinvigorirti dopo una sessione stressante di lavoro o pesante di studio, oppure prima di un incontro o un evento importante.
. 2 tracce audio mp3
. 14 minuti di ascolto
. 19 pagine ebook pdf
Gli extra bonsu contenuti:

Visualizzazione degli organi del corpo  

In questo esercizio visualizzerai un organo del tuo corpo, e attiverai le tue risorse mentali per “trasformarlo” in senso positivo.
. 2 traccia audio mp3
. 15 minuti di ascolto
. 20 pagine ebook pdf

Mindfulness sul flow  

Il Flow è la sensazione di totale appagamento che proviamo quando siamo completamente assorbiti in quello che facciamo.
. 5 tracce audio mp3
. 57 minuti di ascolto
. 26 pagine ebook pdf

Conoscere la Bioenergetica   

La Bioenergetica è una particolare forma di psicoterapia sviluppata da Alexander Lowen, allievo di Wilhelm Reich, primo studioso e ispiratore delle terapie centrate sul corpo.
. 4 tracce audio mp3
. 42 minuti di ascolto
. 27 pagine ebook pdf

Strategie per il tuo benessere    

Strategie alimentari e fitness: è la combinazione unica e innovativa che ti propone questo libro ricchissimo di consigli pratici per raggiungere il tuo peso corporeo ideale e mantenerlo nel tempo.
. 10 tracce audio mp3
. 1 ora e 17 minuti di ascolto
. 52 pagine ebook pdf

L’autore

Daniele Trevisani – http://www.studiotrevisani.it – è autore, formatore senior, coach e counselor. Laureato con il massimo dei voti in DAMS Comunicazione con una tesi in Comunicazione Interculturale presso l’Università di Bologna, ha  conseguito il Master annuale in Marketing Internazionale IFOA e svolto altre specializzazioni e studi, tra i quali Master of Arts in Mass Communication presso la University of Florida.Ha conseguito il primo premio Fulbright (Governo USA) assegnato per la ricerca nelle Scienze della Comunicazione.
È tra i principali esperti europei in formazione e comunicazione, continuità d’impresa e ricambio generazionale, sviluppo potenziale umano e coaching. 
Abbina alle attività di imprenditore nella formazione aziendale un’esperienza di oltre venticinque anni nel coaching sportivo di agonisti, di team, squadre e atleti. Ha seguito cinque campioni mondiali, due campioni intercontinentali e varie squadre agonistiche di sport come kickboxing, boxe e arti marziali.
Èinoltre formatore per il Ministero della Difesa e la NATO dove si occupa di temi di psicologia, leadership, comunicazione. Èconsulente italiano di riferimento per diverse società internazionali e formatore presso le Forze Speciali dell’Esercito Italiano.
È autore di dodici libri in italiano tra cui si annovera il bestseller “Psicologia di marketing e Comunicazione” e il recente “Team Leadership e Comunicazione Operativa“. I suoi volumi sono attualmente tradotti in 5 lingue. 

The Call™- Seminario esperienziale a posti limitati su Comunicazione, Emozioni, Espressività, Bioenergetica

“Comunicazione, Corpo, Emozioni” a Pesaro, 3 Giugno Con Daniele Trevisani (Formatore, scrittore, ricercatore) e Fabio Galli (Regista Teatrale e Attore)

Fabio Galli, Daniele Trevisani

Laboratorio Esperienziale, sul tema delle Emozioni e della Comunicazione, in particolare attraverso esercizi e modelli in uso nella Formazione Attoriale, Negoziale e Public Speaking. La partecipazione è gratuita.

Durante il seminario, viene realizzato un video-corso sulle Emozioni e Comunicazione, da parte di un importante editore multimediale, AREA 51, raccogliendo i brani formativi fondamentali che i formatori esprimeranno, per fissarli e divulgarli in prodotti formativi dedicati e raccogliere le tante “pillole di spaere” che emergeranno, anche a beneficio di altre utenze. Nei nostri seminari accadono sempre momenti di formazione davvero speciale e in questo caso, non li vogliamo perdere. Se per qualcuno la presenza della troupe non è gradita, suggerisco immediatamente di non partecipare e trovare altre soluzioni altrove. Per chi capisce invece l’importanza di fissare momenti formativi che altrimenti verrebbero persi per sempre, sieti i benvenuti.

Prenotazione di posto riservato gratuito con Eventbrite qui

In cosa si articola il seminario.

Si tratta di un’esperienza fluida e non rigidamente strutturata, dove lasciare spazio alla crescita personale, ad un senso di apertura alle proprie possibilità e potenzialità. I canali di apprendimento utilizzati saranno:

  1. Parte di formazione indoor, su temi di psicologia delle emozioni, energie personali, potenziale personale, espressività e comunicazione. I concetti trattati sono basati su una letteratura consolidata, trattata in molti volumi, tra cui “Il Coraggio delle Emozioni”, e “Self-Power”, edito da Franco Angeli.
  2. Parte sperimentale, attoriale e pratica, con esercizi sulla comunicazione delle emozioni, ascolto delle emozioni, potenziamento espressivo, decodifica delle emozioni
  3. Parte outdoor, con attività di scarico basate sulla bioenergetica, in spiaggia, molo e aree naturali, con tecniche di respirazione, movimento del corpo ed armonie corporee (stile Daoshi interno)

Temi trattati e sperimentati vengono scelti tra le aree di ricerca dei formatori, tra cui:

Le emozioni – Come funzionano le emozioni

  • Le emozioni e il sentire corporeo (Bodily Felt Sense)
  • Il lavoro di Focusing (Gendling) per localizzare le emozioni e gli stati emotivi
  • Emozioni e stati di coscienz (Fisher)
  • Come attivare lo stato mentale che desideriamo avere in un momento specifico
  • Liberarsi da emozioni parassite e negative
  • Lo stress, la sua influenza, il suo riconoscimento e gestione
  • Il lavoro sulle emozioni tramite la Mindfulness
  • Training Mentale per lo stato ottimale (Flow) e liberazione delle performance. Esempi da esperienze reali con atleti (5 Campioni Mondiali di Sport da Ring e Arti Marziali)

Temi di Comunicazione

  • Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale
  • Riconoscere le varie forme di incomunicabilità e le “distanze relazionali” tra persone, rompere le barriere comunicative
  • Comunicazione ed archetipi (le maschere della vita e la liberazione dalla maschera, da Jung a Erving Goffman)
  • Espressività potenziante, metodo Stanislavskij
  • Essere senza interpretare
  • L’ascolto di sè e l’empatia verso l’ambiente
  • Cogliere i segnali ambientali
  • Sintonizzarsi con la missione comunicativa
  • Riconoscere coerenze e incoerenze comunicative
  • Dare spazio ad una comunicazione autentica
  • Gli ambienti come “acquari comunicativi” da riconoscere

Le applicazioni di queste tecniche riguardano molti ambiti, tra cui la Leadership, il Public Speaking, la negoziazione, la vendita, la comunicazione professionale, le energie corporee, mentali e professionali, ma anche e soprattutto il lavoro su se stessi, base di ogni vera azione formativa.

La filosofia formativa del Format “The Call”: Ritiri formativi esperienziali, nella natura, per anima, corpo e mente, con un modello proprietario di Daniele Trevisani certificato per il Self Power.

…dedicati al corpo e alla comunicazione, all’anima e al benessere. Weekend, infrasettimanali, e full-week di benessere corporeo e spirituale. Bioenergetica, Coaching e Counseling, Mindfulness, immersi nella natura. Edizioni speciali si tengono in località di mare, in montagna, termali, e naturalistiche. Un concept proprietario, frutto della ricerca scientifica sul Potenziamento Personale basato sul libro “Self Power Psicologia della Motivazione e delle Performance” e sul Modello del Potenziale Umano esposto nel volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani e altri libri sviluppati dall’autore. Si tratta del Training di Crescita Personale con la più importante bibliografia originale mai realizzata da un autore Italiano

Bibliografia di Daniele Trevisani (selezione da oltre 14 libri pubblicati)
  COACHING LEADERSHIP SKILLS LOOK INSIDEsoul-box-large

_____ qualche riflessione sul senso di questa iniziativa…

La notte oscura dell’anima è un viaggio verso la luce, un percorso dall’oscurità verso la forza e le risorse nascoste dell’anima. Attraversare la notte oscura richiede dialogo interiore, contemplazione, preghiera, tempo trascorso in silenzio, e condivisione con chi comprende la natura profonda della trasformazione interiore…. è un viaggio per imparare a vedere il mondo da mistici attraverso una lente senza tempo che percepisce al di la della ragione.

Carolin Myss.

Tante volte sentiamo una “chiamata” che ci dice “fai qualcosa per te”, prenditi tempo per te stesso, dedicati uno spazio speciale, trasformati e lavora sulle tue energie, cerca il meglio di te dovunque sia “nascosto”.

Il problema è che la risposta a questa “chiamata” viene soffocata dal vivere quotidiano, dallo stress, o dal non trovare “compagni di viaggio” e veri Maestri per affrontare un percorso di trasformazione in un clima piacevole e sereno, o dal non sapere letteralmente come farlo e dove farlo.

Altre volte, ancora peggio, l’orgoglio e la rabbia chiudono questa voce e la soffocano. La voglia di vedere che altra può esistere oltre a quella che facciamo, rimane, pulsa soffocata, ed esige ascolto per non diventare malattia.

Quando siamo arrivati in fondo, o ci sentiamo in un momento di svolta e vogliamo cambiare pagina, vogliamo un percorso di cambiamento totale, un percorso che ci metta in grado di conoscere noi stessi e il nostro potenziale,  che sino ad ora abbiamo messo a disposizioni di altri, di tutti tranne che per noi stessi.

Quando avremo deciso di non essere più disposti a vivere a pieno sentiremo la chiamata, e capiremo che non siamo più disposti a vivere un altro giorno senza “me stesso” al centro della mia vita, nella bellezza, nella gioia e nell’armonia.

The Call™ è per chi vuole iniziare un percorso di conoscenza e di profondo cambiamento e con l’aiuto di seri professionisti fare passi avanti. The Call si basa su un metodo scientifico pubblicato e non richiede di “crederci” o di “non divulgare ciò che che si fa” ma anzi al contrario si invitano tutti a leggere, studiare, capire ciò che si fa e perchè lo si fa, e divulgarlo. Questa è la differenza tra una “Scuola del Potenziale Umano” e una setta.

Il metodo del potenziale umano alla base del lavoro è supportato da una enorme letteratura e ai partecipanti vengono fornite letture, ma le sole lettura senza esperienza non servono a nulla.

