“Il Potenziale Umano” e “Psicologia di Marketing e Comunicazione” entrambi bestseller di categoria. Cosa li accomuna e perchè.

Due dei libri pubblicati, “Il Potenziale Umano” e “Psicologia di Marketing e Comunicazione” hanno raggiunto e spesso raggiungono, con leggere varianze temporali, la posizione di bestseller di categoria su IBS, il portale di riferimento dell’editoria Italiana.

Qui le schermate per fugare ogni dubbio (ricordando che la posizione di bestseller raggiunta non viene mai mantenuta per sempre, perchè altri libri a loro volta possono subentrare. In ogni caso, esserci arrivato, è essere saliti su un podio e gratifica i grandi sforzi che ci sono dietro)

Alla data della fotografia della schermata (08-02-2018, ma ricorre anche in molti risultati recenti) risulta 1°nella classifica Bestseller di IBS Libri – Educazione e formazione – Orientamento professionale – Formazione industriale e professionale.

Il risultato di “Psicologia di Marketing e Comunicazione” riguarda la categoria Economia e diritto . Management – Comunicazioni e presentazioni negli affari, alla data del 20/06/2018. Non è raro trovarlo anche contemporaneamente primo o secondo nella categoria – Società, politica e comunicazione – Studi interdisciplinari – Studi sulla comunicazione.

Un esame dei fattori che li accomuna e di ciò che li divide. Cosa e come ne ha reso possibile il successo editoriale

Partiamo subito dal cosa li divide nettamente: il tema trattato. Cosa li unisce: un approccio scientifico (attento a rimanere assolutamente alla portata di ogni lettore) e la serietà di fondo con cui viene trattato ciascun tema, evitando accuratamente di offrire “soluzioni rapide facili e magiche” come fa tantissima altra letteratura, ma anzi un grande lavoro di ricerca sulle fonti, su libri, e sperimentazione sul campo.

  • In Psicologia di Marketing e Comunicazione il tema centrale è l’individuo che acquista (consumer behavior) da un lato, e dall’altro, l’impresa che genera valore e lo comunica, che sviluppa prodotti, li distribuisce, li promuove, ad un certo prezzo. Siamo quindi in un terreno aziendale, anche se il volume per esperienza è stato utile anche in corsi sul Consumo Consapevole, tema che tratta l’incremento dello stato di coscienza di chi compra, e l’uscita dalla “trance di acquisto” che spesso porta a decisioni a dire poco irrazionali o dannose. Il metodo di riferimento del testo è ALM (Action Line Management), trattato in 5 interi libri nel suo complesso.
  • In “Il Potenziale Umano” il focus è la Persona, Persona con la P maiuscola, in quanto vista come creatura in grado di autorealizzarsi e compiere enormi passi avanti dal punto di vista evolutivo, se solo riesce, con l’aiuto di input giusti, ad aumentare il proprio livello di auto-consapevolezza. E’ un libro che si indirizza quindi all’area Risorse Umane, Formazione, Coaching e Counseling. Il libro si articola attorno a 6 gradi punti chiave della Persona: le sue energie fisiche (area bioenergetica), le sue energie mentali (area psicoenergetica), le sue microcompetenze, le sue macro-conoscenze, la sua progettualità, i suoi valori e spiritualità. Il metodo di riferimento del testo è HPM (Human Potential Modeling), articolato in oltre 6 pubblicazioni.

I fattori chiave che rendono possibile il successo di un testo, nella mia esperienza.

Elenco i fattori di condivisione che si possono trovare, nelle loro diverse declinazioni, in entrambi i due casi di Bestsellers. Entreremo per ciascuno in dettaglio

  1. Comsits (Communication Situations)
  2. L’analisi dei Frame Comunicativi
  3. Intelligenza Emotiva e Comunicazione
  4. Le strategie di acquisizione delle abilità per fare delle emozioni i nostri alleati sul lavoro
  5. Contatto emotivo, osservazione, rilevazione, comunicazione
  6. Le emozioni nelle situazioni di conflitto e in quelle di cooperazione (communication situations – comsits)
  7. Emozioni e Neuroscienze. Capire le basi che ci governano e apprendere il “fare” operativo

 

Comsits (Communication Situations)

Ogni nostro contatto con ciò che comprende il mondo esterno, dal punto di vista relazionale, è inquadrabile come “situazione comunicativa”.

Guardare una vetrina con un compagno o compagna è una situazione comunicativa. Chi crea la vetrina può essere più o meno consapevole del proprio valore e del valore del porsi nell’ottica del cliente. Negoziare con un cliente o un fornitore è una situazione comunicativa. Discutere sul senso di una frase è una situazione comunicativa. Ma anche guardare assieme un tramonto, diventa situazione comunicativa in quanto entrambi sono consci della presenza dell’altro o degli altri, e la comunicazione non verbale fa da connessione.

Ma qual’è allora il problema? Il problema è non accorgersi che si è entrati in una certa situazione comunicativa (Comsit) e pensare di essere altrove. Quando una negoziazione sembra chiusa, ma la controparte rilancia dicendo “dovremmo riguardare un attimino i costi se non vi dispiace”, ecco il tuffo di nuovo, entro la Comsit “Negoziazione”.

