“Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani. PDF scaricabile per capire meglio un bestseller controcorrente rispetto agli approcci “rapidi e illusori” sulla crescita e sulle performance

Il Delirio Formativo. I titoli sul tema della formazione, management e crescita personale diventano sempre più deliranti e paranoidi (tipo, citando titoli di fantasia ma molto vicini alla verità “diventa Superman in 4 semplici mosse“, “Il successo è li ma tu non lo vuoi” “Vendere qualsiasi cosa a chiunque senza pietà“, “Buttati e non pensarci poi sono affari tuoi” “Se lo fai lo fai“, “Se lo fai l’hai fatto“, “Se non lo fai non l’hai fatto“… e davvero, per pietà, mi scuso per questa breve rassegna…

Un approccio alternativo. Il testo “Il Potenziale Umano” edito da Franco Angeli, continua la sua strada come bestseller controcorrente rispetto agli approcci “rapidi e illusori” sulla crescita e sulle performance. Il metodo HPM, esposto nel testo, è stato utilizzato con successo nella formazione di Forze Speciali delle Nazioni Unite in missioni ONU di peacekeeping, in studi sulle performance, da campioni mondiali di sport di combattimento e arti marziali, da Comandanti, da leader, da Sales Manager, da coach e formatori seri. Con la sua bibliografia, i suoi modelli derivanti dalla ricerca, i suoi principi derivanti da scienze psicologiche così come dalle filosofie marziali e da tanti altri campi di studio, un opera che propone sicuramente un lavoro su di sè forte, ma che ha dato risultati a campioni e grandi istituzioni.

Un augurio di buona lettura

dott. Daniele Trevisani

Anteprima del 16° libro di Daniele Trevisani “Psicologia della Libertà”, edito da Mediterranee, Roma.

Concetti in anteprima del Seminario Comunicazione Olistica e Coaching Olistico http://www.autoregolazione.it/Dan/ComunicazioneOlistica.htm dove sarà possibile ricevere il libro in anteprima, solo per gli iscritti

Espongo con grande onore un risultato importante. L’uscita nel 2018 del 16° libro (sinora 12 sono stati pubblicati da Franco Angeli in italiano, e 3 in Inglese da Amazon), il “libro che non si doveva fare”!

Questo libro infrange ogni forma di standard per quanto riguarda l’ambito della formazione aziendale, e appena lo leggerete, capirete da soli perchè. In un mondo aziendale che vuole menti svuotate da riempire con ideologie provenienti da qualche Business School esotica, non ci può essere grande spazio per la libertà.

Stranamente però, ho sempre pensato che le più grandi invenzioni e le più grandi aziende siano nate da persone che hanno avuto il coraggio di liberare la mente, di “andare oltre” le regole del momento e “pensare avanti”, dando ascolto alla propria missione di vita e osando, pagando a volte un prezzo per questo.

Tesla, Einstein, Archimede,  Galileo Galilei, Copernico, Giordano Bruno, solo per citarne alcuni, hanno avuto un denominatore comune: mettere la loro libertà di ricercare prima delle aspettative sociali su quello che doveva e poteva considerarsi “vero”.

Penso anche che aziende che non coltivano la libertà siano perdenti, e che le aziende veramente vincenti siano quelle che danno spazio alle idee, ai progetti, all’innovazione vera e non solo di facciata. Che questa sia eresia o meno, lo giudicherà la storia.

Ma questo libro non parla di aziende. Parla di un modo di essere, parla a tutti.

Per cui, offro volentieri ai lettori questa anteprima, in bozza, dell’apertura del nuovo libro, Psicologia della Libertà”, ringraziando in anticipo l’editore Mediterranee di Roma che ci ha creduto. Per chi vuole ricevere l’invito alla presentazione, che verrà fatta in varie città, è bene iscriversi alla rivista di comunicazione e informazione tramite la quale invio le notizie (1 ogni 2 mesi circa) disponibile a questo link  http://eepurl.com/b727Pv

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Estratto dal testo “Psicologia della LIbertà”,  Copyright Edizioni Mediterranee, Roma, 2018. Ogni diritto riservato.

Prefazione: coltivare il “seme” di sacralità e di purezza che ognuno di noi possiede, verso la liberazione totale delle potenzialità delle persone

Esiste… si sta facendo strada come un torrente in piena che nulla può fermare, ed è irrefrenabile. Qualsiasi dittatura ideologica, fisica e mentale, può solo rallentarlo sino ad esserne travolta. Di cosa parliamo? Quale forma di energia può essere così potente?

È l’energia della libertà. Un’energia che ci parla di un modo di vivere orientato alla libertà e che la cerca ogni singolo giorno e ora, come un fiore insegue la luce.

Una libertà che è soprattutto mentale, in cui l’essere umano pensante rifiuta di farsi ingabbiare in ideologie oppressive, da censure e gabbie mentali, ma cerca di coltivare in ogni sè e in ogni persona il “seme” di sacralità e di purezza che possiede.

È una conquista rivoluzionaria.

Il risultato della liberazione della mente e del corpo da ogni forma di abitudine rigida culturalmente ereditata e da censure e castrazioni può produrre risultati straordinari.

Sembra incredibile, ma decenni di scuola non insegnano davvero qualcosa di pratico sulla libertà mentale. E non parliamo concetti astratti, parliamo della nostra vita, di noi come persone.

Le aziende, altrettanto, preferiscono ingabbiare i neo-assunti nelle categorie esistenti invece di vedere, magari, cosa abbiano da dire di nuovo e di buono, con occhi ancora freschi.

Nella vita di strada, le cose non cambiano.

Incredibilmente, tanta gente guarda ancora all’oroscopo per avere qualche idea di come andrà la giornata, invece di fare piani per liberare le proprie potenzialità e produrre il proprio destino, alimentando e nutrendo le proprie “intelligenze multiple”[1], risorse latenti di cui tutti dispongono.

Non ci vengono forniti gli strumenti base come la capacità di rilassamento, di meditazione, di concentrazione vera, di pulizia mentale. Nemmeno dai genitori, senza incolparli, ma non è nel patrimonio culturale di un genitore medio occidentale. Come evidenzia Joel Levey,”

Ė il complesso corpo-mente, infatti, che guida la nostra creatività e l’uso di tutti gli altri strumenti, ed è esso stesso uno strumento dal potenziale infinito. Eppure solo pochi di noi hanno mai imparato persino le tecniche più semplici che servono alla manutenzione e sintonizzazione di questo complesso. I vostri genitori o i vostri insegnanti, ad esempio, vi hanno mai insegnato a rilassarvi, a concentrarvi e a meditare? Hanno mai praticato loro stessi queste arti o ne hanno mai conosciuto il valore?[2]

Religioni, genitori, libri, spesso non solo non insegnano libertà mentali, ma sono molto bravi ad amputare sogni e idee, anche subdolamente, e dire cosa non si deve o non si può fare.

Allo stadio evolutivo (o involutivo per certi aspetti) in cui è la civiltà odierna, siamo tanto forti nello zittire gli altri e imporre regimi, quando deboli nel sapere come aprire orizzonti, strade, ispirare noi e gli altri, e motivarci in percorsi di vera libertà ed espressione di sè.

Tornando alla teoria delle intelligenze multiple, ecco su cosa si dovrebbe lavorare in un progetto di coaching olistico serio, un programma di crescita personale che lavora su più lati della persona:

 

  • intelligenza logico-matematica: capacità di astrazione, pensiero logico, ragionamento, uso dei numeri, pensiero critico;
  • intelligenza linguistica: capacità nell’uso della parola e del linguaggio, leggere, scrivere, raccontare, comunicare tra persone;
  • intelligenza visivospaziale: capacità di valutazione degli spazi e visualizzazione mentale;
  • intelligenza musicale e armonica: sensibilità per il suono, ritmo, toni e musica, per gli equilibri e le armonie;
  • intelligenza corporea-cinestesica: capacità di controllo del movimento, del corpo, della gestione di oggetti, dell’azione fisica, capacità di espressione fisica e sensibilità al corpo;
  • intelligenza inter-personale: sensibilità agli stati d’animo, alle relazioni, alle interazioni umane, alla comunicazione, empatia aumentata:
  • intelligenza intra-personale: introspezione e auto-riflessione; comprensione dei propri punti di forza, debolezza, unicità, le proprie emozioni e sensazioni, conoscere se stessi;
  • intelligenza naturalistica: interazione con l’ambiente, classificazione di oggetti e cose, ricettività ecologica, amare l’universo e capirne il nostro ruolo, tempo, spazio, luogo, e storia;
  • intelligenza esistenziale: dimensione religiosa, spirituale, capacità di inserire se stessi e gli eventi in una cornice filosofica, avere una filosofia di vita evoluta e auto-determinata[3].

 

Ogni bambino cui sia negata un’esplorazione del mondo e di sè da questi punti di vista è un’anima che rischiamo di perdere. Non possiamo permettercelo.

Ogni adulto che arrivi a considerare questi temi “cavolate”, a pensare che la vita vera sia lavorare senza farsi tante domande, fare la spesa e guardare la tv, è un’anima persa. Ma ogni anima per quanto persa, ha dentro una possibilità di recupero, e a questa puntiamo con forza. Il risveglio delle persone è possibile.

Occorre porsi delle domande.

Quanto potenziale abbiamo? Se sin da bambini ci avessero aiutato a fare percorsi seri sulle varie forme di intelligenze multiple, e ci avessero poi aiutato a seguire quelle in cui la nostra vocazione e passione si esprimeva meglio, quanti geni e scienziati in più avremo! Sembra incredibile, sembra si parli di altri, e invece si parla di noi, di tutti noi.

Allora, tornano in mente le domande.

Perché una persona può immergersi fino a quaranta, ottanta, cento e oltre metri di profondità (un buon apneista, quando apprende a liberarsi da tensioni muscolari e mentali, lo fa) mentre altri hanno paura dell’acqua? Intendo proprio paura di entrare in acqua! Perché parlare in pubblico per alcuni suscita un terrore peggiore della morte, mentre per altri è una grande occasione da non lasciarsi perdere, un momento ghiotto tutto da gustare?

Perché studiare per molti studenti diventa qualcosa che si arriva ad odiare, mentre altri trovano in una biblioteca gioia e pace e nei libri nutrimento e piacere?

Perché nella maggior parte delle riunioni aziendali si arriva ad un litigio, aperto o sotterraneo, e domina l’incomunicabilità? O se va bene, l’apatia e la noia?

Ma proiettiamoci molto in avanti. Perché non siamo già su auto volanti alimentate da idrogeno, ecologiche, a guida automatica, completamente sicure, come tecnicamente sarebbe già possibile da parecchi decenni?

Perché sulla Terra vi sono ancora così tanti conflitti e fame sino alla morte per fame, vera e drammaticamente reale, ma allo stesso tempo esistono obesità diffuse e comunità dove domina ogni forma di lusso e benessere?

Non è forse che ci stiamo perdendo qualcosa? Qual è il fattore comune di tutte queste situazioni?

Se osserviamo bene, il problema comune è la mancanza di una vera libertà mentale che porti persone e organizzazioni al potere a decidere saggiamente, per il proprio bene e per le generazioni in arrivo. Anche una persona apparentemente priva di potere, può lavorare sul proprio sviluppo personale anziché tentare la sorte con le lotterie, giochi e ogni altra forma di rimbecillimento mentale.

Le scuole devono diventare templi del Potenziale Umano di ogni bambino e ragazzo, non luoghi di produzione di automi mentali.

Se non riescono scuole, università, genitori, pur con tutta la volontà, forse è questione di metodo?

E se finora non ci siamo arrivati, allora, una riflessione positiva e un metodo vanno ricercati altrove. E presto. L’uomo è sulla soglia: o cambia o si estingue, la clessidra è drammaticamente a corto di tempo.