Modello di Potenziale Umano HPM dal test Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani Letteratura specifica supplementare viene fornita su misura.

coaching modello HPM

Questo seminario offre una soluzione breve ma interessante per iniziare a trovare risposte concrete. Offre un luogo, offre uno spazio, offre delle guide, un supporto di coaching e counseling in grado di canalizzare queste energie di “chiamata” in un percorso vero.

Gli ingredienti per un’esperienza trasformativa, così ben esposti da Myss, sono oggetto di questo seminario esperienziale.

  • Innanzitutto il lavoro sul dialogo interiore. Apprenderemo a capire le diverse voci che circolano nella nostra mente e nel nostro spirito, utilizzando un metodo classico della formazione sdoganandolo finalmente da una esperienza d’aula, verso una esperienza di “navigazione guidata” in un luogo della natura. Una volta comprese come queste diverse “voci” si attivano, e solo allora, potremo intervenire per fare pulizia mentale e pulizia nel dialogo interno. Ma se non le riconosci, non lo farai mai. (modello formativi di riferimento: De Bono 6 Hats).
  • Contemplazione e lavoro sul corpo. La contemplazione che praticheremo sarà particolarmente attiva, una contemplazione del corpo nello spazio, attivata attraverso le tecniche di Bioenergetica stile Daoshi, stile derivante dalle Arti Marziali orientali e centrato sul sentire il fluire degli equilibri in movimento. La percezione di controllo viene enormemente aumentata, la consapevolezza del respiro che accompagna il movimento guidatao, il potenziamento della connessione mente-corpo, ne fanno un’esperienza unica e diretta seguita direttamente dal Maestro fondatore dello stile Daoshi, Maestro cintura nera 9° Dan e formatore di 5 Campioni Mondiali, esperto di Mental Training per gli sport di combattimento e arti marziali. L’esperienza delle Arti Marziali è da sempre una fonte inesauribile di sapere e di tecniche per la crescita personale, e qui ne esploreremo una porzione molto significativa. Autori di riferimento: Alexander Lowen per la Bioenergetica, Daniele Trevisani per il lavoro sul “Potenziale Umano” e “Self Power”,
  • Mindfulness, Training Mentale. Uno stato mentale che si avvicina alla preghiera, non in senso religioso, diventa forma di liberazione e recupero dallo stress, lontana da una visione arida, materialistica, e va verso vie di connessione con stati mentali superiori. In questo, la particolarità del seminario è di poter accedere a tecniche validate dalle Neuroscienze e dagli studi sullo Stress (con una peculiarità dovuta alle esperienze fatte dall’autore in 12 anni di formazione di Forze Speciali).

Le forme simili alla preghiera, meditazione, rilassamento guidato, inducono una maggiore sincronizzazione cardio-vascolare, riducendo profondamente i livelli di stress fisico e mentale. Impareremo modelli ed esercisi che stimolano in particolare la riduzione delleo stress, il pensiero positivo (corteccia prefrontale sinistra) attraveso esercizi guidati di Mindfulness e Training Mentale. Il tempo trascorso nel silenzio tra le varie fasi dell’esercizio, sia nella natura che indoor, viene riempito da una “percezione aumentata”, oggetto delle esercitazioni, in cui la persona può sentire il contatto con livelli diversi di stati di coscienza e gradi di benessere superiore. Modelli scientifici di riferimento: Scala degli Stati di Coscienza di Fisher, Triune Brain di Mc Lean, Psicologia Positiva, Modelli del “Combat Stress Control” da fonti riservate.

  1. Condivisione con chi comprende la natura profonda della trasformazione interiore: il lavoro su di sè viene aumentato e potenziato dalla possibilità di condividere gli stati di esperienza e di trasformazione, anche la più piccola e sottile variazione degna di nota, fino al pensiero più tenue che puoi cogliere solo tu, merita ascolto. Questo richiede un “contenitore emotivo” in cui potersi riversare, come ogni goccia d’acqua che vogliamo raccogliere. Apprenderemo quindi come ciascuno di noi possa arrivare ad essere quella persona che comprende la natura profonda di una trasformazione interiore di sè e degli altri, lavoreremo su tecniche di ascolto specifiche del coaching umanistico e del counseling, affinchè finalmente l’ascolto non sia relegato ad una pratica medicalizzata o a confini pseudo-ambulatoriali, ma diventi un modo di essere, una via per la salute di ogni relazione e il benessere più profondo. Autori di riferimento: Carl Rogers e altri fondatori del Counseling Umanistico.

Dove. Pesaro, 3-4 giugno hotel Perticari. PREZZI BB: € 40 a camera, in doppia uso singola, a notte;  € 60 a camera, in doppia, a notte. Prenotare direttamente presso l’hotel al Tel. 0721 68640

Chi conduce: Dott. Daniele Trevisani – vedi profilo per info in http://www.studiotrevisani.it e http://www.danieletrevisani.com –  Fabio Galli, attore, regista, formatore

Per registrarsi, occorre lasciare i seguenti dati, e oltre a questi, fare la registrazione su Eventbrite – Prenotazione di posto riservato gratuito con Eventbrite qui

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Note su Fabio Galli. Regista Teatrale e Attore

La sua formazione

  • Laurea in Lettere e Filosofia con 110 e Lode, con tesi su “L’arte del Mentire” dedicata all’analisi della comunicazione, dai primitivi a Hitler.
  • Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica “La Scaletta” di Roma, triennale

Formazione internazionale

  • LIVING AND RECORDING ARTS – Londra
  • JOHN STRASBERG – New York
  • SONDRA LEE ACTORS STUDIO – New York
  • UTA HUGEN H.B. – New York

SPORT

  • Equitazione, Pallavolo, Calcio, Tennis,
  • Ciclismo, Nuoto, Tiro con Fucile – Pistola
  • Pesca Subacquea (Istruttore Federale
  • Thay Boxing

TEATRO

  • “FLAIANO” – regia G. Colli – 1986
  • “SOLA E SPERDUTA” – regia A. Pierfederici – 1987
  • “COEFORE” – regia A. Pierfederici – 1987
  • “MOVIE” – regia G. Caliendo – 1988
  • “UREDIPUS” – regia P. Manzari – 1988
  • “LA MOGLIE IDEALE” – regia P. Lotta – 1988
  • “SKANDALON” – regia M. Perlini – 1990
  • “L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA” – regia M. Perlini – 1990
  • “LA MOGLIE NERVOSA” – regia A. Ninchi – 1998
  • “LIBERAZIONE”- M. Perlini -2015

FILMOGRAFIA

  • “L’INTERVISTA” – regia Federico Fellini – 1986
  • “PIAZZA DI SPAGNA” – regia F. Vancini – 1986
  • “CONCERTINO” – regia G. Santi – 1986
  • “LA MOGLIE IDEALE” – regia P. Lotta – 1987
  • “UNA GIORNATA IN PRETURA” (docufiction) –regia S. Vicario – 1987
  • “LA PIOVRA IV” – regia L. Perelli – 1988
  • “SOLO” – regia S. Bolchi – 1988
  • “CLASSE DI FERRO” – regia B. Corbucci – 1989 (Serie TV)
  • “LA VITA CHE TI DIEDI” – regia G. Mingozzi – 1990
  • “IN NOME DEL POPOLO SOVRANO” – regia Luigi Magni – 1990
  • “L’ANGELO CON LA PISTOLA” – regia Damiano Damiani – 1991
  • “SENZA FINE” – regia C. Nistri – 1991-1992 (Serie TV)
  • “NESTORE – L’ULTIMA CORSA” – regia Alberto Sordi – 1993
  • “IN NOME DELLA FAMIGLIA” – regia V. Verdecchi – 1995
  • “I RAGAZZI DEL MURETTO 3” – regia Calderone, Lazzotti – 1995
  • “AGENZIA FANTASMA” (ep.“L’Eredità”) – regia V. De Sisti – 1997
  • “LA RUMBERA” – regia Piero Vivarelli – 1998
  • “UN POSTO AL SOLE” – regia S. Amatucci – 1998-1999
  • “RICOMINCIARE” – regia V. Verdecchi – 1999 (Serie TV)
  • “PROVINCIA SEGRETA” – regia F. Massaro – 1999
  • “RICOMINCIARE 2” – regia V. Verdecchi – 2000 (Serie TV)
  • “RICOMINCIARE 3” – regia V. Verdecchi – 2001 (Serie TV)
  • “UNA FAMIGLIA PER CASO” – regia C. Costanzo – A. Cremonini – 2002
  • “UN PAPÀ QUASI PERFETTO” – regia M. Dell’Orso – 2002
  • “DIRITTO DI DIFESA” (ep. 20 e 21) – regia F. Lazzotti – 2003 (Serie TV)
  • “O LA VA O LA SPACCA” – regia F. Massaro – 2004
  • “LA SQUADRA” (ep. 131) – regia C. Celeste – 2004 (Serie TV)
  • “L’ISPETTORE COLIANDRO” – regia Manetti Bros – 2005
  • “E POI C’È FILIPPO” – regia Maurizio Ponzi – 2005
  • “INCANTESIMO 8” – regia Sherman-Deodato – 2005 (Serie TV)
  • “L’UOMO DELLA CARITÀ” – regia A. De Roubilant – 2005
  • “CRIMINI” Ep. “MORTE DI UN CONFIDENTE” – regia Manetti Bros – 2006
  • “CENTOVETRINE” – direttore artistico Daniele Carnacina – 2006/2007
  • “GENTE DI MARE 2” – regia Giorgio Serafini – 2007
  • “IL PIRATA, MARCO PANTANI” – regia Claudio Bonivento – 2007
  • “IL BENE E IL MALE” – regia Giorgio Serafini – 2008
  • “MAL’ARIA” – regia Paolo Bianchini – 2008
  • “I NARDINI”        – regia Gianni Zanasi – 2009
  • “Crimini 2” Ep. “Niente di personale” – regia Ivano De Matteo – 2009
  • “IL COMMISSARIO REX” Ep. “La ragazza scomparsa” – regia Marco Serafini – 2009
  • “COME UN DELFINO” – regia Stefano Reali – 2010
  • “ANITA” – regia Claudio Bonivento – 2011
  • “THE LAST ALCHEMIST” – regia Michele Messeri – 2012
  • “MODUGNO” – regia Riccardo Milani – 2012
  • “GIGI MERONI”regia Paolo Poeti – 2012

Oltre al lavoro di attore collabora come coach alla preparazione degli attori internazionali per i Disney live show 2011, 2012 e 2014

Dal 2012 collabora costantemente con lo SME- DIPE (Stato Maggiore dell’Esercito) in qualità di docente nei corsi per Negoziatori.

Dal 2013, in qualità di docente, tiene seminari presso l’Università di Urbino “CARLO BO” nei dipartimenti di Lettere Moderne, Filosofia ed Estetica

Nel 2014 è regista del musical “Scooby-Doo” per la Warner Bros Italy.

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Il Seminario è una iniziativa dedicata alla crescita personale e sviluppo delle competenze comunicative del partecipante. Chi desidera invece un corso specifico per apprendere le competenze di coaching e counseling, può approfondire la pagina dedicata alla Scuola di Coaching e Counseling STEP

Rivista di Formazione, Comunicazione & Potenziale Umano

Rivista di Formazione, Comunicazione & Potenziale Umano

La chiamata

Speciale iniziative formative

Post recenti di Crescita Personale, fitness e wellness

Speciale articoli di formazione per la leadership e comunicazione

Novità del trimestre: Audiolibro sul Potenziale Personale presso Area 51 Editore

Presso questo link puoi accedere alla pagina dove l’audiolibro è scontato e addizionato da un kit di contenuti davvero interessanti, dispense e alcuni altri contenuti speciali. L’editore ha davvero voluto fare un pacchetto di valore estramamente interessante, addizionando l’audiolibro con una traccia sulla bioenergetica, audio guidati di mindfulness e tecniche di rilassamento, e dispensa di oltre 70 pagine, per cui davvero un insieme di strumenti vari.

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Speciale Video per la crescita personale

Video gratuiti su alcuni temi del Coaching, dello sviluppo personale, e delle aree collegate (psicologia, comunicazione, leadership)

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Dott. Daniele Trevisani

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I 9 Segreti di Musashi e lo spirito dei Samurai per la vita di ogni giorno

… quando si pensa ad un Segreto…

Di: dott. Daniele Trevisani  – Fulbright Scholar, Formatore Aziendale esperto in Potenziale Umano. Maestro ed esperto in Psicologia e Formazione per le Arti Marziali e di Combattimento. Sensei 9° Dan Sistema Daoshi

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© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.

I Segreti Semplici nascosti nel Libro dei 5 AnelliMusashi era un Samurai. In Giappone è considerato il più grande di tutti i Samurai mai vissuti. Ha avuto il suo primo combattimento per la vita e la morte a 13 anni, un Samurai esperto voleva vendicarsi e ucciderlo.

Vendicarsi di cosa, su un 13enne? Vendicarsi, per una disputa avuta con il padre di Musashi, uccidendo il figlio. A lui non gli rimase che combattere.

Musashi uccise il Samurai esperto con un bastone trovato lungo la strada. Un bastone contro una spada, usato da un ragazzino, contro un Samurai esperto.

Da allora ebbe decine e decine di duelli, tutti per la vita, e mai per gioco, duelli nei quali venne affrontato anche da 10 persone contemporaneamente, che volevano sfidarlo per diventare famose o alle quali la sua presenza dava fastidio. Li uccise sempre tutti, senza nemmeno guardarli, e senza vantarsene, proseguendo per la sua strada.

Nonostante quello che i benpensanti possono rapidamente pensare e giudicare, non era un violento, non fu mai né aggressivo né prepotente con nessuno, ma semplicemente, come Ronin (Samurai senza padrone), difendeva la sua libertà da chi lo voleva uccidere, in un momento del Giappone Medioevale nel quale non vi erano scelte: nei combattimenti, o si uccideva o si veniva uccisi. Quelle erano le regole. Fu tra l’altro uno dei più grandi pittori Giapponesi…

Per noi, oggi risulta difficile pensare che un pugile professionista, un kickboxer o un karateka possa essere anche Poeta o Filosof, ma in realtà il “viaggio” vero di ricerca di un praticante Marziale non è mai limitato, se interpretato in modo corretto, e si estende ad ogni campo e disciplina…

Musashi ne è un esempio per tutti, e per sempre.

Il suo segreto era un abito mentale. Quandos i considerò vecchio, si ritirò in una grotta e scrisse i suoi Segreti. Nove segreti semplici, assieme ad un libretto di qualche decina di pagine “Il Libro dei 5 Anelli”, affinché si tramandassero.

Ne vorrei parlare perché oggi – di fronte alle sfide e ai problemi veri del pianeta –  di fronte alle ingiustizie e prepotenze, alle arroganze, alle cattiverie – molti non reagiscono, come fece Musashi, ma si nascondono da vigliacchi, sperando che qualcun altro, in un futuro non determinato, se ne faccia carico. Non si rendono conto che i problemi non affrontati oggi ricadranno sui nostri figli entro poco tempo.

Allora, è bene parlare di chi si impegna oggi, per produrre un contributo nelle attività umane, nello sport e fuori dallo sport, nella arti marziali ma anche nella vita, nella società, nel dare un futuro ai ragazzi, nell’insegnare qualcosa dentro e fuori le palestre.

L’insegnamento deve assumere un preciso abito mentale.

È l’assetto del guerriero, del Samurai, del combattente, del ricercatore concentrato, del missionario che crede in una causa. Di chi non si lascia distrarre dalle cose futili e dai valori di plastica.

È l’atteggiamento focalizzato di chi desidera ottenere qualcosa che reputa importante e – durante l’esecuzione – non si lascia distrarre da altro. Di chi ha un valore e lotta per esso. Di chi fa della causa una parte di sé.

Non riguarda solo  enormi imprese, ma anche e soprattutto la vita di ogni giorno. Il più grande Samurai di ogni tempo, Musashi[1], così descrive l’abito mentale di chi vuole intraprendere la vita del Samurai: si tratta di segreti davvero semplici, ma per questo assolutamente attuali:

Chi voglia intraprendere la via dell’Hejò (strategia)

tenga a mente i seguenti precetti.

  • Primo: Non coltivare cattivi pensieri.
  • Secondo: Esercitati con dedizione.
  • Terzo: Studia tutte le arti.
  • Quarto: Conosci anche gli altri mestieri.
  • Quinto: Distingui l’utile dall’inutile.
  • Sesto: Riconosci il vero dal falso.
  • Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi.
  • Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie.
  • Nono: Non abbandonarti in attività futili[2].

Se li rileggiamo, e vi chiedo di farlo adesso… a caldo…  noterete, una cosa: è qualcosa di tremendamente attuale, di tremendamente semplice. E’ soprattutto, di una pulizia assoluta.

Per questo motivo, ho deciso come sviluppatore del Sistema Marziale DaoShi, di mettere questi principi alla base di chiunque pretenda un giorno di definirsi insegnante di Arti Marziali o di Sport di Combattimento nel Sistema Daoshi. Chi insegna solo a menare le mani e non fa crescere le menti non è degno di essere chiamato Maestro e nemmeno di insegnare nel mio nome…. E’ una posizione radicale ma almeno è chiara.

Ma torniamo a Musashi.

È eccezionale notare come anche oggi questo abito mentale sia dotato di enorme suggestività per chi intende sviluppare il proprio potenziale. Ci parla, infatti, di un atteggiamento di fondo.

  • È l’atteggiamento di serietà con cui un calciatore professionista rimane persona umile, cura alimentazione e riposo, rispetto al divo del calcio che assume atteggiamenti da star e si presenta tardi agli allenamenti.
  • È lo spirito di una ragazza che decide di sputare (esatto, sputare) sul modello proposto dai media di cosa sia una ragazza “arrivata” (fotomodella,  star televisiva, protagonista di reality show, anoressica, o bambola da chirurgo plastico) e piuttosto si impegna nello studio, in una professione utile, o in campo sociale, mandando a quel paese il modello che fa coincidere carriera con arcata dentale, natiche e scollatura.
  • È il coraggio di un ricercatore che intraprende vie di ricerca e sperimentazione inusuali ma dalle quali pensa di poter dare una aiuto al mondo, piccolo o grande, anche andando contro i baroni accademici e lo status quo.
  • È la saggezza del lottatore che cura attentamente il suo recupero prima di gettarsi in una nuova battaglia, consapevole del fatto che se non avrà riposato abbastanza non potrà sostenere molte battaglie e si brucerà.
  • È la passione di chi si impegna per una causa, fatica, fa rinunce ma non le rimpiange, e si sacrifica per qualcosa di cui forse non vedrà nemmeno i frutti in vita.

Ma non tutto è solo sacrificio. Le performance sono anche contribuzione, gioia, celebrazione, divertimento, piacere, il gusto di fare qualcosa di importante, essere parte di qualcosa, di lasciare un segno, di compiere imprese assieme a qualcuno e fare team. O la voglia di essere ciò che possiamo essere.

I veri performer sanno anche celebrare i propri risultati e vivere a pieno.

Ciascun precetto di Musashi si riferisce anche oggi ad una o più aree della psicologia delle performance e mantiene una validità assoluta:

Un approfondimento e una riflessione sui 9 Segreti Semplici di Musashi

Primo: Non coltivare cattivi pensieri. L’esercizio di un atteggiamento mentale positivo, il pensiero positivo, la concentrazione su ciò che di buono e utile vogliamo ottenere, allontanarsi da pensieri negativi o dal male; la ricerca di quello che oggi chiamiamo uno “stile cognitivo” efficace.

Secondo: Esercitati con dedizione. Oggi chiamato training, formazione, tecniche di allenamento e addestramento, e soprattutto, la necessità del performer di applicarsi in un active training, cioè in esercitazioni attive e non solo analisi teorica, e farlo con dedizione, nel tempo, e con continuità.

Terzo: Studia tutte le arti. L’approccio enciclopedico, la contaminazione positiva che deriva dall’andare fuori dai propri recinti e studiare le cose più disparate, interessarsi anche di ciò che altre discipline indagano, il contrario della chiusura in un recinto professionale o disciplinare, male odierno, il contrario delle sette, e della cultura dell’egoismo.

Quarto: Conosci anche gli altri mestieri. La capacità di muoversi ed agire anche in campi esterni, l’allargamento del proprio repertorio professionale, sapersi muovere anche fuori dal proprio campo di azione limitato, essere capaci anche in altre abilità e professioni, spaziare, non chiudersi.

Quinto: Distingui l’utile dall’inutile. Concetto similare a quello che nel sistema HPM chiamiamo Retargeting Mental Energy, o ricentraggio delle energie mentali, ciò che permette alle persone di capire veramente cosa merita il proprio impegno e cosa non lo merita, dove centrarsi o ricentrarsi nel proprio focus di attenzione, e quindi verso cosa direzionare le energie personali.

Sesto: Riconosci il vero dal falso. Coltivare le capacità di analisi, la percezione pura e decontaminata da preconcetti e distorsioni, il bisogno di verità, il bisogno di pulizia psicologica, il bisogno di sviluppare le capacità di riconoscimento (detection) indispensabile ad esempio in chi svolge il mestiere di negoziatore o di comunicatore, o in chi guida le persone (leader) o in chi lavora in gruppo (team working). Ed ancora, il bisogno di distinguere fatti da opinioni, teorie accertate da ipotesi, affermazioni personali da idee condivise.

Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi. La percezione è il fenomeno oggi più centrale in molte forme di psicologia, e comprende sia la propriocezione (capacità di percepire se stessi), che la percezione ambientale. Il settimo precetto di Musashi indirizza verso abilità di percezione aumentata, disambiguamento dalle illusioni percettive, sviluppo della sensibilità umana e sensoriale, ricerca di significati e quadri di analisi (Gestalt), e il potenziamento delle facoltà di osservazione. Tratta quindi di una “percezione allargata”, opposta ad una chiusura percettiva.

Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie. Il bisogno di entrare nelle micro-competenze, la ricerca dell’eccellenza, l’abbandono di un atteggiamento di pressapochismo e banalizzazione. Attenzione ai dettagli che contano, assunzione di un atteggiamento di amore per quello che si fa e per come lo si fa.

Nono: Non abbandonarti in attività futili. Capire che il tempo è prezioso, e dobbiamo veramente decidere se abbandonarci ad uno squallido clone del modo con cui le persone comuni usano il tempo (copiare il mainstream), lasciarsi andare come bastoni sul corso di un fiume di qualunquismo, assecondare la piattezza di ciò che tutti gli altri fanno, o assertivamente prendere in mano il nostro tempo e decidere di farne qualcosa, allenarci, studiare, intraprendere, esplorare, scrivere, condividere, sperimentare nuove conoscenze; ed ancora, capire che esistono diversi macro-tempi, quello della produttività, dello studio, dell’auto-organizzazione, delle relazioni sociali, e quello del recupero, della meditazione, del relax, ma non esistono i tempi delle relazioni obbligate, lo spreco di tempo con persone piatte o arroganti o prepotenti, e vanno riconosciute e rimosse le attività di pura abulia o distruzione di sé.

Le lezioni di Musashi vengono da un performer che ha passato la vita a sfidare la morte, e hanno un significato odierno assoluto.

È ancora più incredibile notare come già nel 1600 Musashi concentrasse tutta la sua analisi su aspetti di enorme attualità: sinergia tra corpo e mente, correlazione tra preparazione fisica e mentale, il fatto che la preparazione o una vittoria sia una conquista personale e non un diritto da pretendere, e che prima si debba cercare un approccio mentale e strategico valido, e solo dopo vengono i dettegli operativi. Una lezione che nel terzo millennio moltissimi sportivi e manager devono ancora imparare.

Quando si dedicano assiduamente tutte le proprie energie all’Hejò e si cerca con costanza la verità è possibile battere chiunque e ovviamente raggiungere la supremazia, sia perché si ha il pieno controllo del proprio corpo, grazie all’esercizio fisico, e sia perché si è padroni della mente, per merito della disciplina spirituale. Chi ha raggiunto questo livello di preparazione non può essere sconfitto[3].

Dobbiamo oggi riflettere sul significato profondo che queste parole assumono: dedizione, ricerca della verità, pulizia spirituale, sono il vero messaggio di fondo. La ricerca della supremazia e della vittoria appartengono ad una realtà medioevale, vengono dall’essere nati in un certo momento storico dove questo significava vivere o morire. Se, in una mattina del 1600, qualcuno si fosse presentato a noi con una spada per ucciderci, sarebbero state drammaticamente importanti anche per noi.

Oggi i nemici veri non portano spade ma, là fuori, si aggirano ringhiando.

Si chiamano miseria, ignoranza, ipocrisia, prepotenza, arroganza, dolore esistenziale, fame, violenza, bambini che soffrono, nepotismi, corruzione, sistemi clientelari – e soprattutto- fonte di ogni male, l’incomunicabilità.

I nemici possono essere anche dentro: presunzione, chiusura mentale, perdita di senso, perdita di stima in sè, perdita di valori, perdita di orizzonti, chiusura verso nuovi concetti, auto-castrazione, smettere di sognare o credere in qualcosa, chiusura della propria prospettiva temporale in orizzonti sempre più brevi e limitati, vivere solo per se stessi.

Contro questi nemici gli insegnamenti di Musashi, e lo spirito guerriero che li anima, hanno ancora enorme senso e validità.

 

Respirare ogni giorno a pieni polmoni uno spirito guerriero per fini positivi è un abito mentale. Alzarsi con questo spirito, andare a dormire con questo spirito, risvegliare gli archetipi guerrieri e direzionarli per costruire, è una sfida nuova, entusiasmante, che fa onore al dono di esistere.

© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.

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Note sull’autore:

dott. Daniele Trevisani (www.danieletrevisani.com), Fulbright Scholar, consulente in formazione aziendale e coaching (www.studiotrevisani.it) insignito dal Governo USA del premio Fulbright per gli studi sulla Comunicazione nel 1990, è Master of Arts in Mass Communication alla University of Florida e tra i principali esperti mondiali in Sviluppo del Potenziale Umano.

In campo marziale e sportivo, è preparatore certificato Federazione Italiana Fitness, praticante di oltre 10 diverse discipline, Maestro di Kickboxing, Sensei (8° Dan DaoShi® Bushido), formatore di atleti e istruttori di Muay Thai, Kickboxing e MMA. E’ stato agonista negli USA nei trofei di Karate Open Interstile.

Formatore e ricercatore in Psicologia e Potenziale Umano, è consulente NATO e dell’Esercito Italiano. Laureato in Dams-Comunicazione, è inoltre specializzato in Psicometria all’Università di Padova.

Ha realizzato docenze in oltre 10 Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali esperti italiani nella ricerca sul potenziale umano, nella formazione di manager, di istruttori e trainer per le discipline marziali e di combattimento.


[1] Miyamoto Musashi, 1584-1645, giapponese, considerato nelle arti marziali come il più grande Samurai vissuto in ogni tempo. Ebbe il primo duello mortale a 13 anni, e vinse. Vagò per il Giappone come Ronin (guerriero errante) per anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, lottando anche contro più avversari contemporaneamente o superando imboscate e duelli con decine di avversari. A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline artistiche risultando un maestro in molte di esse. Nel­la pittura, nella calligrafia, le sue opere oggi fanno parte del patrimonio artistico giapponese. A 60 anni si ritirò in una grotta per scrivere il suo Manuale. In Giappone oggi è leggenda.[2] Musashi, Myamoto (1644), Il libro dei cinque anelli (Gorin No Sho), edizione italiana Mediterranee, Roma, 1985, ristampa 2005, p. 61.

[3] Ivi, p. 62.

Ottava Edizione dell’Executive Master in Coaching, Mental Training, e Scuola di Counseling STEP

Aperte le iscrizioni l’Ottava Edizione dell’Executive Master in Coaching & Mental Training e Scuola di Counseling STEP

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Sede: Montegrotto Terme (PD), presso hotel termali convenzionati

Date 2017

  • 30 settembre / 1 ottobre
  • 28/29 Ottobre
  • 25/26 Novembre
  • 16/17 Dicembre

Date 2018

  • 20/21 Gennaio
  • 17/18 Febbraio
  • 16/17/18 Marzo
Il Master si svolge 1 weekend al mese, per 7 mesi. Si articola attraverso Seminari Tematici (Master Lecture speciali), lezioni su temi di comunicazione, crescita personale, Potenziale Umano, formazione, coaching, lavoro d’aula in sottogruppi, lavori individuali, produzioni di materiali e ricerche.
Prevede inoltre fasi di apprendimento sul tema del colloquio interpersonale e di coaching, la conoscenza delle dinamiche delle emozioni nelle performance professionali, e il lavoro sulle dinamiche della bioenergetica con esercizi di Training mentale.
Unicità della sessione di Montegrotto Terme: esercizi di Bioenergetica, Rilassamento e Qui Gong in acque termali
hotel terme olympia montegrotto 1piscina esterna 2
  • Gli esercizi prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico.
  • Permettono di migliorare la salute e il benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna.
  • Oltre ad uno staff di 4 docenti Senior, l’ambiente didattico è davvero speciale. Il tutto è infatti arricchito dalla possibilità di realizzare importanti fasi di esercizi di Training mentale e bioenergetico in piscine termali. Il Master nella sede di Montegrotto – unico nel suo genere in Italia.
  • La peculiarità di disporre dell’accesso ad acque termali consente esercizi non obbligatori ma sempre estremamente graditi dai partecipanti.

Temi formativi del Master

Oltre ai temi e questioni rilevanti emergenti dalla ricerca sul Potenziale Umano, comunicazione, leadership e crescita personale, vengono affrontati ogni anno diversi ambiti professionali tramite seminari tematici (Master Lecture). Le Master Lecture possono essere selezionate di volta in volta tra diversi temi emergenti della ricerca, di cui offriamo qui una panoramica indicativa:

Temi per le Master-Lecture

Benessere Mente-Corpo

Come la mente agisce sul corpo. Le condizioni per il benessere, capirle e crearle. La salute fisica connessa alla ricerca dello stato mentale ottimale. Le leggi del sonno, del recupero e della rigenerazione fisica e mentale. Alimentazione e psicosomatica. Respirazione, stili di respirazione e lavoro pratico sulla respirazione. Gli stati del sistema nervoso (simpatico e parasimpatico): come riconoscere i segnali di attivazione e intervenire precocemente per riallineare mente e corpo ai nostri desideri e stati ottimali. Potenziare le capacità di attivazione, di rilassamento, di concentrazione. Capire come le empasse esistenziali e stati emotivi difficili si trasformano in frustrazioni fisiche e corporee. Adottare consapevolezze per stili di vita nuovi.

Nel Master si svolge uno dei nostri seminari speciali:

Il cervello: come opera, come imbroglia, come usarlo in modo appropriato. La consapevolezza dal punto di vista delle neuroscienze.

Lo scopo del corso è quello di comprendere come la mente umana funzioni e in che modo consenta la messa in atto di comportamenti diversi in situazioni diverse.

Questa esperienza intende promuovere una cultura personale utile ad individuare modelli e teorie che facilitano la quotidianità.

Tra i temi trattati:
– Le leggi che governano l’attività nervosa ed i processi psichici sottesi alla percezione, all’attenzione, alla coscienza, alla memoria, all’emozione, alla motivazione, al pensiero, all’immaginazione, ai sogni e alla creatività

Neuroscienze Cognitive e Comportamentali

Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un’altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello’. William James
– Cenni sullo sviluppo cognitivo
– Cenni sull’intelligenza emotiva
– Le distorsioni del pensiero
– La qualità della relazione e il legame di attaccamento
– Ricerche: ‘gli accordi neurali della spiritualità’.

Le varie sessioni, con la speciale perizia di un ricercatore di fama internazionale come il Dott. Angelo Gemignani, Neuroscienziato e Ricercatore del CNR di Pisa, spiegheranno, in modo scientifico, i processi individuali e collettivi che facilitano la ricerca del benessere.

