Quando “rimanere scottati” da un’esperienza diventa utile e come farlo diventare un fattore di apprendimento

DSC_00534111-934xastronaut-desktop-wallpaper-276x172

©  Tratto dal libro “Il Coraggio delle Emozioni” di Daniele Trevisani

_____

Incominciai anche a capire che i dolori, le delusioni

e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti

e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.

(Hermann Hesse, Peter Camenzind)

 

I critical incidents, o casi critici, sono episodi degni di esame, i punti della vita nei quali abbiamo incontrato il dolore, un corso di eventi non previsto, non voluto, che ci ha lasciato spiazzati, o trovato impreparati: una perdita mentre pensavamo di vincere, un litigio, un’incomprensione, un conflitto, un evento negativo o anche un evento positivo inatteso, uno stato dell’umore disgraziato.

In altri casi i critical incidents come incidenti o eventi clamorosi non si manifestano, lasciando posto ad un’emozione sorda che si associa ad un periodo della vita o ad alcune giornate in cui sentiamo solo un umore disturbato ma non perché.

I critical incidents possono essere eventi drammatici o invece di piccola portata, ma comunque significativi, come lo svegliarsi male e non capire cosa lo provoca. O un incubo notturno che ci ha tediato e che non riusciamo a spiegarci.

Non chiederti che esatti comportamenti hai sbagliato, ma che linea di azione hai tenuto! Quali atteggiamenti sono nati? Perchè quelli e non altri?

Può trattarsi di un accadimento che ci ha riguardato e non riusciamo ad interpretare, non riusciamo a capire cosa sia successo. Possono essere casi di vita come la perdita di un lavoro, o una trattativa andata male, una gara persa, un litigio, una relazione che non va, o anche solo la difficoltà a raggiungere i propri obiettivi quotidiani.

Può anche trattarsi di una malattia fisica o sofferenza psicologica. In ogni caso, la vita ci presenta continuamente sfide che non riusciamo a vincere, o cadute, e alcune di queste fanno male. L’essenziale è che il critical incident sia isolabile e localizzabile, trasformato in un episodio specifico da esaminare, e in qualche misura narrabile.

Dal momento in cui comunichiamo ad un Coach o Counselor competenti un Critical Incident, si apre la porta della sua comprensione.

Esiste una forte analogia tra il piano fisico e il piano mentale.

I trigger points riguardano, in fisiologia, i punti dolorosi al tatto, come in una contrattura muscolare. I trigger points segnalano quasi sempre un problema sottostante latente, un’infiammazione, una contrattura, un trauma ancora attivo, un malfunzionamento di un organo, di un muscolo, di una articolazione.

Rimangono in genere silenziosamente dolorosi, nello sfondo, finché una attività di “palpazione”o diagnosi non li fa emergere, come quando si cerca di localizzare dove fa male e improvvisamente si scopre il punto doloroso.

Vogliamo utilizzare qui questo concetto anche in chiave psicologica e di crescita personale e organizzativa, come immagine interessante in una psicologia del Coaching, per indicare gli argomenti che trovano in noi o nei clienti nervi scoperti, i punti dolorosi del piano esistenziale che quando incontrati ci fanno soffrire, o provocano reazioni.

Nell’organizzazione, sono i punti e argomenti che “fanno male” perché si connettono a disagi sottostanti, a “buchi neri” del Fattore Umano.

Esaminare i critical incidents (casi critici) e i trigger points (zone di dolore) è utile per prendere coscienza dello stato esistenziale attuale e suoi possibili miglioramenti. E soprattutto, per non mentire a se stessi su quali siano i nostri veri bisogni di auto-miglioramento, quali sono le “verità” di noi stessi che ci sono spesso taciute, spesso ignote, e quasi sempre ben lontane dall’essere comprese fino in fondo.

 

La minima deviazione iniziale dalla verità si moltiplica col tempo di migliaia di volte. (Aristotele)

 

©  Tratto dal libro “Il Coraggio delle Emozioni” di Daniele Trevisani

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: