Il Potenziale Umano nei bambini. Dare spazio alle vocazioni e sostenere le potenzialità. Dal ruolo del genitore al potere personale. 3 casi di studio

Il Potenziale Umano nei bambini. Perchè è importante per i genitori sostenerlo e non abbandonarli ai soli videogiochi

Esponiamo 3 casi in cui bambini in tenera età, 8-9 anni, compiono azioni che lasciano sbalorditi. E non si tratta di “vincere”, ma di “essere”. In tutti e 3 i casi, si nota la presenza supportiva e coesa di entrambi i genitori. Come dire, se non c’è dissonanza tra la coppia genitoriale, se entrambi sostengono e supportano moralmente, i figli possono fare cose incredibili.

Il primo caso: Bailey: 8 anni, con una paralisi cerebrale, finisce il Triathlon e dimostra a tutti di essere un grande, immenso uomo

Bailey Matthews, da a Worksop, nella contea inglese di Nottingham, ha voluto sfidare la sua malattia e si è iscritto a una gara di triathlon, il Castle Howard Triathlon nel North Yorkshire, 2015 (100 metri di nuoto, 4 km di bicicletta, 1.3 di corsa): Bailey da anni vuole mettersi alla prova,  suo padre Jonathan, un uomo speciale, lo ha motivato a non cedere alla sua condizione e ad allenarsi, sempre vicino a lui. Un grande Uomo per un grande bambino.

Non commiseriamolo per le sue cadute vicino al traguardo, gioiamo per la sua voglia di rialzarsi, sempre. Un esempio, un grande esempio, sia per chi è sfortunato, ma anche e soprattutto per chi è stato più fisicamente fortunato, ma a volte nella vita si sente a terra. Questo bambino sta dando una lezione a tutti.

Come vedrete nell’articolo di seguito, avrà probabilmente ricevuto tanti messaggi, motivazionali e de-motivazionali. Alcuni gli avranno detto “ma scherzi, vuoi fare un triatholon, tu?” e altri gli avranno detto “possiamo allenarci e provarci, il solo fatto di allenarsi e provarci vale tantissimo, la tua vittoria è esistere, il solo il semplice fatto di esserci e divertirti”. Bailey evidentemente ha ascoltato il secondo, e certamente i messaggi genitoriali lo hanno sostenuto.

Il secondo caso, 8 anni come Bailey, giovanissma pugile russa in grado di tirare 100 colpi al minuto. Anche in questo caso, notiamo il fortissimo sostegno del padre, che diventa un padre allenatore, e la gioia dei bambini nel fare questo sport come gioco, molto meno pericoloso che stare tutto il giorno a giocare con la Playstation, di sicuro, e molto meno pericoloso di tanti altri sport di contatto.

 

Il terzo caso, Almira, Olandese, 9 anni, che si presenta a Holland Got Talent e tra i sottili sbeffeggiamenti iniziali della giuria, quando dichiara di essere li per cantare un’Opera (O Mio Babbino Caro), distrugge la giuria e il pubblico con una performance assoluta, da vera professionista, cosa che poi di fatto diventerà anni dopo. Anche in questo caso, sullo sfondo, il padre, la madre e il fratello, a sostenerla.

In omaggio a questi Guerrieri della vita, un estratto da Self Power, che trovo pertinente

Saper leggere le risorse mentali vere di cui disponiamo

Viviamo in un mondo limitato. O almeno così pensiamo. Ogni volta che valutiamo se inseguire o meno un sogno, o lasciarlo andare per sempre, scatta una valutazione – ampiamente inconscia – sulle risorse mentali di cui disponiamo, sul nostro stato personale.

Le energie personali sono risorse che il soggetto possiede. Risorse interiori, non monetarie. Può esistere un forte divario tra le risorse che uno sente di avere (risorse percepite) e le risorse realmente disponibili se sviluppiamo la capacità di accedervi (risorse latenti).

Quando le due diverse “letture” non sono coincidenti, possono accadere diversi problemi, tra cui (1) la sottovalutazione delle proprie risorse, sentire di avere meno energie e competenze di quante se ne abbiano veramente, e (2) la iper-valutazione delle proprie risorse: contare su energie e competenze che in realtà non possediamo. Ne deriva il seguente principio:

Principio 3 – Consapevolezza degli stati personali

Le performance possono essere aumentate quando:

  • l’individuo è in grado di conoscere con estrema precisione lo stato delle proprie energie e risorse mentali accessibili e sa quali sono quelle latenti e allenabili;
  • sulla base dell’analisi, vengono prese coerentemente le decisioni connesse su dove dirigersi per il proprio miglioramento.

Le performance diminuiscono o vengono messe a rischio da:

  • errori di sottovalutazione del proprio potenziale (self-reduction);
  • errori di ingigantimento mentale della sfida, con distorsione cognitiva della sua immagine e portata;
  • errori di valutazione delle proprie risorse e/o sottovalutazione della sfida, che provocano un disastro nel contatto con la realtà.

 

La presa di coscienza sul fatto che ciascuno di noi ha risorse bloccate è un passaggio importante. È indispensabile per far nascere la voglia di migliorare e coltivare il meglio di se stessi, qualsiasi sia il livello di partenza.

Il Potere della Comunicazione su di te e sugli altri

La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:

1 – messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei “messaggi che ti colpiscono”, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?

2 – messaggi in uscita: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all’azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?

 

1.2.1.         Il potere dei messaggi degli altri su di te

In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:

…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .

Un altro messaggio invece recita:

E’ inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.

Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco al secondo?

È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.

Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgogliuo: “adesso ti faccio vedere io…” Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.

La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.

Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?

 

“Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E’ meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l’ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore”.
(Paulo Coelho)[1]

 

Il “Potere della Comunicazione“, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.

Credo che questa cosa sfugga a tanti.

E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del “filtro” –  cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no – ne saremo sempre vittime inconsapevoli.

Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.

Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.

Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.

[1] Ringrazio la dott.ssa Mariacristina Caccia, giornalista e formatrice, per il contributo nell’individuazione di questa preziosa citazione.

________________

© Da Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, Franco Angeli editore, Milano, di Daniele Trevisani

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