Coltivare e proteggere il nido interiore

Daniele Trevisani Formazione, Coaching e Counseling d’Impresa

Dirigere le nostre evoluzioni da dentro. Il lavoro sul “nido interiore”

Copyright Daniele Trevisani, dal libro Psicologia della Libertà (ed. Mediterranee)

La natura fa enormi sforzi per trasmettere i propri geni. Un uccello che costruisce un nido sta letteralmente “spendendo”, e la sua moneta è il tempo e l’energia impiegata. Ma impiegata per cosa, ci chiederemo? Per se stesso? No, per le future generazioni, per i suoi piccoli in arrivo.

Forse tutte le nostre complicazioni mentali umane si potrebbero semplificare, se solo pensassimo che quando lavoriamo al nostro “nido interiore” lo stiamo facendo anche per le generazioni a venire.

Il nostro “nido interiore” è la nostra capacità di fare spazio ad un’idea buona, ad una relazione buona, ad una persona buona. È un nido, non fisico, ma altrettanto forte e capace di proteggere le cose buone quando ben coltivato.

Il nido comprende la qualità del nostro pensiero, e investire su questo è forse la forma più nobile che esiste sul pianeta per impiegare il denaro.

Ogni essere vivente è impegnato in una battaglia costante per trasmettersi e replicarsi. Lo stesso vale per le idee. Chi porta con se convinzioni, opinioni, visioni del mondo, cerca costantemente di influenzare gli altri e trasmettere i propri memi.

Nel coaching, è essenziale esaminare lo sfondo memetico della persona. Lo sfondo riguarda la mappa delle credenze del soggetto (Belief System), la sua cultura e i suoi valori, la visione della vita (Weltanschauung, in filosofia) e le credenze sul mondo.

A cosa sei in grado di fare da nido?

Cosa sei in grado di proteggere, cosa no?

Proteggere la propria identità più vera, o uno stile di vita più libero, dagli attacchi esterni, richiede un nido fortificato, forte, ma che non soffochi.

Come tale, ha un’influenza determinante su quello che facciamo e come lo facciamo.

E siccome il coaching vuole modificare in meglio quello che facciamo e come lo facciamo, saper costruire un nido alle nostre idee di libertà diventa una sfida per noi cruciale.

Abbiamo tutti il potenziale per sviluppare la nostra genialità, la nostra autentica essenza, la nostra bellezza interiore, il nostro nucleo. Lottiamo per farlo, facciamoci aiutare, e ce la faremo tutti. A quel punto, avremo un’umanità diversa, non più guerre, non più odio, rimarrà solo l’”essenziale” la libertà di ricerca, la libertà di esplorare nuovi mondi, di essere, di creare, e amarsi. Anziché evadere da questo destino, da questa essenza umana pulita, cerchiamola, ogni giorno, senza fine.

 

Evasione dall’essenziale – modalità di funzionamento dell’organismo corazzato. Evitare a tutti costi l’essenziale protegge dal contatto diretto con la propria corazza. A livello più profondo, l’evasione dall’essenziale equivale all’evasione dalla propria genialità, il cui accesso è sbarrato dalla corazza. L’organismo corazzato, pur desiderandolo ardentemente, prova terrore quando entra in contatto con il proprio nucleo biologico e farà di tutto pur di “evadere” dalla propria essenza biologica più profonda.[1]

[1] Fonte del testo in corsivo: http://www.orgonomia.org/glossario.html – retrieved 10 Sept. 2017

 

Copyright Daniele Trevisani, dal libro Psicologia della Libertà (ed. Mediterranee)

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