In questo libro esaminiamo opportunità, metodi e concetti che possono essere utili a chi si occupa di “ liberazione delle potenzialità delle persone”, fisiche e mentali, e quindi per operatori che agiscono nel Coaching, Counseling, Formazione, Allenatori sportivi, per i Leader e responsabili di ogni organizzazione. Cerchiamo anche riflessioni e metodi utili a chi agisce nelle imprese, e in ogni essere umano che cerca il sapore di un pensiero libero, ragionando su spunti e concetti liberatori.

In un percorso di psicologia della libertà vogliamo aiutare le persone a riflettere sulla vita, sugli obiettivi che possono dare spessore e valore, e supportare i percorsi di crescita personale.

Non è un lavoro da confondere assolutamente con la psicoterapia, che guarda alla rimozione di disagi psicologici, ma con la progettazione di futuri possibili, con un grande meta-obiettivo: la crescita della libertà personale e una vita vissuta a pieno.

[1] Vedi Gardner, Gardner, Howard (1983), Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences, Basic Books, ISBN 0133306143

[2] Levey, Joel (1987) The Fine Arts of Relaxation, Concentration and Meditation. Ancient Skills for Modern Minds. Wisdom Publishing, London. Trad. it. L’arte del rilassamento, della concentrazione e della meditazione. Tecniche antiche per la mente moderna. Ubaldini, Roma, 1988

[3] Gardner, Howard (1983), Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences, Basic Books, ISBN 0133306143

Nuova collana video di Daniele Trevisani sul Canale Youtube Franco Angeli editore

L’editore Franco Angeli ha deciso di dedicare uno spazio significativo ai video che divulgano i concetti essenziali di alcuni dei principali testi scritti da Daniele Trevisani. Daniele Trevisani è autore di best-seller nell’area della Formazione, e tra gli autori più impegnati sul lato della scrittura ed elaborazione di nuovi modelli, nel panorama della formazione in Italia.

Ecco le sezioni e i link per poter vedere i video contenuti nella sezione.

Psicologia di marketing e comunicazione

https://youtu.be/E1OAfzxApDw

Negoziazione Interculturale

https://youtu.be/6Hf5ytxvDlM

Il potenziale umano

https://www.youtube.com/playlist?list=PLKTpKWrLGsZLs7SITqFJhEFLlYkIllCxY

Strategic Selling

https://www.youtube.com/playlist?list=PLKTpKWrLGsZIKzbSlU1UIVJnROuywMLif

Team Leadership e Comunicazione Operativa

https://youtu.be/AZVaf7esuX4

Strategie di Comunicazione e Marketing

https://youtu.be/JLJ4bDRYIjA

Self power

https://www.youtube.com/playlist?list=PLKTpKWrLGsZLJ1tVIzpXyX6PwD9SNGKUv

I video presentano pillole concettuali e non sono esaustivi di tutto il contenuto, per ovvi motivi di brevità espositiva, ma ci auguriamo aiutino a cogliere la grande quantità di innovazione che è possibile trovare nella produzione di Daniele Trevisani

Una Metodologia Olistica per il Benessere e le Performance

chackra comunicazione emozioni

copyright Dott. Daniele Trevisani. Anteprime dal libro in produzione:

Life Coaching e Psicologia della Libertà

L’approccio olistico ai Percorsi di Crescita Personale

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È utile fare un riassunto metodologico del metodo HPM, che è alla base del nostro lavoro sul potenziale umano.

Prendiamo una prestazione o risultato. Uno qualsiasi. Un goal aziendale o sportivo, personale o di team. L’approccio olistico ci chiede di prestare attenzione a tante componenti, che nel modello HPM (Human Potential Modeling) riassumiamo in 6 grandi fattori:

Figura 10 – Le parole chiave del metodo HPM

HPM ModelTM, Copyright Dr. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.com

Vision

Valori
Stato bioenergetico
Stato psicoenergetico
Micro Skills
Macro-Skills
Progetto

Goals
Lavoro sulle Energie Personali
Lavoro sulle Competenze
Crescita Personale
Lavoro sulla Direzionalità

Cosa significano queste “parole” per te e nella tua organizzazione?

