Leadership. Applicare nelle aziende il concetto di “Forze Speciali”

Applicare nelle aziende il concetto di “Forze Speciali”

formazione aziendale, formazione forze speciali, metodi di formazione alternativa

© Daniele Trevisani. Testo estratto dal libro Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore. Con commenti inediti dell’autore.

Da 12 anni ho il privilegio di svolgere, oltre alla formazione aziendale “classica”, una speciale formazione comunicazionale a favore delle Forze Speciali in ambito ONU. Questa esperienza ultradecennale mi ha permesso di osservare alcune peculiarità del loro funzionamento e capire tutti i benefici che ci sono ne portare un certo atteggiamento all’interno di gruppi aziendali, e come farlo. Tradurre l’atteggiamento di Forze Speciali e Forze di Elite all’interno di un’impresa permette di operare su concetti di focalizzazione, monotasking, diversificazione dei ruoli, e chiarezza dei ruoli, in modo eccezionale.

Una grande varietà di Forze Speciali, in senso olistico, intesi come gruppi ad alte performance, diventa tale quando riesce a compiere il salto di qualità che divide un assembramento di persone da un gruppo di persone estremamente motivate.

Il primo fattore a rendere speciale un team è la motivazione e senso di appartenenza, il secondo, l’addestramento continuo, la formazione continua.

Un terzo fattore, è la consapevolezza delle proprie possibilità.

 

Ogni individuo si comporta nella vita come se avesse un’opinione ben definita della sua forza e delle sue possibilità; come se all’inizio di un’azione, si rendesse conto della difficoltà o della facilità di un dato problema: in sintesi come se il suo comportamento dovesse derivare dalle sue opinioni (Adler, op cit, p. 17).

 

Dobbiamo quindi fondere un lavoro molto sottile, come l’immagine che un gruppo ha di se stesso, e una persona ha di se stesso, con un lavoro molto pratico come l’addestramento e la formazione su capacità allenabili. Il tutto confluisce nella ricerca di un vero e proprio “Stile di Vita” (Lifestyle) in cui affrontiamo le nostre paure anziché nasconderci, accettiamo esperienze anche senza la certezza di pieno successo e apprendiamo da esse

Quando una sconfitta non diventa qualcosa che distrugge il nostro senso di valore personale e la nostra personalità, quando elaboriamo un piano di vita che cominci ad avere senso, stiamo imparando atteggiamenti che Adler individua come veramente fondamentale per raggiungere risultati duraturi.

Se predomina il puro timore di un pericolo di sconfitta, se il perdere si confonde malamente con un abbassamento del senso di personalità, si cercherà di scappare dalla situazione. Al contrario, un atteggiamento sano consiste nel fatto di applicarsi, studiarla, allenarsi, lasciarsi allenare, cercare risorse ulteriori, potenziarsi, attivare il fuoco sacro del superare l’ostacolo e andare avanti. Questo è un grande salto di qualità.

Questo è ciò che anima le Forze Speciali, la consapevolezza di poter convivere con l’errore e anzi cercarlo per imparare da esso, e l’inutilità degli orpelli e dei packaging alla propria personalità. Le Forze Speciali si dedicano parecchio alla ricerca di “Lessons Learned” – lezioni apprese dagli errori che accadono e inevitabilmente fanno parte di un ambiente sfidante – e poco alla ricerca di un colpevole umano su cui scaricare tutto.

Se l’ideale di perfezione è una persona che non sbaglia mai, non avremo mai veri leader né veri gruppi, si cercheranno solo vittorie facili e scontate.

Un leader conduce ricerca anche in territori inesplorati, e apprende dagli errori, a volte persino andando a cercare dove sarà il punto di caduta per poi imparare e spostarlo alla prossima occasione un pò in avanti.

Come riferisce Adler, “ogni epoca culturale forma il proprio ideale di perfezione rapportandolo ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti”.[1] Per cui è davvero il caso di confrontarsi con la cultura che ci circonda e “farla uscire”, attivando quello che oggi nella scienza memetica possiamo chiamare uno “smontaggio” della cultura in cui siamo immersi, o in termini informatici, un “reverse engineering”, andare a vedere con quale software siamo stati programmati e poi riprogrammarci con maggiore coscienza.