Parcheggiare, il modo con cui si parcheggia, la disinvoltura nella guida, la padronanza dell’auto, o il fatto di buttare fuori dal finestrino una gomma da masticare, non sono solo ciò che sembrano. Fanno parte della Comsit “Presentazione del Self” all’altra persona che è li con noi. Le stupidaggini più grandi avvengono in genere quando non si sa che altri stanno guardando o percependo, o non ci si rende conto che il proprio comportamento è una “antenna emittente” che emette segnali atti ad essere interpretati, in modo corretto o distorto, da chi li recepisce, consciamente o inconsciamente, volontariamente o involontariamente.

E’ una Comsit anche una telefonata, e se siamo in azienda, ogni telefonata potrebbe essere occasione di vendita, o di creazione di fiducia, persino se chi ci chiama è giù cliente, perchè in fin dei conti, si sta trasmettendo un’identità sempre, che lo si voglia o meno.

All’interno di ogni conversazione umana, si creano delle Comsit. Sono Comsit lo “sproloquio liberatorio”, la “chiacchiera da bar”, la “confessione”, il “rapido saluto”, la situazione “attaccante vs. difensore” (chi attacca e chi si difende nel dialogo), e ogni altra situazione di interazione umana. In psicologia di marketing e comunicazione, questo viene declinato come consapevolezze aziendali, mentre ne “Il Potenziale Umano” ci si chiede quali siano le nostre Comsit prevalenti, quando e quanto siamo in grado di gestirle, di padroneggiarle, anzichè diventarne vittime inconsapevoli.

Il “tracciato degli stati conversazionali” esposto in Negoziazione Interculturale contiene diversi tipi di “andamento delle Comsit”, veri e propri “cambi di registro comunicativo”, di cui si deve essere consapevoli.

L’analisi dei Frame o “Frame Analysis”

La Frame Analysis, sviluppata da Erving Goffman, mette l’accento su quando e come si “aprono” le situazioni sociali e quando e come si chiudono, e sul grado di consapevolezza di essere o meno all’interno di un frame.

Un esempio per tutti. Potremmo avere avuto dei motivi di arrabbiatura, dei contrasti sul lavoro, delle amarezze, delle delusioni, poi uscire dal lavoro ed entrare in palestra con questa ruminazione mentale di sottofondo, che ci segue. Se va male, ci seguirà nello spogliatoio e persino mentre facciamo gli esercizi. Gli esercizi verranno ovviamente male, e il rischio di farsi dei traumi magari stupidi sarà altrettanto alto, non avendo una buona connessione mente-muscolo in atto.

In “Psicologia di Marketing e Comunicazione” si esaminano i Frame che vive il cliente. In “Il Potenziale Umano” si esaminano i frame che vive la persona durante la giornata e nelle sue fasi di vita. Ma la base, il metodo, è identico.

Nel metodo HPM sviluppato ne “Il Potenziale Umano”, l’analisi dei Frame vuole portare la “presenza mentale” in ogni singolo frame. Mangiare mentre mangiamo. Lavorare mentre lavoriamo. E quando siamo in palestra, essere in palestra con tutto il corpo e tutta la mente. In ogni attività, esserci con tutto il corpo e tutta la mente, e accorgersi delle “invasioni di campo”, saperle stoppare, è una grande arte da apprendere, una vera e propria competenza umana da studiare.

L’analisi dei Frame è utile anche in azienda, per capire quali sono i Frame di contatto con cui il cliente viene a contatto di parti dell’azienda, siano esse esseri umani, edifici, macchinari, o postazioni di lavoro. Cosa comunicano quei Frame, quando succede un cambio di Frame, e che impatto avranno i vari frame sulla percezione complessiva.

La coscienza dell’apertura e chiusura di un frame. Scrivo una lettera ad un mio cliente importante. O potrebbe essere una lettera d’amore, poco cambia. Come funzionano le mie emozioni mentre il foglio è ancora bianco? Riesco a fare un “momento di stacco prima” ed entrare nel Frame ripulito da emozioni di fondo e rumori mentali di fondo. Come cambiano le emozioni entro il frame stesso? E quando faccio una pausa, riesco a fare una pausa che non mi distragga dal vero frame e “mi porti via” con la testa? E quando finisco, come faccio a “raffreddare le emozioni” di quel frame prima di passare ad un altra fase della giornata?

In “Psicologia di Marketing e Comunicazione”ci si chiede come costruire dei Frame Esperienziali per il cliente che portino alla Customer Satisfaction Totale, la totale soddisfazione del cliente. Ne “Il Potenziale Umano” si esamina il tema di quali Frame attivare per arrivare alla Life Satisfaction, la vita di cui sei soddisfatto, sino alla Day Satisfaction, la giornata di cui vai fiero e di cui sei felice, e soprattutto quello che TU puoi fare al di la di quanto accade fuori da te. Obiettivi diversi, metodi comuni.

Copyright Daniele Trevisani

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