Articolo rivista F su Psicologia della Libertà

Un articolo sulla Rivista F del 17-10-2018, per le donne e sulle donne, principalmente. Un messaggio di emancipazione dall’oppressione delle culture dominanti, del modello della Barbie anoressica, per essere finalmente liberi.

Qui un estratto dal libro connesso all’articolo

© Copyright dott. Daniele Trevisani, dal testo Psicologia della Libertà, edizioni Mediterrane, Roma.

Libertà dalle idealizzazioni tossiche

Lo scopo della vita è ricevere conoscenza, rielaborarla e trasmetterla

Ripulirsi da idee tossiche, da immagini mentali che ti inquinano, libera la tua mente.

Daniele Trevisani

 

Siamo aggregati di cellule che ricevono informazioni, le rielaborano, e le trasmettono. Terabite di informazioni al secondo ci circolano dentro e ne verremmo sovrastati.

I nostri meccanismi mentali hanno bisogno di scorciatoie. Una delle più forti è la strategia di “idealizzazione”, basata sul potere delle immagini mentali.

È sufficiente chiedere ad una ragazza sovrappeso “è così che vuoi diventare?” mostrandole il fisico di una modella, “lo vuoi davvero, con tutte le tue forze?” e se la risposta è si, quella idealizzazione diventerà l’immagine guida per un intero programma.

Ma se, poniamo, quell’immagine è sbagliata, non mostra una ragazza atletica e sana, ma ad esempio mostriamo una modella anoressica, stiamo producendo morte, non utilità.

Puntare ad essere “come quella modella” (che è anoressica e malata) o come la Barbie, o come il culturista più grosso del mondo (che morirà assolutamente con certezza di overdose di steroidi, vedi il caso di Rich Piana) non è idealizzazione sana.

Lo stesso vale per il “Manager con la Ferrari” (comprata a rate o con che soldi e guadagnati con quale meritocrazia di fondo?)

Ho incontrato personalmente, nella mia vita, casi di ragazzi giovani in fase di counseling universitario, che venivano attratti dall’idea di abbandonare gli studi dopo avere fatto qualche settimana di lavoro per aziende di network marketing, corsi di lettura veloce, successo rapido, e altre porcherie, e il ragazzo nello specifico diceva “ma il mio capo ha solo 26 anni e arriva in Porsche”.

Capirete da soli quanta distorsione ci sia nei “metri di misurazione”.

Forse anzi molto probabilmente, quella Porsche nasconde tanti di quei cadaveri nell’armadio, che se potesse parlare andrebbe a costituirsi da sola in commissariato.

  • Se vuoi essere come “quello figo che ha la Porsche e non si è neanche laureato” stai facendo una idealizzazione tossica,
  • il superbodybuilder (non parlo di atleti veri del bodybuilding che esistono e sono rispettabilissimi, ma di fogne per steroidi) è una falsità ideologica,
  • la Barbie vivente, la modella anoressica, sono una falsità ideologica,
  • il dirigente/manager che non sbaglia mai e tratta tutti male, oltre che essere un idiota, è un falso ideologico.

Queste immagini false che rischi di prendere come verità che guidano la tua vita, si chiamano “idealizzazioni tossiche”.

Trovare modelli e riferimenti positivi, invece, è arte e tecnica fondamentali. Figure che riescono a dare contributi utili, figure autentiche, persone che sono “possibili” e non modelli impossibili, utili solo a castrare e frustrare nella loro impossibilità di essere raggiunti. E che se raggiunti, portano alla distruzione della tua vita.

I modelli di riferimento e le idealizzazioni “buone” aumentano la tua libertà, non la riducono. Aumentano la tua cultura, aumentano la tua consapevolezza, la tua spiritualità, la tua libertà intellettuale.

© Copyright dott. Daniele Trevisani, dal testo Psicologia della Libertà, edizioni Mediterrane, Roma.

Parlare in pubblico senza ansia. Rimuovere l’ansia nel parlare in pubblico grazie al “Frame Shift”

Rimuovere l’ansia nel parlare in pubblico grazie al “Frame Shift”. In cosa consiste? Consiste nello spostare completamente l’atteggiamento mentale dal “devo fare bella figura” al “cosa voglio aiutare il pubblico a capire?”

Nella modalità “devo fare bella figura”, al centro della scena ci sono io, si innesca l’ansia da prestazione, mi sento sotto i riflettori, giudicato, imbarazzato. Penso di “dover fare”, il piacere del fare sparisce sino a diventare un dovere.

Nella modalità “relazione di aiuto” mi motiva il fatto di voler far si che il pubblico capisca un certo concetto che voglio trasmettere, al di la della bella forma, al di la dei riflettori o dell’ambiente, io sarò contento quando sono riuscito ad aiutare il pubblico a capire quel concetto o riflettervi.

Si tratta di un cambiamento epocale, un “salto di paradigma” che fa praticamente sparire l’ansia di stato (l’ansia legata all’evento). Se persiste ancora ansia, quella è probabilmente un’ansia di sfondo, un’ansia “di stato”, che va trattata con il Counseling e la Psicoterapia, o con un Coaching, soprattutto attoriale e agito, per sbloccare il meccanismo sino alla massima fluidità.

Video tematico sul parlare in pubblico senza ansia concentrandosi sulla relazione d’aiuto

Perchè può persistere un senso di inadeguatezza nel parlare in pubblico anche dopo tanti corsi? Passare dal concetto di prestazione alla “relazione d’aiuto” verso l’audience, fare un cambio di paradigma (frame shift) L’ansia nel parlare in pubblico può essere superata. Come superare l’ansia nel parlare in pubblico? Cambiando l’atteggiamento di fondo, concentrarsi sul perchè voglio dire quella cosa, anzichè sul come la dirò e andare diritti al cuore delle persone con un messaggio che sentiamo dentro e vogliamo che anche gli altri sappiano

 

Un approfondimento derivato dal libro Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, con note inedite dell’autore, Copyright © di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.

Emozioni Alfa ed Emozioni Beta

In ogni momento in cui ci esponiamo può scattare un’emozione, un’attivazione. Questo non è male, se l’emozione è positiva, il senso vibrante di fare, di agire, di esistere, di confrontarsi. Quando si colora di nero, quando l’attivazione si associa ad emozioni negative, abbiamo invece l’ansia.

 

Emozioni Alfa ed emozioni Beta

Un approccio che centri il fronte emotivo di come una persona vive gli obiettivi, deve procedere verso due specifiche aree di analisi

le emozioni viscerali che sento verso un certo effetto o end-state: sento davvero mio un certo obiettivo? Lo sento come qualcosa che mi tocca davvero? Provo passione per un certo obiettivo o lo vivo come uno dei tanti momenti che mi tocca fare, o un momento obbligato? Lo sento importante per i miei valori?  Quanto? Voglio davvero vedere quel risultato finale raggiunto? Mi attiva emotivamente l’immagine di un certo risultato? La situazione che voglio si produca è davvero importante per me? O è un risultato più o meno burocratico, che non mi cambia la vita, che non mi attiva veramente? Denominiamo qui le emozioni verso l’obiettivo emozioni alfa.

Le emozioni che provo per le azioni necessarie (operations), le attività quotidiane, o i singoli step di un percorso. Mi annoiano le operazioni intermedie e vorrei solo vedere il risultato finale raggiunto? Provo invece piacere dell’azione, gusto del fare e dell’agire? Le operations mi annoiano o mi energizzano, le vorrei saltare o “guai a chi me le toglie”? Denominiamo qui le emozioni che accompagnano l’azione emozioni beta.

Il senso che le emozioni Alfa, quelle verso il lo scopo finale,  è ben espresso nella seguente metafora:

‎”Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi;

non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro…

Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare

lontano e sconfinato.

Appena si sarà risvegliata in loro questa sete

si metteranno subito al lavoro per costruire la nave”.

(Antoine-Marie-Roger de Saint Exupéry)

Il leader o motivatore che  riesce a far visualizzare e apprezzare il risultato finale atteso, potrà generare motivazione autonoma.

Questa è una delle due strade.