Questo lavoro è indispensabile per fare nella vita quello che vogliamo noi e non quello che la cultura storica in cui siamo nati ci dice sia bene o male senza il nostro permesso.

Grandi riflessioni sulla vita si devono accompagnare a grande addestramento del corpo e delle facoltà mentali.

Le Forze Speciali addestrano le facoltà mentali continuamente, dall’ingresso sino al grado di comando, e ai più alti gradi, la mente viene posta in condizione di apprendere dall’esperienza. La Formazione e l’addestramento sono continui. Perchè quando si va in una missione dove la vita e la morte si toccano con mano, è bene avere con se una mente lucida. Esiste una certa “spiritualità dell’addestramento” che non è mai visto come una perdita di tempo ma un rafforzamento delle proprie facoltà da cui può dipendere il futuro di altre persone e il proprio, e anche la vita. Nelle aziende, al contrario, la formazione viene da alcuni vissuta come una perdita di tempo, da altri come un male minore, da pochi e dai migliori invece come una leva della propria competitività e di riflesso di quella aziendale e del Paese. Questo non è fattore di poco conto. Come vivi la tua formazione, è un aspetto di come vivi la vita.

Quando parliamo di “addestramento”, non intendiamo l’esecuzione di semplici ordini robotizzati, ma l’interiorizzazione e completa assimilazione dell’azione entro un modo di fare e di essere.

Se non partiamo dal miglioramento di sè e delle proprie capacità, avremmo sempre bisogno di dare istruzioni e ordini, senza mai arrivare al fatto che le persone abbiano la volontà interiore di migliorare e la capacità di dirigere le attenzioni dove serve, arrivando ad una autonomia operativa che toglie il bisogno di essere guidati passo per passo. Il vero salto di qualità in un gruppo si ha quando sia sempre meno bisogno di dare ordini e sempre più coscienza autonoma di cosa è bene fare data la situazione, il contesto, la sfida, il compito, lo stato delle cose.

Una Formazione vera deve passare non solo dai concetti ma entrare nell’azione in cui questi concetti possono essere provati, vissuti, toccati con mano.

Il valore dell’esperienza è assoluto, ma serve l’abilità di apprendere dall’esperienza (la ‘meta-capacità’ di apprendere dall’esperienza): potremmo cadere senza capire mai perché siamo caduti, potremmo stare male senza capire mai perché e come siamo arrivati a stare male, potremmo persino avere dei risultati ottimi senza capire se è stato frutto del caso o di qualche nostra strategia che possiamo replicare e potenziare. Possiamo vivere una vita come alghe mosse dalle correnti senza mai mettere a sistema nel nostro repertorio di comportamenti le modalità vincenti che invece ci appartengono.

 

  • Nelle aziende, possono e devono diventare Team Speciali i team di progetto che vogliono sviluppare idee e concetti d’innovazione, si concentrano su come progettare un futuro veramente migliore dando vita a progetti nuovi, innovazione vera e non solo su carta o per fini pubblicitari e di propaganda, cui segua il nulla;
  • diventano Team Speciali anche le famiglie che decidono di far crescere figli sani, coscienti e forti, in una società che offre loro modelli malati, una sfida per certi versi enorme;
  • sono Forze Speciali i corpi scelti dell’Esercito e altre Forze che operano in ambienti difficili e in missioni critiche, rischiando la vita e con sacrificio;
  • sono Team Speciali, in un concetto esteso, le equipe mediche che effettuano interventi difficili che pochi altri riescono a realizzare;
  • sono Team Speciali i team agonistici e sportivi negli sport estremi, che devono trovare il modo di esplorare ogni angolo del potenziale umano, se vogliono sopravvivere;
  • sono Team Speciali i team sportivi anche in sport ordinari, dove la percezione di quello che si fa diventa sacra;
  • sono Forze Speciali gli operatori che agiscono nelle Centrali Operative, di Sicurezza e Protezione Civile, e devono apprendere l’arte del coordinamento di migliaia di flussi informativi, arrivando a comprendere significati nascosti ai più, per poi trasformarli in decisioni e azioni;
  • sono persone speciali e gruppi speciali alcuni gruppi dediti alla spiritualità o alla religione, in cui si giunge alla trascendenza dei limiti umani e alla connessione con valori sovra-umani, sovra-ordinati, percependo un senso dell’universo che sfugge alle persone comuni. Anche la spiritualità ha proprie forme di leadership.