Bioenergetica ed energie personali

Il principio carica-scarica. Il lavoro di Alexander Lowen e le moderne innovazioni che derivano dalle contaminazioni olistiche con ginnastica, psicologia, arti marziali, neuroscienze. La connessione tra bioenergetica e ginnastica tradizionale. La connessione bioenergetica arti-marziali. Esercizi pratici di Neo-Bioenergetica applicata. Potenziare il corpo per potenziare la mente. Scoprire le resistenze mentali e stati emotivi che condizionano le esperienze corporee. Cambiare il sentire corporeo, migliorare il senso di benessere fisico, le energie positive del corpo, sperimentare il sollievo del vivere nel flusso corporeo. Imparare a rilassarsi con il corpo ancora prima che mentalmente, e provocare reazioni a catena positive.

Comunicazione Efficace

Il modello Shannon-Weaver e l’esame delle variabili fondamentali della comunicazione. Le Dissonanze Comunicative, di Identità e di Percezione. Il modello Tensione-Impulso-Movente-Azione. Il modello del Comportamento Pianificato e la modifica delle mappe mentali. Il Modello delle 4 Distanze (4-Distances Model per l’analisi delle incomunicabilità. Il T-Chart: comprendere la psicologia del tempo per comunicazioni persuasive efficaci. La comunicazione persuasiva applicata tramite esercizi di ascolto e domande. Esercizi di comunicazione potenziata con tecniche retoriche, di visualizzazione e immaginazione guidata. Copioni di relazione nelle situazioni di persuasione e cambio di copione.

Formazione Formatori

I fattori dell’Andragogia: la scienza della formazione degli Adulti. I modelli per la Formazione Attiva. Tecniche di formazione attiva in aula. Tecniche di formazione attiva in outdoor. Assertività e leadership d’aula. Comunicazione chiara ed efficace. Gestire giochi d’aula ed esercizi. Il lavoro in sottogruppi e il feedback interno ai sottogruppi. La motivazione ad apprendere e lo stimolo motivazionale. Riconoscere i sequestri emotivi e le frustrazioni, trasformare le energie negative in energie positive ed espressive.

La Comunicazione Assertiva

Cosa vogliamo, cosa non vogliamo. Identificare gli scostamenti tra come siamo e come vorremmo essere. distonie tra identità e immagine. “Tutto parte dalle Energie“: come le Energie condizionano la nostra capacità di comunicare. Imparare ad esprimere i propri bisogni ed esigenze. identificare credenze negative su di sè e sbloccarle. Imparare a dire No di fronte a richieste che distruggono le proprie energie. Imparare a dire Si di fronte alle opportunità. Dare e ottenere quello che si desidera nelle relazioni evitando soprusi e aggressività. Saper fissare regole del gioco chiare, saper dire di no e di si nei contesti appropriati, saper decidere, e superare le indecisioni.

La Leadership e i Team. Team Leadership e Fattore Umano

Dirigere un gruppo. Dare obiettivi. Verificare risultati, comportamenti, atteggiamenti. verificare il proprio stile di leadership. Leading by Principles & Leading by Example. La condivisione dei principi. Il lavoro sulla Memetica del gruppo e sugli stili di pensiero del gruppo. La valorizzazione dei Potenziali Personali e del Potenziale del Team. La comunicazione nel team: come comunica un team ad Alte Prestazioni. Scoprire le esperienze che le persone fanno nel gruppo. Trovare modalità per dare risposte ai bisogni individuali nel gruppo e come il gruppo può diventare anche uno spazio di espressività personale. Vivere gli adattamenti e rinunce necessarie per essere parte di un team con gioia e non con afflizione.

La comunicazione non verbale e il Body Language

Quando il corpo contraddice le parole. Riconosce le bugie e le dissonanze. Il sistema cinesico e le distanze personali. Il sistema aptico e tattile. La prossemica e gli stili di comportamento non verbale. Le posture. Le sinestesie e congruenze verbali e non verbali. I movimenti del volto e il Facial Action Coding System. I movimenti del corpo. L’espressività corporea. Le esperienze della vita che lasciano il segno sul corpo: scoprirle, conoscerle, lavorarci sopra.

Comunicazione efficace vs. incomunicabilità

Quando la comunicazione è efficace e quando si genera incomunicabilità i segnali dell’incomunicabilità. Il modello delle 4 distanze (4 Distances Model) per riconoscere i 4 strati dell’incomunicabilità. Il lavoro sui ruoli. il lavoro sui codici comunicativi. Il lavoro sul Common Ground valoriale e la visione del mondo. Il lavoro per creare esperienze condivise e capacità di condivisione. Scoprire le fonti dei conflitti, le interazioni tra comunicazione, personalità, stili comunicativi, esperienze personali, vissuti emotivi. Usare e conoscere le tecniche per ripulire l’incomunicabilità, aiutare gli altri, lavorare assieme e collaborare nel formato migliore possibile.

La Psicologia degli Archetipi

Riconoscere il nostro Archetipo dominante. I modelli che ci guidano e ci ispirano. Esame di video e role-playing per imparare a riconoscere gli Archetipi dai comportamenti. Il lavoro di connessione tra Archetipi e Obiettivi Personali. La ristrutturazione dei propri Archetipi e il viaggio di Crescita Personale. Esame di personaggi filmici e vide-spezzoni per potenziare le capacità di riconoscimento. Esercitazioni di sblocco personale. Permettersi di essere diversi dal formato dominante introiettato nella fase di bambino e adolescente. Percepire veramente chi siamo, in che direzione vorremmo andare, come ci sentiamo nei nostri ruoli, come cambiare e migliorare il nostro vissuto.

master in coaching

SpecializzazioniOltre ai temi didattici comuni inerenti il coaching, sono possibili diverse specializzazioni che vengono espresse nello svolgimento della tesi individuale

  • Sports Coaching
  • Business Coaching
  • Life Coaching
  • Health Coaching

Lo staff docente è frutto di una scelta rigorosa che lo differenzia da molte altre proposte e scuole di coaching: si avvale unicamente di docenti Senior che devono possedere – ciascuno – almeno 25 anni di esperienza diretta nel campo, oltre alla Laurea e con comprovate esperienze scientifiche e di ricerca. L’attuale panorama che vede la presenza di una grande varietà di scuole dalle dubbie basi scientifiche ha richiesto questa scelta di fondo. Lo staff attuale è composto da:lorenzo manfredini master in coaching step 1

Dott. Lorenzo Manfredini -Psicologo – Psicoterapeuta – Supervisor di Counseling – Giornalista. Con 2 lauree all’attivo (Pedagogia e Scienze Motorie-Isef) è precursore in Italia delle metodologie di Dinamica Mentale già dagli anni pionieristici in cui esse sono emerse, è Direttore di Scuole di Counseling, e formatore di molti attuali protagonisti del mondo del coaching e della formazione in Italia. Coach di Campioni Mondiali in discipline quali apnea, volo a vela e sport estremi. Si occupa attivamente di Psicoterapia ad indirizzo Corporeo e Psicologia Umanistica, sia come pratica personale che cooperando con istituti di ricerca e ricercatori internazionali.Immagine 3

Dott. Daniele Trevisani – Consulente, Formatore, Coach, Scrittore. Autore di 12 libri, Bestseller e trattati quali

Vincitore del premio Fulbright (Governo USA) come miglior contributore italiano nelle scienze della comunicazione e fattore umano, è inoltre coach di atleti di livello mondiale inclusi 5 Campioni Mondiali e Intercontinentali in Kickboxing, Boxe e Arti Marziali, così come di Artisti e Professionisti. Consulente in HR (Human Resources) e formazione per istituzioni e imprese.

angelo gemignani master in coaching step 2Dott. Angelo Gemignani. Psicofisiologo dell’Università di Pisa, del Centro Extreme della Scuola superiore Sant’Anna e ricercatore dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr. Opera negli studi inerenti lo stress su settori di confine quali l’esplorazione spaziale, i funzionamenti della mente e le neuroscienze applicate alle performance umane.La scuola del Master Step aderisce a Sicool (Società Italiana Counselor e Operatore Olistico) e le ore formative del Master sono valide come esperienza curricolare per il conseguimento dei diplomi previsti dalla Legge 2013 (Aree del Coaching, Operatore Olistico, Counselor) in base agli Statuti delle Associazioni di Categoria valutanti e alle leggi vigenti.sicool_scuola_jpglogo confassociazioni

Docenti accreditati AIF

Iscrizione

Costo: 500 Euro per quota associativa (qualifica di “Socio in Formazione”) e 1.000 Euro + iva di quota formativa.

Contatto preliminare e colloqui preliminari

Chi è interessato a ricevere maggiori informazioni può compilare questo form per poi proseguire con un contatto telefonico e un colloquio preliminare.

Il Potenziale Umano entra nel mondo del Fitness, nei Club e nelle vite dei clienti

Il libro Il Potenziale Umano ha aperto una quantità di riflessioni in molti campi. E’ un libro che sta cambiando il modo di intendere il coaching, il fitness e la cultura del wellness nella direzione di un rapporto mente corpo olistico e nuovo.

Così, ieri sera, al Tempio (Ready to Fight, culla storica della Muay Thai a Ferrara) entro e sul bancone d’ingresso trovo la rivista “Il Nuovo Club”, e con grande sorpresa, vedo il tema del Potenziale Umano al centro esatto della copertina… Ma vuoi vedere che si parla del mio libro? Andiamo a vedere, ed in effetti, è così.

Che soddisfazione! Ma anche che sorpresa trovarlo in una palestra di Arti Marziali e Sport da Ring… proprio li dove appena posso mi alleno, e in un campo dove lo scetticismo domina.

Il pensiero è che l’approccio allo sport sia ancora troppo distante dai concetti di crescita personale, mentre i fitness club e chiunque opera nello sport e nel coaching sportivo, se desidera vendere di più e fare un servizio davvero migliore, deve iniziare a vedere la persona nella sua interezza.

Qui un flash di quanto trovato ma ne esporrò uno stralcio dopo le immagini

 

 

Per un approfondimento di Fitness Coaching e Potenziale Umano, ecco il mio pensiero connesso al volume

© Dott. Daniele Trevisani http://www.studiotrevisani.it – rielaborato dal testo

Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

Applicazione del Potenziale Umano al Fitness e allo Sport per i Centri Fitness.