Immaginiamo un vetraio di Murano, a Venezia, intendo nel produrre bicchieri artistici. Quanto è importante per lui arrivare a fine giornata ad avere prodotto X bicchieri (emozioni alfa)? Quanto sono importanti il gesto del produrre il bicchiere, del soffiare dentro alla cannuccia, del vedere il bicchiere prendere forma? Sono attività di per se gratificanti (emozioni beta)?

O ancora, esaminiamo il lavoro di un pittore. È mosso dal piacere di usare la tela e i colori, dall’idea di trovare un luogo o soggetto che lo ispira, o ogni singola attività gli è di peso e vorrebbe vedere il quadro finito prima possibile?

Ogni artista vive in modo diverso sia l’effetto da produrre (il quadro) che il modo di produrlo (le operations).

Le sfumature in questo campo sono molteplici.

Anche un pilota di aereo intento in una missione di salvataggio vive due momenti emotivi: sia voler vedere raggiunto un certo risultato strategico finale a cui contribuisce con la sua missione (salvare la persona), oppure essere ammaliato dal piacere del volare, energizzato dalle operazioni di volo, dall’adrenalina dell’azione, al di la degli effetti che l’azione avrà (essere parte di un processo).

Possiamo avere persino casi in cui non interessi assolutamente il perché della missione (emozioni alfa azzerate) ma interessi unicamente il fatto di farla bene, il piacere che si prova durante,  la totale gratificazione che accompagna il gesto (emozioni beta massimizzate).

Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. […]

È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo.

Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d’amore.

Oriana Fallaci, da Accetto la morte ma la odio, 2006

Chi ha praticato boxe o arti di combattimento lo sa bene. Usciti dal ring e dopo una doccia sembra di avere un’altra occasione per vivere. Sembra che il mondo, prima ostile, sia diventato un posto migliore. Questa è una delle gratificazioni maggiori di chi fa sport estremi.

Ma entriamo nel mondo del lavoro, analizziamo le performance di un venditore: le emozioni alfa si attivano nel volere fortemente il risultato finale (vedere la vendita conclusa), le emozioni beta si attivano quando il venditore è emotivamente e positivamente coinvolto nella trattativa di vendita, nella strategia di preparazione, vede le trattative  in sé come attività comunicativa e persuasiva interessante, come relazione di aiuto, o come sforzo di condivisione, o come esercizio di tattica e strategia, come sfida con se stesso, o come palestra del proprio stato o condizione mentale (attivazione delle emozioni beta).

Lo stesso per uno scrittore: siamo attivati unicamente dall’idea di vedere il libro finito, o si prova piacere nello scrivere? Se nessuna delle due aree attiva la persona, non avremo mai uno scrittore compiuto. E  non avremo mai un buon libro.

Trattare di performance, di effetti da produrre, e di operazioni tattiche, tocca inevitabilmente il fronte delle emozioni soggettive.

Posso avere emozioni alfa plurime – più di una motivazione – verso la meta, ed emozioni beta plurime – più di una sensazione positiva collegata all’azione.

Per esempio, un formatore può avere emozioni alfa plurime se è interessato al compenso economico del suo lavoro, ma anche al vedere un corso terminato, e ad avere trasmesso bene i concetti che voleva lasciare. Allo stesso tempo può avere emozioni beta plurime: il piacere di avviare un contatto umano ad inizio attività, il piacere di vedere le persone all’opera durante, il gusto di un lavoro che scorre fluido e con un clima positivo.

Così come si arrabbierà quando qualcuno si comporta con maleducazione verso il formatore, verso altri studenti e verso la sacralità del momento formativo. E glielo dirà. Senza paura.

Agirò senza paura ogni volta in cui vorrò dire qualcosa in cui credo…

Daniele Trevisani

Copyright © dal libro Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, con note inedite dell’autore, Copyright ©

Un laboratorio delle emozioni. Articolo e video

Copyright da: Il coraggio delle emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale

di Daniele Trevisani

Comunicazione delle emozioniUn laboratorio delle emozioni è certamente una “prova evolutiva” molto più forte del semplice fatto di saper scheggiare una selce.