 

Per essere veri leader serve visione. Ma visione vera, proiettata in un futuro migliore, non solo nel prossimo “trimestre finanziario” come accade troppo spesso nelle aziende.

I governanti pensano a inaugurare garage e centri commerciali, mentre gli scienziati ci dicono che dovremmo preoccuparci di altro.

Da una intervista a Stephen Hawking, astrofisico:

 

Quale sarà il nostro destino come specie, secondo lei?

“Credo che la sopravvivenza della specie umana dipenderà dalla sua capacità di vivere in altri luoghi dell’universo, perché il rischio che un disastro distrugga la Terra è grande. Quindi vorrei suscitare l’interesse pubblico per i voli spaziali. Ho imparato a non guardare troppo in avanti, a concentrarmi sul presente. Ci sono ancora molte altre cose che voglio fare”[2]

 

Chi si preoccupa di qualcosa di più grande di se stesso ha capito il valore della vita. Chi cerca di lasciare un contributo fisico o morale, un lascito che può andare oltre la propria vita individuale, è un vero leader spirituale e morale, gli altri sono solo maschere che abusano di questa parola.

[1] Adler, op cit p 31.

[2] Mario Valenza, 27/09/2015. Intervista a Stephen Hawking: “Il futuro dell’umanità è su un altro pianeta“, Il Giornale.

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© Daniele Trevisani. Testo estratto dal libro Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore

La leadership e il lavoro su di sé

© Daniele Trevisani. Testo estratto dal libro Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore

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Chi aspira a sviluppare una professione con onore, come dirigere con vera leadership, o occuparsi di questioni importanti come la ricerca, le aziende, la medicina, la sicurezza, la scienza, le organizzazioni, le scuole, ovunque, prima deve fare i conti con la propria crescita personale, le proprie capacità e valori.

Bisogna prendere atto del fatto che il nostro carattere determina larga parte della nostra modalità comunicativa, lo stile di leadership, le decisioni.

Bisogna essere abbastanza umili per capire che il nostro carattere non è qualche cosa di inviolabile ma anzi lavorarvi è un atto sacro. È utile cercare di capire su quali tratti possiamo lavorare. È un atto sacro anche l’azione e il tentativo che mettiamo in atto per migliorarci, al di là che ci riusciamo o meno, o che ci riusciamo subito o dopo un periodo di tempo. Spesso il miglioramento richiede un percorso, e non un singolo atto.

Spesso il miglioramento richiede un percorso, e non un singolo atto. Chi affronta un percorso di miglioramento personale è sempre una persona coraggiosa. Ha il coraggio delle emozioni, ha deciso di guardarsi dentro, scoprire le alchimie della formula arcana in cui è inserito, capire come funziona il proprio ingranaggio interiore, e cambiarsi in meglio (Trevisani 2015).

Vogliamo migliorarci per essere sempre di più noi stessi nel nostro pieno potenziale e non persone che si nascondono dietro a scuse come “sono fatto così, che cosa vuoi farci?”.

Lavorare sul proprio carattere per migliorarsi significa ascoltare i propri valori senza rifiutarli, ma anche avere l’umiltà di pensare “posso sempre fare passi in avanti nel mio processo di miglioramento personale”. Chi non accetta questa visione potrebbe pensare di sé “sono il migliore, perché lo dico io”. Questa è sostanzialmente una forma di nevrosi.

Alexander Lowen (1982) ci mette in guardia chiaramente sui rischi che le nevrosi generano nelle persone. Prima di tutto, non saper imparare dal­l’esperienza.

