La Vision, cosa è e cosa dovrebbe essere

43092406 3927595516_a81db86812 arbeit_macht_freiChi esce dalle Business School, al solo sentire la parola “Vision”, inizia a delirare. Immagina territori inesplorati da conquistare, lande desolate da inondare di prodotti, e se non c’è posto sulla Terra, invaderemo la Galassia… e soprattutto (niente da fare, è così) bisogna arrivare primi. Primi sempre. Primi ovunue. Anche ad andare al cesso, non importa in cosa, ma primi. Leader. Leader di qualcosa ma leader. Azienda Leader anche per fruttivendolo. Sono il leader di Vicolo dei Morti, ma sempre Leader. Arriviamo poi al concetto teorico e teorizzato, drammatico, di “Leader di se stessi” che rappresenta l’opposto assoluto della Psicologia Umanistica, la disfatta del Potenziale Umano, il punto finale di una patologia degenerativa della Vision intesa – girala come vuoi – come dominio. C’è qualche traccia di imperialismo malato qui. Imperialismo persino su se stessi… l’azienda “deve” aumentare il fatturato (a costo di fallire poco dopo), l’individuo “deve” primeggiare e dirigere se stesso (a costo di distruggere il suo sè più profondo o rinunciare a vivere in pace con se stesso)… Non è forse il caso che l’individuo diventi amico di se stesso, compagno di se stesso, anzichè alimentare un meccanismo di padrone vs. schiavo, leader-follower, frusta vs. frustato, persino dentro di noi? Ma se questo è il vero motore della patologia mentale più vera, del delirio di onnipotenza che non lascia pace allo spirito, della non auto-accettazione, della non-autenticità, perchè alimentarlo? Proviamo a pensarci bene, a riflettere, non prendiamo per oro colato quello che dicono i libri, i guru, i formatori, i consulenti, nemmeno i genitori, e tantomeno i manager e CEO. Cerchiamo una Vision dove imparare a convivere con se stessi anzichè a schiavizzarsi in nome di un successo che non ti seguirà nella tomba. Cerchiamo aziende che puntino ad un “fatturato sostenibile”. Solo il cancro tende a crescere sempre. Tutto il resto della natura cerca equilibri sani. Questa può diventare la nostra Vision. Direi, deve diventarlo se vogliamo smettere di vivere in un delirio altrui e iniziare a vivere la nostra vita e la nostra azienda come organismi sani.

La Vision vale sia per un individuo, ciascuno di noi, che
per le aziende. Un’azienda che si prefigga di essere leader
mondiale nelle vendite, nel suo settore, contiene già il seme
del fallimento, poiché, orientandosi alle sole vendite materiali,
produce l’effetto di far cessare l’orientamento al cliente, ai
suoi bisogni più veri, che sono il vero motore.
Essere il migliore nel mondo nel risolvere i bisogni (per
esempio: avere l’obiettivo di diventare i migliori produttori
mondiali di alimenti per l’infanzia) è invece Vision, un motore
morale denso di contenuto: aiutare le madri a nutrire i figli
in modo sano con prodotti buoni. Quando una Vision non
contiene almeno una traccia di moralità, è morta, è qualcosa
di cui vergognarsi.
Puntare a vendere più prodotto è solo un obiettivo
commerciale, non una Vision. La differenza sembra sottile,
ma in realtà è abissale. La Vision è un motore spirituale,
non materiale.

_________

Copyright, Daniele Trevisani, Anteprima dal volume “Il Coraggio delle Emozioni” http://www.danieletrevisani.com/emotions

4 comments

  1. …pensavo di averlo il cancro all’età di 19 anni. Dopo quasi 30 min. di risonanza magnetica, un gruppo di ricercatori dell’università (x) scoprono che è un’alterazione della forma dell’ipofisi che preme sul cervelletto. Ogni tanto decide di alterare il normale funzionamento del mio organismo, senza chiedermi il permesso, a 28 anni mi ha donato l’anoressia che ho superato da sola grazie alla mia volontà e voglia di vita, a circa 32 la contrazione dei tendini a seconda della zona colpita. Ogni tanto la mia amica emicrania mi tiene a letto per almeno 2 giorni, se riesco a riconoscerla invece si accontenta di un piccolo saluto di mezza giornata, dall’età dei 38 non erano più tollerabili i miei fantasmi emotivi …e così via fino ad oggi..! Ho imparato ad amare la vita, ad accettare le perdite e a farmi forza. Tante volte o paura ad addormentarmi di sera perché i colpi che ricevo al centro del petto mi tolgono la forza e mi piegano in ginocchio, ma amo la vita. Quando mi capita, e la mattina apro gli occhi, mi alzo, vado a lavoro,e faccio ciò che amo mi sento una vincente. Vivo una vita normale perché riesco a gestire il mio problema, sia emotivamente che mentalmente.
    Con i suoi articoli Dott. Trevisani ho imparato ad amare me stessa oltre che ad amare, ho imparato a costruire su di me e a rigenerare le mie forze.
    Non è l’uomo che la può ringraziare per il lavoro che ha fatto su di me. Sarò grata a dio per tutta la vita di averla conosciuta.

    Grazie, grazie di cuore Daniele.
    Rosalba

  2. …pensavo di averlo il cancro all’età di 19 anni. Dopo quasi 30 min. di risonanza magnetica, un gruppo di ricercatori dell’università (x) scoprono che è un’alterazione della forma dell’ipofisi che preme sul cervelletto. Ogni tanto decide di alterare il normale funzionamento del mio organismo, senza chiedermi il permesso, a 28 anni mi ha donato l’anoressia che ho superato da sola grazie alla mia volontà e voglia di vita, a circa 32 la contrazione dei tendini a seconda della zona colpita. Ogni tanto la mia amica emicrania mi tiene a letto per almeno 2 giorni, se riesco a riconoscerla invece si accontenta di un piccolo saluto di mezza giornata, dall’età dei 38 non erano più tollerabili i miei fantasmi emotivi …e così via fino ad oggi..! Ho imparato ad amare la vita, ad accettare le perdite e a farmi forza. Tante volte o paura ad addormentarmi di sera perché i colpi che ricevo al centro del petto mi tolgono la forza e mi piegano in ginocchio, ma amo la vita. Quando mi capita, e la mattina apro gli occhi, mi alzo, vado a lavoro,e faccio ciò che amo mi sento una vincente.
    Vivo una vita normale perché riesco a gestire il mio problema, sia emotivamente che mentalmente.
    Con i suoi articoli Dott. Trevisani ho imparato ad amare me stessa oltre che ad amare, ho imparato a costruire su di me e a rigenerare le mie forze.
    Non è l’uomo che la può ringraziare per il lavoro che ha fatto su di me.
    Sarò grata a Dio per tutta la vita di averla conosciuta.

    Grazie, grazie di cuore Daniele.
    Rosalba

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