  • Tu puoi e anzi devi capire la tua cultura di appartenenza (cultura nazionale, regionale, e persino la cultura familiare) e puoi metterne in discussione i tratti che non approvi più quando ne diventi completamente consapevole. Puoi decidere di far entrare nel tuo patrimonio dei tratti culturali nuovi, che apprezzi e desideri. Ricercarli, studiarli, è una nuova fase della vita.
  • Tu puoi e devi osservare e capire la tua personalità e decidere di cambiarne qualcosa che ti migliori.
  • Tu puoi allenarti a capire i tuoi stati di umore, a dare loro dei nomi, allenarti a capire cosa li produce e come riprenderne le redini al di la di quanto accade “fuori”.
  • Tu puoi allenarti a “percepire” le emozioni e il loro mix e diventarne padrone e non schiavo.
  • Tu puoi dirigere il tuo comportamento senza che sia in balia di sole forze esterne, e sia sempre più connesso ai tuoi valori, alla tua volontà.
  • Tu poi pensare che lavorandoci sopra, arriveranno traguardi che visti oggi sembrano addirittura impossibili.

Saper “intagliare” la propria personalità, lavorare sul proprio umore, sulle proprie emozioni, sul proprio comportamento, è la vera prova di un atto evolutivo estremo.

Fare della propria vita un laboratorio significa non dare per scontato che tutto sia fermo, bloccato, rigido. Significa lavorare per dirigere questi quattro livelli verso una direzione che amiamo e vogliamo raggiungere.

La possibilità di agire o non agire, avviarsi verso la luce o stare al buio, deve fare i conti con quello che le persone “provano” in ogni esatto momento. Questo comprende anche il diventare padroni di agire con o senza il supporto di emozioni favorevoli

Che tu lo voglia o no, devi guardare a “come sei fatto” e metterci mano. Devi tracciare la tua rotta.

Cosa è entrato dentro di noi per farci essere cosa siamo ora è come prendere un pezzo di pane e guardare esattamente quale tipo di farina sia stata usata per prepararlo (una o più di una… e di che tipo), che acqua sia stata usata, e quanto questa fosse pura.

E quando avremo capito, potremo chiederci: cosa voglio tenere e cosa vogliamo cambiare di questo modo di essere finale in cui ci ritroviamo ora? O per un gruppo come un’azienda o una squadra, cosa di buono tenere e cosa è bene cambiare?

In certe aziende, famiglie o gruppi sociali (e persino nazioni), la persona e la risorsa umana (in termini aziendalistici) assomigliano molto alla “rana della pozzanghera” (una rana che, d’estate, mentre l’acqua si scalda al sole si indebolisce sino a lessarsi e non poter più muoversi) o al religioso forzato.

Per la rana aziendale può trattarsi di uno stagno visivamente splendido e accogliente, con entrate sontuose e atri luminosi, e splendide piante ornamentali. Vissuto da dentro potrebbe invece essere e diventare una perfida pozza venefica, nella quale non si riesce più a “respirare”, e si finisce per soffocare.

In ogni caso, le idee che abbiamo in testa non sono sempre le nostre. L’autenticità delle idee è una conquista che richiede un grande lavoro di ricerca personale.

Nella vita gli ambienti circostanti mutano ma non sempre con la velocità sufficiente ad innescare lo shock da reazione, o lo spirito Spartano, o la voglia di autenticità verso se stessi, e ci si sforza di adattarsi o sopportare. In altre realtà opposte, l’ambiente è invece favorevole e permette all’essere umano di realizzarsi.

Se abbiamo la fortuna di trovare persone che ci accompagnano in una ricerca personale, questo sarà un fattore facilitante. Se non l’abbiamo, possiamo e dobbiamo cercare sia Maestri che compagni di viaggio.

Copyright da Il coraggio delle emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale

di Daniele Trevisani

“Tu puoi” – Lettura dell’autore, dai libri “Il Coraggio delle Emozioni” e “Psicologia della Libertà”

 

Cercare informazioni nascoste nella nostra mente per rivedere e “pulire” il concetto stesso di “successo”. Articolo inedito e video

Per poter parlare di “successo” occorre chiedersi “rispetto a quale missione, e che parametri uso per misurarlo”? Come accedere agli strati pià profondi dei nostri veri scopi?

Articolo inedito e video

Dr. Daniele Trevisani

Dr. Daniele Trevisani

Formatore e Counselor d’Impresa

Articolo inedito ispirato al libro Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone – di Daniele Trevisani (copyright)

La libertà e l’espressività sono concetti tanto sfuggenti quanto più siamo distanti dalla conoscenza della nostra missione. Migliorare la focalizzazione sui nostri obiettivi superficiali e arrivare a quelli profondi è un grande atto di libertà. Questa libertà la chiamo “allineamento al nostro percorso di vita”.

La nostra RAM mentale contiene il nostro bacino di idee attive, ma anche di idee inespresse, e ha stratificazioni, sia profonde che superficiali.

Ci sono informazioni di facile accesso e informazioni anche molto remote, incoscie e subconscie, che lavorano in background ma non emergono mai.

In esercizi speciali sulla visualizzazione, condotte durante il Master in Coaching ad indirizzo Corporeo, si svolgono modalità di accesso, da distesi, a livelli di coscienza resi possibile solo da stati di rilassamento superiori all’ordinaria routine della vita quotidiana. In questo modo, è possibile avere un accesso migliore e più profondo a concetti molto difficili da catturare e fissare in altri modi, come la nostra missione di vita.

In un video di stimolazione udiamo alcune domande particolare che TD Jakes (reverendo Americano) pone alla propria assemblea, ad esempio “cosa aveva in mente Dio quando ti ha creato?” Quale è in altre parole la visione di Dio su di te, il suo progetto? A cosa puoi dare contributi?

Al di là di essere religiosi o meno, questo ragionamento ci porta a rivedere il concetto di “successo”. Il  successo è un grado di raggiungimento rispetto ad un parametro che spesso non è ben chiaro, è assorbito dall’esterno ma non dall’interno, per cui non diventa nemmeno chiaro cosa sia un vero successo per noi. Possiamo continuare ad avere grandi risultati ma su aree di lavoro o di studio che non sono allineate rispetto al percorso della nostra vita. Un vero successo è quando facciamo un progresso, anche piccolo, su qualcosa che sentiamo allineato rispetto alla nostra missione di vita.

Man mano che i partecipanti, in gruppo, ascoltano una traccia audio speciale, durante la traccia emergono elementi alla coscienza (intelligenza inconscia), e questi vengono scritti e “scaricati” dalla Ram mentale per poi essere rielaborati e analizzati in coppie e in gruppi.

Articolo inedito ispirato al libro Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone – di Daniele Trevisani (copyright)

_______

Qualche consiglio per rimanere in contatto bene e trovare risorse utili connesse a questo progetto:

1.   Video sul canale youtube http://www.youtube.com/c/dottDanieleTrevisani – se ti vorrai iscrivere, ottimo

2.   al blog https://studiotrevisani.it/ metto anticipazioni, estratti e novità, derivate dai libri che scrivo ma anche ad anticipazioni su temi di ricerca che anticipano di parecchio quello che uscirà sul mercato tra anni. Per iscriversi basta entrare e cliccare “segui il blog.”

3.   Su Linkedin (ottimo e da me preferito) Indirizzo Linkedin: http://it.linkedin.com/in/danieletrevisani e il gruppo speciale Formazione, Coaching e Training, Comunicazione, Potenziale Umano, Risorse Umane, Management https://www.linkedin.com/groups/6501418

4.   Qui vedi tutti i libri che ho scritto https://www.ibs.it/libri/autori/Daniele%20Trevisani – scrivere è una grande passione

5.   Ti posso mandare la rivista di formazione, online, gratuita, di cui vedi un esempio qui https://studiotrevisani.it/2018/05/12/rivista-di-formazione-e-sviluppo-personale-e-dei-team-maggio-2018/

6.   Se ti fa piacere ti invito alla presentazione del prossimo libro – qui c’è un modulo e a chi si iscrive posso mandare inviti riservati http://eepurl.com/b727Pv

7.   Per questo gruppo, fai almeno 1 commento o post di benvenuto o saluto, condividilo con le persone cui tieni, e metti post che senti particolarmente vicino ai tuoi valori. Anche uno solo, è sufficiente, parchè una goccia nel mare arriva a creare oceani

(ps. se cerchi Daniele Trevisani su google, vedrai tanti altri contenuti)

Un caro saluto Daniele.