Si dice che le persone imparino dal­l’esperienza, e in generale questo è vero: l’esperienza è il migliore e, forse, l’unico vero maestro.

Ma questa regola non sembra potersi applicare al campo della nevrosi. La persona non impara dal­l’esperienza ma ripete continuamente lo stesso comportamento distruttivo.

Aprirsi a capire prima di tutto “che cosa vorrei migliorare di me” è un grande processo di focusing[1], una focalizzazione consacrata, importante.

Fare focusing significa andare alla ricerca di chi siamo e come comunichiamo, che cosa sentiamo dentro di noi, e come questo si trasferisce al­l’esterno di noi.

Significa quindi andare alla ricerca di un manoscritto unico, un testo nascosto, che non è di facile accesso e si trova solo nel­l’esplorazione attenta e profonda. Questa esplorazione può essere appresa in appositi corsi, può essere potenziata quando guidata da professionisti esterni, ma al di là della tecnica richiede sempre e comunque una grande voglia di scoprire il massimo del proprio potenziale umano possibile.

Per lavorare sul carattere occorre un contributo esterno, che sia coaching, counseling o formazione esperienziale, pratica, confronto, feedback, motivazione alla voglia di migliorarsi.

Alexander Lowen (1982), sviluppatore della Bioenergetica, ci ricorda un fatto importante:

Il carattere determina il fato.

Per carattere si intende il modo di essere o di comportarsi tipico, abituale o “caratteristico” di una persona.

Definisce un insieme di risposte fisse, buone o cattive, indipendenti dai processi mentali coscienti.

Non possiamo cambiare il nostro carattere con un’azione cosciente, perché non è soggetto alla nostra volontà.

Di solito non siamo neppure coscienti del nostro carattere, perché diventa per noi come una “seconda natura”.

Avere voglia di capire i nostri limiti e opportunità, forze e debolezze, non ha niente a che fare con la ricerca di qualche forma di “patologia” mentale, non è un atto medico, conoscersi a fondo non è un percorso clinico ma anzi, diventerà operazione di scoperta quotidiana, operazione che ci porta alla scoperta della “cultura” che ci circola dentro, l’insieme di regole che usiamo inconsciamente nel nostro comportamento quotidiano.

Questo permette di tenere alla larga gli stati mentali negativi che rischiano di farci ammalare o di farci agire in modo automatico e senza il nostro consenso.

[1] Per la metodologia del focusing, vedi i testi di Gendlin (in particolare 2002); inoltre: Campbell e McMahon (2001); Elliot, Watson, Goldman e Greenberg (2007); Weiser Cornell (2007); Welwood (1994).

© Daniele Trevisani. Testo estratto dal libro Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore

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“Communication for Leadership: Coaching Leadership Skills”. New book from Daniele Trevisani, on Amazon, in English only

copertina Communication for Leadership

Book page: https://www.amazon.com/dp/B01H3S2UR2/

The Alchemist. Going beyond destiny: How Leaders can change their Mind, Body and Communication

People who practice disciplines as Martial Arts, Athletics, Yoga, Meditation, and several others, often have the perception that something is changing inside them. The system changes, attention increases, the mind and the body work differently.

The same holds true for practices that increase communication ability, such as Theatre and acting courses, public speaking training, communication training and leadership coaching, when the teaching becomes not just reading or listenging some speaker”, but gets to the level of action.

Real coaching requires action. An approach to communication skills coaching cannot be limited to theories. It becomes really effective when it reaches the level of “doing”, practicing, getting feedback, improving step by step.

The goal of good communicational coaching for leadership is an inner change, not just a change in external behaviors.

Inner change is a sensation that people start feeling after some “focusing” practice, an internal voice of change that is much deeper and subtle than a clear but external superficial sensation.

Improving communication skills for leadership is not a “5 minutes fast and easy recipe”, it is a deep inner evolution; it is a process that evolves, session after session. It requires trial and errors, courage, emotions. It affects both the external and observable communication patterns, but incredibly, also the body.

A real leader considers his/her body a sacred place, a tool for bringing his/her voice out of the brain and share it in teams and organizations, or listen to them, the foundation for action, and even the ground for personality.

Until now, the sensation of perceiving inner change, has remained a shadow-sensation relegated to some practicioners when confronted with their insights and self-reasoning. Our approach wishes to widen the scope of this “insight” and bring it to every leader.

Insight has to to do with “seeing”, seeing internally.

Any sight that is obscured by dirty lenses is useless, and can be even misleading and bring leaders to wrong judgements and distorted, low-power communication patterns.

Perception skills can be improved and amplified.

Dr. Daniele Trevisani http://www.danieletrevisani.com

 

 

Semiotics as a new form of Leadership Modeling

From the book:

Semiotics for Leaders. Symbols, Meanings, Power & Communication: The Quest for Deep Meanings, New Leadership Styles, Energies and Behaviors

by Dr. Daniele Trevisani

“People travel to wonder
at the height of the mountains,
at the huge waves of the seas,
at the long course of the rivers,
at the vast compass of the ocean,
at the circular motion of the stars,
and yet they pass by themselves
without wondering ”

St. Augustine of Hippo

Abstract
Semiotics, the science of meaning, codes and communication, is an extremely powerful tool that can help leaders to be ore effective by acquiring the most profound side of leadership: the building of sense, purpose, and vision, inspiration for the Self and for entire groups.

leadership concept map
In Semiotics, Leadership can be analyzed in two very different ways:

  1.  “Denotative Analysis” (or “Denotation”): examination of behaviors, communications, acts, relational styles, the external forms or “signs” used by leaders to build and convey their leadership, reinforce it, or simply “act” as leaders (clothing and dress codes, verbal style, non verbal style, the type of car, the painting on the wall, even the location chosen for a meeting, and literally anything that can become a “sign” of a personal way of interpreting leadership);
  2. “Connotative Analysis” (or “Connotation”): the personal interpretation of a sign, the internal representation of meaning, the “story” behind perceivable traits, the evaluation of behaviors as “good”/”bad”, of tasks as “easy”/”difficult”, of people as “active”/”passive”, and any other evaluation.

Denotative Analysis should be as much as possible “objective”, non-judgmental, descriptive, sensorial, refer to perceived signs without any attempt to judge it, while Connotation, on the contrary, is and must be the judgmental side, seeking to extract the “sense” of any sign, evaluate it, confront its essence with values, beliefs, and even personal norms.
The work I conducted during 30 years of research and practice identifies the 6 main “vectors” that leaders use in generating both their internal world-views and their external communication.
The Exa-Leadership models derives its name from the word Six (Exa) in Greek language. In this model, Leadership is a holistic spectrum that can arise from:

  1. higher levels of attribution of meaning to physical power, which produces external communication signs or “power display”, acts, behaviors, or symbols used to display power and control others, show force superiority, ability to generate fear, and seek group-member’s need for a powerful group protector or Alpha Leader (Primal Leadership),
  2. attribution of meaning connected to the display of superior mental energies, superior motivational forces, being energetic and smart, motivated and mentally tough, an attitude perceivable in communication and behaviors, such as lack of fear, display of courage, determination, resistance and resilience, lack of anxiety, drive to action (Psychoenergetic Leadership),
  3. higher meanings attributing to managing the overall picture, showing a high level of skills across very different areas and fields of knowledge (Macro-Leadership),
  4. higher meanings attributed to being extremely good in highly specialized tasks, without need to getting the whole picture (Micro-Leadership),
  5. higher meaning attributed to display power and ability in managing the perfect execution of a task (Project Leadership), and
  6. higher level of meanings attributed to values, wisdom, and spirituality (Spiritual Leadership).

primal leadership power profile
Any company places expectations and very often lots of money on shaping public opinion’s views about how it wishes to be perceived.
Perception Engineering is really the effort of shaping and manipulating perceptions by scientifically placing and choosing the right “Signs” that can convey the right “Perception” in a given target audience, or change it strategically.
Any Leader and any company derives its specific Leadership Style and Behaviors from a unique mix of one or more of the six factors.
The “Power Profile” that emerges shows graphically the type of Leadership style.

Primal Leadership has to to with our animal side, the most basic instincts of survival, sex, reproduction, food, defence and attack, which require strength and fighting.
The external signs of this leadership attitude are everywhere and depict a historic stage of humanity where the animal side of humans is still the grounding force of external communication acts, even in the business environment, despite any tie or effort to acquire a higher status as “enlighted” species.
This can be the seen clearly in how western sports (as Soccer or Football, Volley or Basket) still contain a very high dose of combat and aggressiveness. Even more, combat sports, as seen in western MMA (Mixed Martial Arts) adopt a “Primal Style” of Martial Arts: external signs are filled with strong bodies, tatoos, and muscularity, behaviors as confrontation, aggression, and visually, lots of blood. For those who adopt this view, if there is not enough blood, the fight has not been good enough. Instead of showing the deep respect of the adversary in the pre-match confrontation, athletes are expected to practice “trash talk”, offend each other, show disrespect, and “fire up” the atmosphere, very likely to enhance viewer’s smell for blood. Everything is loud, from the music to the public screaming and the level of aggressiveness.
This is a completely different way of interpreting the meaning of the word “Martial Art” if we confront it with oriental cultures and practices, such as in Karate, Judo, Aikido, Wushu, Taekwondo, and many others, where the “Signs” use are much more clean, minimal, there is no unneeded aggressiveness whatsoever except for the focused action, participants are expected to behave with great composure and respect, atmosphere is permeated by mystical forces, deep inner strength, search for spirituality, no need for excessive external strengths display. The enphasis is on the search for inner energy (the “Chi”, “Ki” “Qi”) that needs no external demonstration, even when Martial Arts (as for Samurai or Ninja warriors) became a matter of life and death.
The same distinction holds true for Leadership Style. We can have an “externally powerful” Rambo-like leadership style, based on show of power, aggressiveness, status symbols like huge cars, building, private airplanes, behaviors of “boldness” and power, or a “Chi-based” style of leadership emphasizing inner strengths, based on remaining humble and internally powerful without any need to “overshow”.
These two distinct styles can be analyzed deeply by means of Denotative Analysis (what external and perceivable signs and behaviors leaders use) and Connotation Analysis (what meaning are conveyd by specific signs and behaviors). So, the Tao symbol becomes not only a graphical display, but the symbol of an entire worldview of the search for harmony and inner energies. And on the contrary, a “Death Skull” symbol becomes the sign of bravery, the lack of fear and love for fight. A storm can be used to visually “suck” the meanings associated to rapidiy, flash action, power and devastating energies.

tao flash skull symbols

The choice of any symbol will denote not only a graphical choice, but the appreciation or belonging of the individual to an entire world-view.
Semiotics is not just visual, it is poli-sensorial. The way you shake hands can convey meanings (gentle, strong, or agitated), what you eat and the way you eat it, even the way you walk and your posture.
The same holds true for the choice of a manger of a specific dress-code, the verbal and nonverbal signs used, the parfume he/she will use, the place where he/she will want to set the next meeting or the painting on the walls.
The Exa-leadership model attempts to grasp which variable is most active in a leadership style, and what generates strong leadership as opposed to weak leadership.

by Dr. Daniele Trevisani

 

Energy and Awareness: A new form of Inspirational Leadership

Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)

Energy and Awareness: A new form of Insiprational Leadership

When you are inspired by someone, very probably you see a special energy shining from that person, and a form of awareness: the clear sign that the person is understanding “what is going on”.

This double presence is a highly valuebe form of Leadership, and when these two forces join, it becomes a Leadership masterpiece.

For any artistic masterpiece, a special energy and knowledge is needed.

As seen in this semantic map, energy is linked to vitally, to vigor, it can take form of physical states as muscularity, it can a scientific concept connected to the laws of thermodynamics (as free energy in a system) up to becoming a state of mind as “vitality”.

energy

Leadership regards inspiration. The artist needs inspiration, tools, know-how, the wish to express a thought, spread a message, or fulfill a dream. The ability to inspire people is of the uttermost importance in today’s societies, that seem so empty in spiritual values, up to the point that we see higher suicidal rates in richer countries than in very poor countries.