Qui una possibile articolazione di base, ricordando che ogni organizzazione e ogni persona deve trovare la propria “via” per dare spessore e concretezza a queste parole.

  1. Fattore bioenergetico: che energie fisiche sono richieste per questa prestazione? Forza, potenza, resistenza, concentrazione mentale, attenzione? Mai sottovalutare la dimensione corporea di una prestazione, soprattutto di quelle intellettuali o la possibilità di elevare gli stati spirituali con il supporto del corpo.
  2. Fattore psicoenergetico: le energie della motivazione, la liberazione da ansia e tensioni inutili, capacità di liberarsi da emozioni parassite e controproducenti, il sentire l’attivazione in sè e il volere fortemente realizzare idee o azioni.
  3. Fattore delle macro-competenze: conoscere, conoscere quanto serve, avere fatto l’esperienza allenante e di studio che permette di padroneggiare un campo di azione e anche le sue zone limitrofe.
  4. Fattore delle micro-competenze: saper cogliere i dettagli che sfuggono ai più, saper fare l’introspezione necessaria sui processi mentali, anche minuziosi, che avvengono durante una prestazione. Saper inquadrare i dettagli comportamentali che faranno di una prestazione qualcosa di speciale.
  5. Fattore della progettualità: saper individuare “quando fare, cosa, in che sequenza”, e altri aspetti molto pratici di una prestazione. Organizzare risorse, stendere su carta un’idea sotto forma di passi da compiere, sviluppare ipotesi di linee di azione da intraprendere.
  6. Fattore dei valori e ideali: per cosa lo fai? Cosa c’è dietro? Ci credi veramente in quanto stai facendo o sei obbligato da qualcosa, quanto è volontà e quanto è necessità? Quanto più un’azione è centrata rispetto alle nostre credenze più profonde, tanto più sarà forte la nostra concentrazione e attivazione. Ma non basta fermarsi ai valori attuali e allo stato spirituale attuale. Tutti possono trovare nuovi valori, accrescerli, liberarsi da valori e credenze false, trovare i propri “ancoraggi spirituali forti” in un punto di esistenza più alto, e questo è un fattore assolutamente determinante per la prestazione e la vita.

Usare un approccio olistico significa applicarsi a tutti questi campi. E più si sale più si entra nel mondo dell’intangibile.

Ogni prestazione che si ancora ad un piano di valori forte e in cui la persona crede possiede un fattore di potenza superiore. La stessa differenza che si potrebbe trovare tra chi solleva un peso annoiato in un’ora di palestra obbligata, e chi cerca ogni fibra muscolare e anche oltre, per sollevare e salvare una persona imprigionata da un tronco.

E per quanto faremo, avremo sempre da imparare.

L’approccio olistico guarda anche ai contributi che le persone portano, non solo al risultato finale.

Quanto ci hai messo “di tuo” e quanto è frutto di altri? Quanto è frutto di forza e quanto di strategia mentale?

Queste sono alcune delle domande chiave da porsi per ogni risultato che produciamo o che osserviamo.

  • Cosa devo metterci di mio?
  • In cosa posso farmi aiutare da altri per accelerare il processo?
  • Quali reti di relazione possono nutrire la mia motivazione e il mio progetto?
  • Dove, in che sedi, posso ancora imparare qualcosa che amo o mi serve?

Fare networking sano è essenziale.

Chi rifiuta un aiuto esterno, o non lo cerca nemmeno, per capire dove può ancora crescere, ha perso grandi opportunità.

La Visione olistica cerca di distinguere la componente “hard” di una prestazione da quella mentale o “soft”. Guarda poi al differenziale tra contributo individuale e motivazionale che la persona ha sviluppato e lo depura da quanto ha ricevuto in dono e non è merito suo.

Il Comandante della nave non deve mai dimenticare di ringraziare l’equipaggio, e per tracciare una rotta deve avere strumenti.

Dobbiamo assolutamente distinguere tra chi ha tante risorse esterne e chi non ne ha. Troppo facile vincere una gara quando si ha la macchina migliore di tutti. La differenza si misura tra due piloti che hanno la stessa identica auto.

Nessuno deve sentirsi inferiore verso chi ha ricevuto un migliore patrimonio genetico o finanziario. Piuttosto, è bene pensarsi in termini di “quanto” si riesce a muovere e produrre con i propri sforzi generativi, pensare a “cosa” e “verso cosa” vanno i nostri sforzi e le nostre energie migliori.

I risultati, soprattutto quando questi sono svolti in contesti e ambienti sfavorevoli, dipendono in larga misura dalle risorse psicologiche che una persona sa attivare.

Facile laurearsi se si è figli di professori universitari, molto meno per chi viene da un ghetto.

In condizioni sfavorevoli, produrre utilità, fare del bene, dare contributi, è ancora di più una vera performance.

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Anteprima dal libro in preparazione, HPM ModelTM, Copyright Dr. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.com

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Dal Sogno al Progetto, l’esempio di Elon Musk

….vedete il piccolo razzetto sulla sinistra? E’ stato lanciato 3 volte senza successo. E tutti a dare addosso al “sognatore”, ma il quarto è atterrato. Il primo razzo ad atterrare invece di autodistruggersi, e diventare riutilizzabile. Un abbattimento di costi incredibile. Un salto epocale nell’esplorazione spaziale

Se Space X, alias Elon Musk, avesse sbagliato il quarto lancio, SpaceX, di Elon Musk, avrebbe chiuso per sempre. Adessso siamo alle prove definitive per il vettore su Marte, e ai razzi che riatterrano da soli. Ci vuole gente che ama osare. Grazie per l’esempio Elon Musk. Grazie per aver mostrato a tutti gli industriali che non è fare soldi la missione, quella è una conseguenza, ma il motore psicologico e la missione vera deve essere far avanzare la scienza, la coscienza umana, e la tecnologia, perchè tutta la razza umana possa continuare a sognare

Elon Musk, un modo di essere imprenditore, e creare il nuovo, tra creare Paypal, poi l’unica vera auto elettrica (Tesla) e diventare il più grande produttore di energie alternative (solare) del pianeta, sta progettando una base lunare eco-sostenibile…

 Commento di Elon… fuori dai denti.. “è il 2017, noi dovremmo avere una base lunare a quest’ora.. che cavolo sta succedendo” (riferito ai ritardi degli operatori spaziali) Grandissimo Elon… altro che “politically correct” aziendale del cavolo, e burocratese malefico

E se non bastasse, i piani concreti per la creazione della base su Marte

Perchè quando un sogno ha delle date, è già un progetto

Qui il mio contributo nel paper ESA sullo Human Factor nei viaggi spaziali. Piccolo contributi ma su un tema di grande importanza

https://www.researchgate.net/profile/Daniele_Trevisani/publication/302026532_Moon_2020_-_2030_2015_v_02/links/572daccf08ae3736095af435/Moon-2020-2030-2015-v-02.pdf?origin=publication_list

Have fun!

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Libertà dalle idealizzazioni tossiche

Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv

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Lo scopo della vita è ricevere conoscenza, rielaborarla e trasmetterla

Ripulirsi da idee tossiche, da immagini mentali che ti inquinano, libera la tua mente.

Daniele Trevisani

 

Siamo aggregati di cellule che ricevono informazioni, le rielaborano, e le trasmettono. Terabite di informazioni al secondo ci circolano dentro e, senza contromisure, ne verremmo sovrastati.

I nostri meccanismi mentali hanno bisogno di scorciatoie.

Una delle più forti è la strategia di “idealizzazione”, basata sul potere delle immagini mentali. È sufficiente chiedere ad una ragazza sovrappeso “è così che vuoi diventare?” mostrandole il fisico di una modella, “lo vuoi davvero, con tutte le tue forze?” e se la risposta è si, quella idealizzazione diventerà l’immagine guida per un intero programma.

Ma se, poniamo, quell’immagine è sbagliata, non mostra una ragazza atletica e sana, ma  mostriamo una modella anoressica, stiamo producendo morte, non utilità.