I Dieci Comandamenti del LifeCoaching, FitCoaching e approccio al Coaching nel Centro Fitness

  1. Il problema critico di ogni persona e di ogni organizzazione è quello di potersi esprimere (self-expression), sviluppare progetti e idee di cui essere fiero ed orgoglioso (self-achievements), avere pieno accesso e rendere concreto il proprio potenziale personale (self-actualization), e…dare senso alla vita (life-meaning). Se non teniamo in mente questi punti abbiamo sbagliato in partenza. La gente non vuole sollevare pesi per il gusto di farlo o muovere cavi e macchine perchè non sa cosa fare, vuole gustarsi l’esperienza, vuole socializzare, vuole avere un corpo di cui essere fiera. La gente non va in palestra per sentirsi soffocare, vuole respirare. Le persone non cercano macchine per le macchine o corsi per i corsi, vogliono il beneficio che ne deriva, vogliono sentirsi vive… una ragazza non fa aerobica solo per sudare, vuole uscire con le amiche e amici sentendosi più snella. Nel club si cerca socialità, amicizie, uscire dalle 4 mura di casa, sentirsi vivi, avere un posto di sfogo delle tensioni, allontanarsi dallo stress del lavoro, si cerca ascolto o attenzione mentre tutti ti vorrebbero persuadere, si cerca allentamento dalle pressioni. Ognuno ha il proprio sfondo motivazionale diverso. Dobbiamo connetterci con il vero motivo (in profondità) che muove le persone verso i centri fitness, le motivazioni profonde, lo “sfondo pulsionale”, non ignorarlo.
  2. Il LifeCoach aiuta il cliente a fissare gli achievements, a chiarire cosa desidera cosa lo realizza (actualization), ad esprimersi fisicamente e psicologicamente con sessioni allenanti produttive, scelta di discipline e time management settimanale e mensile (fissare goals e rivederli), definire un programma annuale di lavoro o comunque di periodo sufficiente a generare impatto, abbinate uno stile di vita efficace diretto verso i propri obiettivi.
  3. Il nostro potenziale personale è sfuggente, tante volte ci è accanto, senza che noi ce ne accorgiamo nemmeno. Come un seme di una quercia contiene già l’intera pianta, come un ruscello che può diventare fiume, la missione dell’uomo è valorizzare se stesso ed esprimere tutto ciò che di positivo ha da dare. Il coach vede ciò che il cliente può diventare e non solo il cliente come ci appare ora. Vede la statua nel blocco di marmo, aiuta a farla emergere, giorno dopo giorno, con grande passione. Vivere le passioni e vivere con passione è sentire la vita pulsare. Non farlo significa castrarsi da soli, amputarsi, darla vinta alla morte prima del tempo. O, cosa peggiore, perdere senza lottare, dirsi no, da soli. Il LifeCoach vede ogni cliente come un seme di una pianta che curerà con amore, non importa quale sia il suo stato attuale di sviluppo, principiante, agonista, bello, brutto, simpatico, antipatico: è una persona da aiutare in un percorso che il cliente stesso non conosce nemmeno e ancora meno pensa sia possibile. Non può saperne abbastanza di fitness e wellness altrimenti farebbe il coach o il medico. Facciamogli vedere nuovi orizzonti di benessere fisico e mentale, aiutiamolo a raggiungerli.
  4. Essere pienamente umani significa riempire di senso la vita stessa, un dono prezioso, una vita che ci scorre dentro e a lato… come un fiume, che volte non lasciamo fluire, o il cui corso viene strozzato, bloccato… a volte dagli altri, o – quello che è peggio –  da noi stessi. Il LifeCoach individua e si attiva per identificare i blocchi che impediscono al potenziale del cliente di esprimersi. Localizza i ragionamenti improduttivi, le credenze sbagliate (es, non io.., è troppo difficile… non adesso… non lo posso fare a prescindere), sostiene il loro superamento, accompagna, mostra, aiuta, supporta, in altre parole, fa! Agisce sul piano olistico, non solo fisico ma soprattutto psicologico.
  5. Il LifeCoach opera per programmi, traduce un progetto in tempi, fasi, aree di lavoro, sessioni, obiettivi, azione. Non si creano miracoli senza continuità. I LifeCoach non sono “venditori di facilità” ma sono venditori di continuità e puntano alla fidelizzazione, al “ciclo di vita del cliente” e non al suo mese.
  6. Dobbiamo stimolare passione attraverso le sensazioni… le sensazioni allenanti, istante dopo istante, generano la sensazione complessiva di un allenamento. La passione è per ciò che possiamo essere, per le vite che potremmo vivere, per le sensazioni che potremmo avere, passa attraverso la sensazione che la persona ha muovendo il corpo, usando le macchine o i cavi e gli attrezzi, guardandosi allo specchio, valutando i cambiamenti nell’umore con cui esce dalla palestra e persino a come ci si alza la mattina. Il LifeCoach conosce ed individua i metodi motivazionali per far si che il cliente si impegni in un programma almeno annuale di sviluppo e di attività di crescita personale. Agisce per fidelizzare il cliente verso un programma di lungo periodo e non ad un approccio mordi e fuggi. Opera sull’ingegneria delle sensazioni (sensations engineering) per far si che ogni sessione allenante e ogni attività extra-sportiva correlata (alimentazione, riposo, tempo libero), inserita nel programma, offra sensazioni positive e di crescita.
  7. I clienti dei centri fitness vivono un’enorme quantità di aspettative, di sogni psicologici e drammi psicologici associati al vissuto del Centro fitness – essere più belli, stare meglio, diventare più seduttivi, sentirsi giovani, incontrare persone, sentirsi vivi, sentirsi all’altezza dello stare nel Centro – e noi dobbiamo entrare è in contatto con questi sentimenti ed esigenze profonde, non starne alla superficie. La fase d’intervista periodica al Cliente è il metodo fondamentale del coaching, e questa non va condotta solo all’inizio in modo approfondito, ma riproposta a tratti in ogni singola sessione di lavoro (Come senti questo esercizio? Senti lavorare il muscolo? Come è andata questa sessione? Dove senti progressi e dove no?).
  8. Il credo assoluto di un buon LifeCoach e di un buon FitCoach è che ognuno di noi ha un enorme patrimonio di risorse, sia latenti che costruibili attivamente, la sacralità dell’essere umano e il forte bisogno di non sprecare nemmeno una vita, nemmeno un giorno, nemmeno un minuto, in qualcosa che non sia legato ad una visione positiva e di crescita.

La disgrazia del mondo del coaching sta nell’impreparazione. Per essere veramente coach nel campo del wellness, fitness e sport, occorre esperienza sul campo, occorrono competenze psicologiche e competenze relative alle scienze sportive e ai mondi psicologici del Cliente. Qualsiasi sia il punto di partenza di ciascuno (che sarà ad esempio di provenienza atleta, o psicologo, o diplomato in scienze motorie e affini), è indispensabile darsi da fare per procurarsi “l’altro pezzo” di competenze mancanti.

È essenziale inoltre essere padroni di un metodo di lavoro, che nella nostra elabroazione prende il nome di HPM: Human Potential/Performance Modeling, ovvero, dare corpo (modeling) alle potenzialità e alle performance delle persone.

I programmi di formazione sviluppati dall’autore e già disponibili sono finalizzati a questo scopo, ma diamo un’occhiata più da vicino alle sue aree di lavoro.

Il metodo di Sports Coaching e Fitness Coaching HPM concentra l’attenzione su tre aree di lavoro principali:

Figura 1 – Le variabili primarie delle performance e del potenziale su cui agisce il lifecoaching

 

(1) energie personali: le forze interiori di natura biologica e psicologica, energie fisiche/corporee ed energie psicologiche; il lavoro allenante sul piano fisico e mentale che il coach attiva per il cliente;

(2) competenze: le capacità, abilità (skills), i “saper fare” da generare nel cliente, costruibili tramite preparazione, training, coaching, con l’aiuto di specifiche regie allenanti, regie formative, o regie di cambiamento;

(3) direzionalità: la canalizzazione di energie e competenze del cliente verso “qualcosa” di importante, la ricerca di senso, la visione, causa, lo spirito con cui ci si allena, ideali, volontà, obiettivi, goals, missioni, aspirazioni su di sè o sulla propria vita. In questa viene compreso il senso di orgoglio e di onore per le proprie azioni, le scelte di vivere uno stile di vita legato al fitness o all’essere attivi, e atti di vita, capaci di elevare la persona oltre la mediocrità, il che significa darsi obiettivi e raggiungerli, anche sfidanti, e sul piano esistenziale, come per un padre voler gareggiare con il figlio alla pari, o per una madre sentirsi ancora giovane nell’andare a prendere a scuola il figlio; per un ragazzo sentire il proprio corpo come un aiuto e non un peso, per una ragazza essere sicura di sè, migliorare la propria autostima e la sicurezza in sè, e, non da meno, amare il dono della vita che vive tramite il corpo e rendergli omaggio.

Ci piace dare l’immagine del fatto che un lavoro serio e integrato su queste aree sia una lotta, una battaglia positiva, una guerra all’ignoranza, alla stasi, al pressapochismo, all’ipocrisia, alle catene, all’apatia del vivere spento… un viaggio verso la libertà e l’emancipazione di se stessi e degli altri.

In un mondo apatico, il recupero di uno spirito guerriero e combattivo è quanto mai urgente, soprattutto per cause nobili e positive, come la salute, il benessere fisico e psicologico. Una persona sana e forte psicologicamente e fisicamente è una miniera di energie per la società, è una persona in grado di aiutare, di contribuire, e quindi la nostra causa ha un fine di elevazione sociale importante.

Questo insieme di aree – se deve diventare metodo di lavoro – ha bisogno di strumenti utili per chi agisce come trainer, coach, formatore, psicologo, o counselor, ma anche come manager e leader, chi deve iniettare spirito propulsivo nel centro fitness o in un club sportivo.

Lavorare su se stessi e avere un metodo per farlo è estremamente utile anche per chi decide di agire sul proprio sviluppo personale.

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Dott. Daniele Trevisani

Formatore Senior, consulente, Coach, Master of Arts in Communication alla University of Florida (USA). È titolare dell’omonimo studio www.studiotrevisani.it ed è tra i principali protagonisti della ricerca sul Potenziale Umano. È inoltre esperto in tecniche di coaching e di formazione per la leadership e gli sport di combattimento, fitness e wellness. È stato docente a contratto del corso di Teorie e Tecniche della Formazione della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, ed inoltre Mental Trainer in settori agonistici di sport di squadra e arti marziali, istruttore di fitness e direttore di club sportivi. Opera come coach e dirige le attività di formazione formatori e formazione e certificazione di coach nella Scuola di Coaching STEP.

I temi fondamentali del Potenziale Personale (temi collana Audiolibri)

 

SESSIONI DI COACHING 1, Collana Audiolibri Area 51 Editore

disponibile a questo link

INDICE DELLA SESSIONE

Presentazione di Daniele Trevisani

In questa prima traccia Daniele Trevisani, l’autore di questo programma

audio, si presenta a te e ti racconta il percorso che lo ha portato a essere

un coach internazionale, esperto di crescita personale, potenziale umano

e comunicazione.