Firms without inspiration are like empty souls, walls and computers surrounded by nothing. Athletes without inspiration will find any training boring, and will soon give up. Leaders unable to inspire are not providing real energy.

From the following semantic map, we see a very interesting connection with the spiritual side of inspiration, something seen as almost a divine guidance, intangible skills as intuition, and tangible acts such as inhaling, breathing in, the intake of air. This is not a casual correlation, but a real strong connection between what inspiration is on the “material” side and the immaterial act of inspiring energies. To be inspired, we must (metaphorically) breathe, inhale values, good beliefs, hunger for justice, hunger for results.

inspiration

The same need for “fresh air” is true about the art of bringing Humans to shine at their full potential, or teams and organizations to work at their best.

Over 30 years of research combined with practical work on clients, brought the necessary knowledge and experience to highlight which are the six “main vectors”, the key-variables, or “core-cells” that contain the energy storage necessary for winning this challenge for life.

The Exa-Leadership model owes its name from the Greek word for “six” (Exa) and is also a tribute to the enormous heritage that Greek and Latin culture generated for western civilizations.

Leadership and self-leadership are like driving. Driving requires direction, a destination, but if you try to climb a steep path, you will also need a strong engine. Empowering our internal engine is our mission.

This freedom comes from knowledge of how your human system works, from the ability to recognize lies that have been told you on what your limitations are, how permanent they can be, what you cannot achieve, and start instead to become a researcher of truth and knowledge.

Semiotics is the science of coding and decoding, the search for meanings, the search for “truth” and definition of hypothesis.

We are the very first targets of our individual battle, the battle for decoding what values have been instilled in us by education and society, family and friends, and start seeing how we use those values in leading people and projects.

And when we see that some value is really a fake value, or simply is not more what we believe in, we must have the courage to throw it out of us.

VERITAS vows liberality

The truth shall make you free

This is true for the Self, and also for Organizations, since humans are the living engine of every organization.

As for any fuel-cell, our work aims at helping people to find the right fuel (input) before asking the machine to perform hard tasks (output).

For those who know what anxiety and depression is, how it makes you feel, how it blocks your future, and makes your present a nightmare, it is important to know that not only something, but a lot, can be done.

We need to fix a few things in our internal engine. By knowing how our human machine works, we will be able to set free its potential, we will be able to detect what stops a healthy “breathing” of the engine, to open the flow of air that is needed, and to restart our trip in even better shape.

For people who feel already well, and are looking for their best performances, the work on Human Potential is also essential. Before jumping into action we need to fine-tune the engine, and if you are going to race amongst giants probably you will have to do much more than a fine-tuning. You will have to fully empower your engine.

Fixing things is not enough. We look for the form of Art that can emerge from any human that achieves his/her potential, Art in a very broad sense, since a father or a mother can be Artists in their role, a teacher can be Artist in his/her role, Sports Athletes and even Managers can become Artists in the way they build a better future.

Perceivable human performances are just the external outcome. Optimal inner functioning and well-being is the real internal victory.

The aim of art is to represent not the outward appearance of things, but their inward significance.

Aristotle
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Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)

How many energies do we really have? Our Way towards “Powerfulness”

Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)

Knowing how many energies we really have, opposed to an out-of-focus picture or distorted perception, is a precious piece of information.
To learn that, we have to acquire new special skills, the skills of “self-focusing”, installing a “mental radar” that scans our deepest “signs” of internal energies, and their flow.
Semiotics therefore is not only a science for external signs, but also a discipline for self-listening and self-improvement.
The “Psychophysiological Flow”, as Ikemi points out, is a concept created by Carl Rogers, founder of the Humanistic Psychology approach, to describe the ‘sensory and visceral experiences’, or the flow of internal sensations that the individual can perceive, experiences that are sometimes aware and sometimes denied from awareness.
We often do not see the signs of stress that our body is giving us. We do not see the level of energies in people around us. We do not perceive the active values in others, they mental maps, despite the many “signs” that we could learn to perceive and interpret.
One of these experiences, in our approach, is the ability to read our “potential energy” as opposed to “supposed energy”. Our perception is distorted by so many external messages on what we can do and we cannot do, that we stop listening to what our soul wishes for us.
Rogers stated that there is an ongoing flow of experiencing inside every human being and that the ability to connect with this flow (become aware of it) and to provide correct labels for the perceived sensations and emotions (process called by Eugene Gendlin “Referencing”) has a direct impact on emotional wellness. A person can turn to it and discover meaning from those experiences.
He also articulates the relationship between words and this flow of experiencing which can be used as a ‘referent’. Matching words and the referent ‘encourages a further flow of the experiencing’ .
As this semiotic map shows, the search for power is a search for potency, effectiveness and strength, but also an opposition to a miserable state of “powerlessness” that ruins so many lives and organizations when faced with really sever challenges.