Puntare ad essere “come quella modella” (che è anoressica e malata) o come la Barbie, o come il culturista più grosso del mondo (che morirà assolutamente con certezza di overdose di steroidi, vedi il caso di Rich Piana) non è idealizzazione sana.

Lo stesso vale per il “Manager con la Ferrari” (comprata a rate o con che soldi e guadagnati con quale meritocrazia di fondo?)

Ho incontrato personalmente, nella mia vita, casi di ragazzi giovani in fase di counseling universitario, che venivano attratti dall’idea di abbandonare gli studi dopo avere fatto qualche settimana di lavoro per aziende di network marketing, corsi di lettura veloce, successo rapido, e altre porcherie, e il ragazzo nello specifico diceva “ma il mio capo ha solo 26 anni e arriva in Porsche!” come indice di successo totale di vita.

Capirete da soli quanta distorsione ci sia nei “metri di misurazione”.

Forse anzi molto probabilmente, quella Porsche nasconde tanti di quei cadaveri nell’armadio, che se potesse parlare andrebbe a costituirsi da sola in commissariato.

  • Se vuoi essere come “quello figo che ha la Porsche e non si è neanche laureato” stai facendo una idealizzazione tossica,
  • il superbodybuilder (non parlo di atleti veri del bodybuilding che esistono e sono rispettabilissimi, ma di fogne per steroidi) è una falsità ideologica,
  • la Barbie vivente, la modella anoressica, sono una falsità ideologica,
  • il dirigente/manager saltante che non sbaglia mai e tratta tutti male, oltre che essere un idiota, è un falso ideologico.

Queste immagini false che rischi di prendere come verità che guidano la tua vita, si chiamano “idealizzazioni tossiche”.

Trovare modelli e riferimenti positivi, invece, è arte e tecnica fondamentali. Figure che riescono a dare contributi utili, figure autentiche, persone che sono “possibili” e non modelli impossibili, utili solo a castrare e frustrare nella loro impossibilità di essere raggiunti. E che se raggiunti, portano alla distruzione della tua vita.

I modelli di riferimento e le idealizzazioni “buone” aumentano la tua libertà, non la riducono. Aumentano la tua cultura, aumentano la tua consapevolezza, la tua spiritualità, la tua libertà intellettuale.

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Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv

Coaching Umanistico

Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv

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“Non solo la potenza atomica verrà sprigionata, ma un giorno imbriglieremo la salita e la discesa delle maree e imprigioneremo i raggi del sole.”

Thomas Edison

Edison, pensavano i suoi contemporanei, sognava. Oggi possiamo dire: anticipava.

Il timore crea prigioni. Alcune persone temono persino di farsi notare, di esistere, di dire qualsiasi cosa che qualcuno possa contraddire. Muoiono da vivi.

La libertà non è uno stato singolo, ma piuttosto una posizione tra un continuum tra due poli. Da un lato abbiamo la costrizione assoluta (fisica e mentale) e dall’altro lato la libera scelta assoluta (fisica e mentale). Ogni “grado di libertà” che possiamo e riusciamo a scalfire dalla costrizione aggiunge un tassello alla nostra libertà totale.

La formazione dei guerrieri Ninja passava attraverso fasi importanti di superamento delle paure. Queste paure erano viste come ombre che impedivano alle abilità di esprimersi.

I Ninja consideravano il superamento delle paure attraverso formazione iniziatica. Nelle iniziazioni e addestramenti venivano inseriti elementi di paura controllata, “in modo che l’ombra possa essere portata alla luce della mente dell’iniziato, che potrà così attraversare quella determinata paura. La paura è la porta pià importante, perché senza lo slancio energetico che deriva dall’abbandono delle nostre paure ci sarà difficile proseguire nel nostro viaggio[1].

Nelle pratiche di coaching esistono specifici esercizi, sia tradizionali (es, firewalking, seppure condotti da personaggi a volte discutibili) che innovativi. Personalmente, mi sono occupato di sviluppare alcuni esercizi speciali i quali attingono dalla mia esperienza trentennale nelle arti marziali, mentre altri nascono sulla base di esercizi psicodrammatici o comunicativi. Il fine ultimo è di crescere superando paure e generare slancio emotivo, senza con questo creare rischi fisici stupidi e inutili. Le stesse tecniche possono essere applicate nel counseling.