Presentazione del programma audio

Nella seconda traccia Daniele ti presenta il suo programma audio e la

sessione di coaching dove, con un linguaggio diretto e coinvolgente, ti

parlerà di crescita personale e ti suggerirà diversi strumenti per la tua ri-

cerca interiore e per sviluppare il tuo potenziale.

La spia rossa

Il tuo cruscotto personale cosa dice? La spia rossa è quel senso di disagio

che ti indica che qualcosa non va. Questo è uno strumento fondamentale

per capire cosa non va e cosa hai in te che può essere espresso e che ti

può aiutare nel tuo progresso personale. Parti da qui per esprimere il tuo

potenziale personale.

Il progresso personale

In questa traccia Daniele ti spiegherà cosa è il progresso personale, come

innescare il percorso verso la tua realizzazione, verso ciò che per te e solo

per te è importante. Ti sprona a focalizzarti sul tuo personale significato

di progresso e a non avere paura del cambiamento.

Ascolta la nave

Tu sei il solo comandante della tua nave: il tuo corpo, la tua mente e la tua

anima. Imparare ad ascoltare la tua nave significa ascoltare quello che

davvero è il tuo destino. Solo così potrai tracciare la rotta del tuo progres-

so ed essere il capitano della tua vita.

Una visione olistica delle performance

Ogni tua azione, ogni tuo progetto e ogni tuo successo sono il frutto di

un insieme di fattori. Con il metodo HPM elaborato da Daniele avrai una

visione d’insieme (olistica) degli elementi che fanno di una performance

un’ottima performance. Applica questo nuovo approccio a ciò che fai e il

successo è assicurato.

Il mondo dell’intangibile che cambia la performance

Ogni prestazione possiede un fattore di potenza superiore, questo fattore

è ciò che ti spinge oltre, quella forza che possiedi ma di cui a volte non sei

consapevole. Qui Daniele ti spiegherà come attivarlo e usarlo per cambia-

re in meglio ciò che fai e come lo fai.

Dieta comunicazionale

La dieta comunicazione è un aspetto molto serio quanto poco trattato. In

questa traccia Daniele ti indica il corretto modo di informarti e valutare ciò

che i media ti propongono per evitare di perdere il senso di ciò che stai

facendo, di ciò che desideri e di ciò che stai creando.

La spirale del silenzio

Il concetto di spirale del silenzio, elaborato negli anni Settanta da Noelle-

Neumann, mostra come più un tema viene evitato dai media e nelle

conversazioni e più si allontana dalla mente delle persone fino a sparire.

A partire da questo Daniele ti invita a ritrovare, approfondire e diffondere

argomenti importanti di crescita e di avanzamento per te e per il mondo.

Le aree del coaching HPM, in 5 minuti

Daniele Trevisani – Le 6 aree del coaching HPM in meno di 5 minuti. Qui il link all’audiolibro completo http://affiliationsoftware.net/area51editore/script/redirect.php?a=LY62R&b=IdG3L

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Concetto di partenza: Le 3 zone del cambiamento

  • Zona 1: rimuovere, abbandonare, disapprendere, lasciar andare, disfarsi di…
  • Zona 2: consolidare, mantenere, aggrapparsi a, rafforzare, ancorarsi a…
  • Zona 3: acquisire, imparare, apprendere, assimilare, far entrare…

Riflessioni operative:

  • analizzare cosa il soggetto (persona o sistema) deve disapprendere, abbandonare, eliminare dal proprio modo di essere, di agire o pensare; valutare le difficoltà sottostanti nel farlo, gli ancoraggi che rendono il cambiamento difficile, le pulsioni profonde;
  • analizzare e rafforzare gli ancoraggi di identità, di comportamento e di atteggiamento, sui quali si costruisce la propria solidità interiore;
  • valutare i bisogni di apprendimento, sia come conoscenza da immettere, che come comportamenti o atteggiamenti da far entrare per produrre sviluppo positivo.

Il metodo HPM per il Coaching

Di Daniele Trevisani

Il metodo HPM è il metodo più moderno e scientifico per il Potenziale Umano. Il suo sviluppo, non viene da oggi. Il metodo è debitore verso scienziati e pensatori che mi hanno preceduto. In particolare, l’impostazione di fondo della psicologia umanistica di Carl Rogers, soprattutto per il concetto di pulsione verso la realizzazione di sè. Contiene tuttavia una forte integrazione di metodi manageriali contemporanei, e di metodi derivanti dalle scienze della preparazione sportiva – in particolare dagli sport agonistici, competitivi, e persino sport estremi – ma anche assimilazioni e contaminazioni da discipline sia classiche che di confine, come la bioenergetica, il lifecoaching, le neuroscienze, la filosofia cognitiva, la semiotica, e la medicina olistica.

Dare corpo ad un metodo integrato e olistico è l’obiettivo del sistema HPM.

La sigla HPM comprende il senso del “dare forma”, costruire o modellare (Modeling), ma anche produrre impulso e stimolazione positiva.

Si applica, a seconda degli scopi sottostanti, al fronte del potenziale umano (Human Potential Modeling), o al lato della prestazione umana (Human Performance Modeling)[1]. È utile quindi sia per chi vuole sostenere i clienti classici dei centri fitness (nei segmenti upper e middle soprattutto) e anche per chi opera in club e associazioni di sport di gruppo e agonistici, e in sport di squadra.

I due lati della medaglia sono corrispondenti, in quanto l’accesso al proprio potenziale è la base per il benessere personale, e consente anche di fornire a se stessi e agli altri prestazioni efficaci.

Il principio fondamentale del Life Coaching risponde al bisogno primario di ogni persona di liberare e crescere le risorse individuali, essere se stessi nei propri lati più creativi, dare il meglio di se, essere al massimo livello possibile, accedendo a nuovi livelli di benessere, autorealizzazione, di pienezza della vita.

In pratica, si tratta di un viaggio verso la libertà.

 

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto

perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.

 

Charles Bukowski

 

Parole piene di senso, ma come lavorarvi concretamente? Per creare dei LifeCoach capaci di agire nel campo del fitness, serve formazione, non improvvisazione. Lo stesso nel coaching sportivo. Serve metodo e base scientifica.

In particolare, il metodo HPM risponde ad alcune domande di base: quali fattori primari prendere in considerazione per liberare il potenziale e di conseguenza le performance? Come si può attivare una buona formazione e un coaching per stimolare la crescita? Questo vale sia per chi opera nelle performance di elite (top management, sport agonistici, progetti di altissima rilevanza) che per la vita quotidiana, e le azioni di tutti i giorni.

È convinzione diffusa che le performance siano sforzi destinati ad un fine. Vero, ma proviamo per un attimo ad invertire il punto di vista, ed osservare le performance umane come un “termometro”, un indicatore del grado di libertà e di auto-espressione raggiunto.

Questo ci permette di trovare un fine molto più nobile che non siano prestazioni aride e fini a se stesse: l’elevazione verso livelli di energie, competenze e cause superiori, sia in senso materiale che spirituale.

Le sei aree primarie del metodo (divise in tre macro aree: energie, competenze, direzionalità) valgono sia per le prestazioni fisiche che per quelle mentali o intellettuali. Ed inoltre, si prestano ad una analisi delle performance sia individuali che di gruppo.

Vorrei esprimere un concentrato di senso in una frase su cui discutere:

 

Le performance sono un grande banco di prova per la condizione umana…

ci parlano dell’anelito umano a crescere,

esplorare nuovi orizzonti, ricercare.. capire chi sei…

 

Ogni allenamento di ogni settimana, ogni sfida aziendale, sportiva, o personale, ogni progetto, ci costringe a valutare il nostro stato di preparazione e le nostre energie.

Il viaggio verso la crescita delle energie umane, fisiche e mentali, è un percorso di esplorazione appena iniziato. Ognuno può progredire partendo da qualsiasi stato o condizione. Qualsiasi sia la condizione di partenza, non smettere di credere in se stessi, nella possibilità di crescere, di migliorare, di fare dei salti in avanti, è la sfida primaria.

Le 6 aree di lavoro del metodo HPM per il coaching

Una riflessione sul concetto di salute, di fitness, di benessere

L’unione tra ricerca scientifica e i “test di realtà” attuati sul campo in una esperienza ultaventennale ha permesso di individuare sei specifiche aree di lavoro.