For this analysis it is important to introduce a new concept: “powerfulness”, the deep sense of being and feeling powerful when confronting our hopes and lifes challenges, feeling a powerful to overcome obstacles, and training every single day to improve our own inner power.

powerfulness
The search for Human Performance has to be connected to higher values, a fight against impotence, powerlessness, conditions of poverty, misery, suffered. In this sense leadership achieves a strong and solid emotional meaning for those who engage in this search and strong ethical values.
The tasks we are able to perform in life, are really deeply linked to the energy level we are able to access and generate.
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Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)

The conceptual network of Human Power

Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)

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The conceptual network of Human Power

Power is the capacity of reaching a goal or get something done.

Reaching a goal, heading towards a vision or fulfilling a task requires energy. One of the highest skills of leaders is that of activating people’s power and energies towards a goal. To activate means to put those energies into a flow, a flow that can build or destroy almost anything.

Power to act and to generate changes makes the difference between life and death. Think of how important leadership can be in managing a fire brigade team, or coordinate a rescue team, and you will find easily how leaders need not only external signs of leadership (e.g. uniforms) but really internal set of tools and values that make them special people.

Several “semantic maps” (a Semiotic tools) will be used to show the meaning connections among hot topics of leadership.

As this first semantic map shows, ability and power are closely connected to skills acquirement, to mental faculties, to knowledge, and leadership.

map 01

This map shows connections among concept from WordNet® an official database from Princeton University[1].

Given this complexity a working model that deals with the ambition of helping humans in reaching their full potential in leadership should really be holistic and pragmatic.

  • Holistic (in this approach) has the sense of encompassing the large variety of disciplines that enter the field of real leadership, such as management science, biology, psychology, linguistics, communication, neuroscience, and several others.
  • Pragmatic” in our view, means “practical”, focused on “what works”, what can be useful, centered on the real-life possibilities of applications and the will of finding really working paths of improvement.

A holistic/pragmatic approach to Human Potential does not make a clear line between pathological conditions and “normal” condition, sick or fit, white or black, but considers instead any human as a “system” whose energies can vary along a continuum, a system whose possibilities can unfold given proper stimuli, starting from any condition and state.

The holistic/pragmatic approach therefore becomes useful both for counseling interventions and for coaching, for research purpose and for management of HR interventions, for sports athletes and for high performance teams in any field.

There is no limitations to what can be achieved by a good work on Human Factor, since wherever we have a Human Being, any form of improvement will be possible given the right will and the right knowledge.

Knowing how humans function enables almost everything.

Ipsa scientia potestas est

Knowledge itself is power.

The clinical area is not marginal. It also concern the psychosomatic improvement, the mental condition, or the advanced frontiers of human understanding.

A solid work on Human Potential, Performance and Leadership must comprise the Mental State in which humans work, as well as that mental state is the right one for the goal, and how to improve it. It must also include a strong foundation, teaching values and forcing them to be appliedby leaders into everyday behaviors and everyday decisions.

[1] George A. Miller (1995). WordNet: A Lexical Database for English. Communications of the ACM Vol. 38, No. 11: 39-41. Christiane Fellbaum (1998, ed.) WordNet: An Electronic Lexical Database. Cambridge, MA: MIT Press.
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Semiotics for Leadership book cover thumb© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)