Possiamo dire che il coaching e il counseling siano due discipline che vogliono dire un grande “adesso basta!” all’essere plasmati a forza da ideologie esterne, da paure interne inutili, e cercano una via vera, più personale, depurata da ogni forma di falsità, consci persino che la libertà vera diventa un fine utopico ma senza quel fine ci sentiremmo morti.

Queste discipline vogliono una vita più vera, più propria, più gestita con consapevolezza anziché in un sentimento di schiavitù.

E’ un approccio rivoluzionario di sommossa esistenziale e non armata ma che cambia, attimo dopo attimo, vita dopo vita, l’intero pianeta.

Non bastassero le informazioni esterne, siamo a nostra insaputa inondati da informazioni interne (enterocettive, provenienti dal corpo stesso), alle quali prestiamo scarsa attenzione se non adeguatamente allenati.

Alcune di queste sono deboli, sottili, ma importanti, ad esempio i segnali dello stress fisico e mentale, le posture, il respiro stesso.

Le tensioni muscolari latenti, croniche, dovute a stress mentale, sono un esempio classico di segnale “non ascoltato” che però porta a mal di testa, a mal di stomaco, a dolore fisico poi molto concreto, persino all’alterazione della nostra postura.

Sto dicendo, assolutamente, che il nostro corpo fa trasparire fuori come ci sentiamo dentro, e se impariamo a leggerlo e a leggerci, possiamo fare di noi stessi un grande laboratorio di crescita personale.

Imparare a leggere i segnali deboli e farli diventare segnali forti è un’arte che si apprende nel coaching e nel counseling corporeo.

Questi segnali sono così anestetizzati dalle nostre menti bombardate da rumore, che scopriamo che qualcosa non va solo quando ci troviamo al pronto soccorso.

Siamo persino sottoposti ad energie come onde elettromagnetiche (la luce solare è una), la forza di gravità e tantissime altre, sulle quali non riflettiamo più di tanto e ancora meno “sentiamo”, tranne quando, come il sole preso troppo, ti bruciano.

Esistono anche forze psicologiche, come i “calchi mentali” e le credenze più forti che abbiamo assorbito dalle famiglie e dalle persone con cui ci siamo rapportati. Sono forze che sono penetrate nella nostra testa tramite religioni, libri di testo, letture, televisioni, conversazioni, e tanto altro materiale dell’acquario comunicativo nel quale abbiamo respirato e nuotato sinora.

“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, metti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore. i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e soprattutto prova a rialzarti come ho fatto io.” Luigi Pirandello

Siamo in balia di forze tanto potenti e persistenti, che il fatto di metterle in discussione non passa nemmeno nella testa ai più. Qualche lamento si, qualche boffonchiamento si, ma niente di vero, niente di radicale. Anche nelle città dove l’economia fa schifo e le economie languono, anno dopo anno, i voti non cambiano più di tanto, gli stili di vita non cambiano più di tanto, e molti se potessero non cambierebbero proprio, resistendo al cambiamento fino a morire.

Zombie che camminano verso la bara.

Ma risvegliarsi in vita è possibile. Può accadere quando accade un incontro con una persona illuminata, o molto più spesso una crisi, un esaurimento fisico o nervoso, o un trauma, ti fanno capire che quel sistema di forze e di equilibri ora non regge più.

Non è più adatto per te. Poteva andare bene per chi l’ha sviluppato, nell’epoca in cui si è formato, ma non va bene per te, non ora, non qui. E tu te ne rendi conto e vuoi agire.

[1] Heaven, Ross (2006). The Spiritual Practices of the Ninja. Inner Traditions, Rochester. Trad it: 2008, Le Pratiche Spirituali dei Ninja. p. 43-44. Macroedizioni.

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Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online http://eepurl.com/b727Pv

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