  1. Energie fisiche: le energie corporee sono il substrato fondamentale per mettere in atto qualsiasi azione o volontà, anche intellettuale. Persino il pensiero e le attività mentali sono processi che utilizzano energie biologiche, la qualità del sangue, l’ossigeno, i nutrienti, il respiro, sono tutti fattori che incidono sulla qualità del pensiero, sulla lucidità e sul benessere anche mentale. Pensare, progettare, ideare, richiede energie e biologia attiva, ben funzionante. Nessuno può liberarsi del proprio corpo, e quindi è meglio averlo come alleato anziché come nemico, come propulsore anziché come palla al piede, al massimo livello possibile. Le prestazioni prevalentemente intellettuali o manageriali tendono a snobbare il corpo e sottovalutare le energie corporee, così come le performance fisiche snobbano quelle mentali. Due gravissimi errori. Nel metodo HPM ci concentriamo su alcune domande: come è possibile migliorare la percezione e la sensazione dell’esercizio, la sua positività (trainig experience)? come entrano in scena le energie corporee nelle performance, anche in quelle intellettuali? Come è possibile aumentarle? Come agire sul proprio stato fisico, sulla condizione del corpo, o condizione bioenergetica?
  2. Energie mentali: se il “poter fare” dipende in larga misura dal livello di energie fisiche, il “voler fare” richiede accesso alle energie mentali. È indispensabile quindi esaminare il fronte psicologico della prestazione e del benessere individuale. Quali sono i fattori che generano motivazione e demotivazione? Quali interventi concreti sono possibili? Se riusciamo ad isolare variabili in grado di generare o ridurre le energie mentali avremo aperto una via determinante per capire meglio come funziona l’uomo e cosa si rompe nel funzionamento della persona e delle organizzazioni quando essi non riescono a raggiungere i propri obiettivi. Coltivare energie mentali e motivazionali è essenziale per portare le persone a programmi di lungo periodo nei centri fitness, tenerli legati ad essi con percorsi di sviluppo, di lungo periodo, con varietà di esperienze e di stimolazioni.
  3. Micro-competenze: le energie diventano utili e concrete quando le sappiamo tradurre in azione, e questo richiede competenze. Trasformare energie latenti in energie applicative richiede specifiche abilità. Dobbiamo quindi esaminare la realtà microscopica dei comportamenti e del pensiero, sviluppare tecniche di focusing per riuscire a scovare le abilità di dettaglio in grado di fare la differenza. Si tratta di una vera e propri “caccia” ai dettagli lavorabili ed allenabili, alle cose che di se stessi altrimenti sfuggono. Come scoprire le “componenti allenabili” di una performance? Come attivare il “microscopio mentale” e il “microscopio comportamentale”? Quali spazi apre la “Mental Analysis” per capire quali sono i sistemi di pensiero e atteggiamenti mentali più efficaci nel liberarsi da blocchi e catene? È indispensabile aiutare i clienti ad individuare dettagli di lavoro che alimentano i risultati e il senso di efficacia, e questi produrranno valore aggiunto rispetto ad indicazioni vaghe ed inefficaci.
  4. Macro-competenze: i dettagli sono importanti, ma senza visione d’insieme rischiano di diventare accessori vuoti. Ogni sfida richiede un profilo di competenze adeguato. Come fare una buona analisi delle competenze richieste da un ruolo che cambia? Come cambia il ruolo di vita di una persona? Perchè ad un certo punto sente il bisogno di intervenire sul suo corpo o sul stile di vita, o sulla sua salute? Dove sono i gap di competenze da colmare? Siamo certi di sapere esattamente quali sono le nostre competenze mancanti? Se ci liberiamo dal male della presunzione, tutti noi possiamo diventare consapevoli di non sapere. Spesso gli incidenti critici (critical incidents), le fasi di malessere, i test di realtà, le cadute, ci segnalano che qualcosa non va. I LC e i CA sono cacciatori di critical incidens e li utilizzano per smuovere la motivazione e la voglia di apprendere. Sia in questi casi, che nella vita quotidiana, chiediamoci cosa è bene imparare. Rimaniamo aperti. Howell[2], nell’introdurre il concetto di unknown incompetence (ciò che non sappiamo di non sapere) ha fatto un regalo ad ogni essere umano, stimolandolo ad andare a cercare i suoi punti ciechi nascosti. Quali sono quindi le cose che ci sfuggono di noi stessi? Quali sono invece i punti di forza personali su cui fare perno? Che tecniche di analisi utilizzare per scoprire cosa manca alla propria realizzazione personale nel cliente, e collegare questo al pianeta fitness?
  5. Progettualità e concretizzazione: stupende idee che non trovino mai soddisfazione e applicazione in un progetto distruggono anziché costruire. Niente è più deleterio del rimanere costantemente in uno stato di tensione latente, di pulsione bloccata, un tendere a…sempre incompiuto, una attivazione castrata, un adagiarsi nella sofferenza senza che mai si provi un avvicinamento all’oggetto o condizione desiderata, ad uno stato superiore. Giorno dopo giorno si distrugge e muore chi non tenta di vivere una vita a pieno. Occorre quindi trovare sfogo applicativo, liberazione progettuale, determinazione, sviluppare le tecniche per canalizzare le energie in goals concreti. Che caratteristiche devono avere i progetti che puntano a conseguire risultati? Vogliamo finalmente mettere mano alla nostra capacità di concretizzare? Vogliamo aiutare i clienti a farlo davvero?
  6. Visione e ideali: energie e competenze sono importanti, ma senza passione per una causa sono come auto pronte al via senza un guidatore, viandanti senza una meta e senza un perché. Occorre stimolare e riscoprire gli ancoraggi profondi ai valori, e ad una causa, la sacralità di una missione, persino la sacralità dell’esistenza e della vita, di cui la persona con il suo corpo e mente è una espressione. Le performance sono atti vuoti o ancorati ad un disegno superiore? Ha senso un singolo allenamento o esso è parte di un disegno di coltivazione di un sè cui tendere? Esiste una “spiritualità” delle performance, un “fuoco sacro” che alimenta energie e motivazione? Diamo un senso a quello che facciamo? Possiamo cogliere un motivo denso di significato? Se ci sentiamo inutili venditori di fumo non andremo mai da nessuna parte. Se troviamo invece il modo di essere di aiuto a qualcuno, di dare senso, o di lottare per qualcosa, diventiamo pieni di forze. Ancorare l’azione ad ideali significa riconoscere il bisogno di esistere per un fine. Le performance sono destinate a svanire nell’istante, mentre invece una causa è eterna. Vi sono atleti che sperimentano il contatto con una realtà superiore ogni volta che entrano nelle quattro mura di una palestra, e sanno che il loro allenamento sarà una forma di preghiera e di contatto con il proprio Dio, o anche solo con le forze primordiali della natura. Lo stesso può accadere nell’impegnarsi in un progetto aziendale o personale. Quando questo collegamento mistico accade, le energie si sprigionano, i miracoli sono dietro l’angolo.

Costi e benefici viaggio verso l’emancipazione

Ogni sfida ha un costo, ma perché arretrare se la prospettiva è la liberazione del potenziale personale? Esiste forse qualche motivo per non provarci?

 

L’inferno è svegliarsi la mattina e non sapere perché esisti…

Dal film: “Sin City” di Robert Rodriguez

 

Nessuno ha il diritto di giudicarci secondo la morale comune e dirci che non andiamo bene, che non possiamo provarci, non siamo abbastanza…. chiunque invece ha il diritto – e ce ne farà un grande dono – se ci dirà con onestà (magari anche sbagliando, ma con sincerità) che ha visto in noi un potenziale e gli piacerebbe vederlo dischiudersi, e darci stimoli verso la libertà, attivi verso l’emancipazione, intolleranti verso costrizione, sofferenza, noia, costrizione, autocastrazione, persone sbagliate o relazioni obbligate. Questo è lo spirito del LC e del Coaching Analitico: spingere verso la progressione.

A volte cerchiamo la realizzazione negli altri, come se noi stessi non ci bastassimo

Questa frase dal film: “Paradiso + Inferno” di Neil Armfield esprime bene il concetto di “sequestro emotivo”, che può derivare da una relazione forte ma anche dalla incapacità di trovare in se elementi sufficienti per vivere e bastare a se stessi, incapace di avere se stessi come punto di partenza:

 

Il mondo era pieno di nuovi concetti stupendi, ma io non riuscivo a pensare, a respirare…

Aspettavo solo che tornasse, perché lei era tutto… Lei era più di tutto per me.

 

Chi si impegna in un viaggio di emancipazione deve anticipare fasi di sofferenza dovute all’introspezione, o al lavoro allenante, fasi in cui troviamo cose nascoste o che non ci piacciono, ma il prezzo da pagare vale lo sforzo.

Nel modello delle Regie di Cambiamento, sviluppato nella apposita pubblicazione, ho già potuto evidenziare che un viaggio di cambiamento positivo ha almeno tre sfide sottostanti:

(1) il costo del ripulirsi, disimparare, del rimuovere cose vecchie, abitudini sbagliate, persone, pensieri, trascinamenti di un passato con il quale vogliamo tagliare;

(2) la ricerca dei propri valori forti, lo spirito, ciò che non vogliamo abbandonare di noi stessi e funge da ancoraggio (grounding), e

(3) accettare il costo di apprendere qualcosa di nuovo, imparare, capire che non siamo mai arrivati e possiamo sempre apprendere qualcosa da qualcuno, sia esso un libro, un maestro, un’esperienza, un dettaglio o una grande scoperta, anche dalla persona più umile.

Questo meccanismo non è indolore, ma fa bene. Come evidenzia Coelho:

 

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatrici

come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù.

L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…

anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.

 

Paulo Coelho – Lo Zahir

 

I combattenti, i fighter del ring e della vita sanno che ogni competizione sarà prima di tutto con e contro se stessi, e che non è indolore, ma esiste un payback, un premio, non se ne esce mai indenni ma sempre con qualcosa di più, e i lividi e cicatrici sono medaglie. Lottare per cause positive… fa bene.

Anzichè starsene pigramente adagiati ad osservare le persone esercitarsi, entrare e uscire, anzichè essere spettatori ignari delle loro vite, i LC prendono in carico un brano esistenziale del cliente e catalizzano le sue energie verso nuove mete importanti, esistenziali (prima di tutto) e fisiche.

Evitare la ricerca del percorso è stare al palo, accettare una sfida per crescere se stessi e gli altri è invece spirito umano nobile, allo stato puro.

Lo spirito di questa affermazione è recuperabile con sintesi eccezionale in una frase letta all’ingresso di una umile palestra di boxe, una frase che vorrei condividere con chi legge… per lottare assieme nella vita:

 

Se vuoi sapere chi sei… combatti.

Aiutiamo i nostri clienti nella loro battaglia per una vita più piena, nella lotta per il loro potenziale nascosto, per ciò che non sanno nemmeno di poter essere, per una battaglia che non sanno nemmeno di dovere o poter combattere. Se scopriranno di essere combattenti, di poter vivere pienamente anziché rantolare nella stasi, potranno iscriversi in settembre con un programma per arrivare a giugno dell’anno dopo come vogliono o sognano di essere, e probabilmente rimarranno in palestra anche in luglio e faranno sporto anche in vacanza dove si trovano, e le loro energie esploderanno, cambieranno diverse discipline, faranno vita di club, avranno una visione di se stessi diversa, saranno in costante ricerca di nuovi stimoli, diventeranno appassionati, e avremmo fatto loro un dono enorme: la passione per ciò che possono essere. Noi (il club) saremo il loro riferimento. Noi, saremo al loro fianco. Noi saremo importanti per loro. Diamo un senso forte e profondo a ciò che facciamo, e ne saremo ripagati ampiamente.

___

Copyright Dott. Daniele Trevisani http://www.studiotrevisani.it

Formatore Senior, consulente, Coach, Master of Arts in Communication alla University of Florida (USA). È titolare dell’omonimo studio http://www.studiotrevisani.it ed è tra i principali protagonisti della ricerca sul Potenziale Umano. È inoltre esperto in tecniche di coaching e di formazione per la leadership e gli sport di combattimento, fitness e wellness. È stato docente a contratto del corso di Teorie e Tecniche della Formazione della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, ed inoltre Mental Trainer in settori agonistici di sport di squadra e arti marziali, istruttore di fitness e direttore di club sportivi. Opera come coach e dirige le attività di formazione formatori e formazione e certificazione di coach nella Scuola di Coaching STEP.

[1] In altre parole, la declinazione della sigla HPM può riguardare sia il tema del dare impulso e forma (Modeling) al potenziale non competitivo della persone (Human Potential Modeling), sia il lato competitivo, la prestazione, il fronte agonistico (Human Performance Modeling).

[2] Howell, William S. (1982). The empathic communicator. University of Minnesota: Wadsworth Publishing Company.

Dai testi: “Self Power” e Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli Editore

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