Ma allora…. cos’è la libertà?

leonardo_da_vinci_modelle_revell.jpg

Una delle domande che mi poogono più spesso rispetto al libro “Psicologia della LIbertà” è la semplice e forte questione… “ma cos’è la libertà”… Nel libro ho provato a dare alcune risposte

Copyright, estratto dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

  1. libertà non è prendere 1000 aerei tanto per girare
  2. libertà’ è ascoltare e rispettare i propri bisogni più autentici
  3. libertà è scegliere, spaziare con la fantasia, trovare calma, fermarsi
  4. libertà è cercare un ostacolo da superare, un progetto che altri non considerano alettante
  5. libertà è darsi la libertà di fallire e non doverci sempre mascherare da vincenti
  6. libertà è cambiare opinione su persone, cose e ideologie in base a motivazioni interiori e nuove informazioni
  7. libertà è scegliere le persone con cui passare il tempo senza costringerci in relazioni obbligate
  8. libertà è quando ci rispettiamo
  9. libertà è quando facciamo rispettare i nostri valori
  10. libertà e’ decidere di allontanarci da qualcuno
  11. libertà è darsi la possibilità di avere momenti e brani di vita destrutturati, privi di orologio e vincoli, scadenze ed orari
  12. libertà è anche scegliere di entrare dentro le nostre paure invece di respingerle, negarle o scappare
  13. libertà è esplorare le nostre angosce per capire di che cosa sono fatte e cosa le alimenta
  14. libertà è gioire, sapendolo fare
  15. libertà è sentire (feeling) e non soffocare ciò che si sente
  16. libertà di dire no ad una proposta che può sembrare aletante ma non è nei nostri valori
  17. libertà di ribellarsi ad uno stile di vita massificato che ci porta a fare ciò che tutti gli altri ritengono normale e poi passare in un centro commerciale sbavando per oggetti che se non ci avessero manipolato non vorremo nemmeno in regalo.

Copyright, estratto dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

Questo è solo un brano di suggestioni, nel si esaminano oltre 200 fonti e articoli scientifici che ci aiutano a ragionare, capire, esaminare, e arrivare alla libertà delle libertà, la libertà di pensare con la propria testa liberi da manipolazioni mentali e sovrastrutture imposte senza che ce ne accorgessimo.

Daniele Trevisani

 

Liberi di vivere, lontani da ansia e paura

Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

Le “gare mentali” sono spesso contro noi stessi, ci tolgono libertà, e non vanno bene

Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking. Se lo vivi come un obbligo, viene meno ogni forma di gusto e gioia di vita e dell’atto stesso. Possiamo scoprire i piaceri nascosti in questi brani di vita?

Si tratta di vivere allenamenti e gare, o performance lavorative, come atti di libertà, atti di vita, momenti di festa e di gioia, nel rispetto delle tradizioni. Pensieri come “devo vincere” o “devo fare bella figura” non portano a libertà ma danno sostegno ad emozioni negative, che vogliamo invece tenere lontane da noi nel Dojo, sul ring, o sul lavoro.

______

La libertà ha come contraltare l’imprigionamento, la paura, l’ansia. Ebbene, queste “prigioni” sono molto più corporee di quanto pensiamo. Costruiscono muri invisibili che ingabbiano le persone peggio delle sbarre.

Un messaggio importante: esistono esercizi, seri, molto seri, che ti aiutano a distinguere le “percezioni”, le “sensazioni” di paura e di ansia inutili e controproducenti, e possono liberarti da paure inutili. Li conduco personalmente, derivano dalle Arti Marziali e dal training mentale per gli sport da ring. Del resto non puoi combattere ad alti livelli se hai paura di farti male, paura della gara, paura di confrontarti, paura del pubblico, vergogna di poter perdere, e quasi tutti gli atleti e potenziali campioni si arrestano per queste paure e non per veri traumi.

Ne farò omaggio prima possibile alla comunità tramite video, essendo quasi impossibili da descrivere a parole.

Ma torniamo a quanto invece si può scrivere.

Vorresti essere libero dalla paura, libero dall’ansia? Tutti lo vorremmo, ma se fossimo completamente liberi dalla paura, nessun segnale arriverebbe a dirci “stop” nell’attraversare una strada piena di camion e saremmo schiacciati come topi. Quindi, vogliamo liberarci di “tutte” le paure o vogliamo imparare a gestirle diversamente e discriminarle?

Io ascolto i messaggi della paura, li tratto con rispetto e imparo essi, ma non mi faccio limitare”. Questa frase di Ross Heaven, che proviene dalle tecniche usate nella formazione dei Ninja, i guerrieri giapponesi, esprime bene come un certo approccio di consapevolezza aumentata possa liberare la persona da fardelli inutili.

….

Decidere come vivere le proprie “gare mentali”, e la propria vita, con maggiore autenticità

Dal momento in cui capisci di esistere, fino al decidere di dare un’impronta speciale alla tua vita passa molta strada. Questa comprende un atteggiamento altrettanto assertivo sul come esistere e dove voler vivere – sia in termini di ambienti fisiche che di ambienti psicologici.
Da soli è davvero difficile riuscire ad impostare una vita veramente propria e consapevole, fuori dagli schemi proposti con violenza da pubblicità, mass media, esempi negativi attorno a noi e altre forme che subdolamente cercano di dirci “cosa” sia la vita.
Siamo travolti da messaggi che sin da bambino ti dicono che tu vali in funzione del tuo telefono o della tua auto o della dimensione dei bicipiti o della tua casa o del marchio delle tue scarpe.
Coaching e Counseling portano un messaggio diverso. Tu vali perché sei, per quello che pensi, per il contributo che dai e darai a questo pianeta, alla cultura umana, sia che tu ci riesca o che tu anche solo ci provi. Tu vali. A prescindere.
Una delle più alte forme di liberta è esprimere se stessi senza nessuna maschera.
Ma come ci ha ricordato Goffman, pioniere su questo tema, siamo creature sociali, e in qualche modo diamo sempre una “rappresentazione” di noi stessi, anche quando cerchiamo di essere genuini.

“Come esseri umani siamo principalmente creature dagli impulsi variabili, con umori ed energie che cambiano da un momento all’altro, come personaggi davanti a un pubblico tuttavia, non possiamo permetterci alti e bassi”.

Le forme del nostro comportamento esterno non sono spesso congruenti con il sentire corporeo interno, le nostre sensazioni, gli stati emotivi che proviamo.
Ecco, forse allora una delle forme estreme di libertà è quella di mostrare anche fuori i nostri sentimenti interni e gli stati interni che viviamo, uscire dal “personaggio” ed essere più veri possibile, anche a costo di apparire “variabili” o come altri dicono, “umorali”. Umorali ma veri, è meglio che standardizzati sempre, ma falsi.

_____

Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

La Tigre e il Monaco. Documentario su una vita diversa

Un documentario su un luogo particolare, un monastero Buddhista in Thailandia, dove la calma interiore dei monaci permette loro di convivere con le tigri, vivere con loro, in una comunicazione inter-specie che tutti pensano impossibile.

Desidero condividerlo per dimostrare che il lavoro su di sè produce effetti incredibili, e che un altro modo di vivere e relazionarsi alla natura e alle paure è possibile. Le scene in cui i Monaci meditano durante il temporale, di notte, sono di una potenza umana incredibile. La possibilità di rallentare la mente, di vivere le emozioni come gli occidentali non sanno fare.
La Tigre e il Monaco. Documentario sulla possibile realtà di una vita diversa.Se ti piace puoi:
1 – condividere idee nella discussione
2 – invitarvi colleghi e amici, condividerlo
3 – ricevere notizie aggiornate su nuovi video e articoli: la rivista online è gratuita http://eepurl.com/b727Pv
4 – vedere video gratuiti sul tema appena escono, iscrivendoti al canale youtube http://www.youtube.com/c/dottDanieleTrevisani
(ps. se cerchi Daniele Trevisani su google, vedrai tanti altri contenuti)