Manipolati da false notizie e verità parziali, meglio non fidarsi nemmeno di Wikipedia e dei suoi “censori”

utente-wikipedia-gac-censura-manipolazione-spirale-del silenzioSe c’è qualcuno tra i lettori che sente di “sentire” un pò troppe bugie in giro proprio dai media più autorevoli, e sta smettendo di fidarsi di Wikipedia per tornare finalmente all’enciclopedia Treccani su carta, ha probabilmente molto ma molto ragione.

Cito questa porzione di articolo sviluppata da Giuliano Aluffi, che racconta la verità, niente meno che la verità, su come le aziende inventino false notizie per generare passaparola. E quando leggete di uno scritttore che ha venduto milioni di libri o decine di migliaia di libri in un mese, io vi dico, da scrittore, che bisogna guardarci bene, e solo una fonte “terza” può avvicinarsi alla verità, a volte nemmeno quella perchè manipolabile.censura

Nel mondo online poi è tutto più facile. Per manipolare una Treccani servono anni. Per manipolare una notizia online un minuto. Wikipedia poi assomiglia sempre più ad un “formichiere” governato da burattinai come i “censori” (che si nascondono sotto pseudonimi anonimi come “Gac”, o il “Veneziano”, mossi da delirio di onnipotenza, e tanta masturbazione mentale), persone che a seconda delle loro simpatie (sei simpatico, di base, se nei commenti che gli fai li ruffiani) o pseudoregole interpretate ad personam, mascherate da regole ufficiali, decidono di approvare un testo, una parte di testo, o persino di cancellare un intero autore e ogni suo articolo.Via tutto. Perchè? Perchè l’hai scritto tu e “nel diffondere le tue idee o ricerche ti fai pubblicità”… Come dire “Perchè esisti”!

Questo tocca assolutamente anche l’informazione politica, medica, sociale, Es: cosa trovi se cerchi Silvio Berlusconi? Credi che non vi siano enormi forze in campo che ogni singolo giorno spendono enormi risorse per cambiare quello che tutrovi su internet”?

In wikipedia, cosa trovi sulla voce “Bioenergetica”? Una disciplina riconosciuta dalla legge italiana e dalla scienza, che in wikipedia inizia con un assurdo avviso poco rassicurante e decisamente falso in base alle mie conoscenze, definendola una scienza “non riconosciuta dalla medicina ufficiale”. Ma chi lo dice? “Gac” o “Il Veneziano”? E chi sono loro per avere la verità in mano su temi che non possono  conoscere più di ricercatori che hanno dedicato una vita allo studio?

contro-la-manipolazioneQuante persone sono state uccise e messe al rogo nella storia per avere fatto studi “fuori dalla scienza ufficiale”, non avere ubbidito ai potenti, ai “censori”, da Galileo in avanti, da Copernico in avanti, da Cagliostro in avanti? Quanti altri ancora?

Parlo di me personalmente, come scrittore, dove in wikipedia sono state cancellate in wikipedia intere pagine sui “codici comunicativi”, sulla “consulenza di processo”, sulla “psicologia del marketing”, su tanti altri temi su cui ho scritto interi libri, con la spiegazione che “venivano citati dai miei libri” nonostante la citazione fosse regolarmente fatta e attribuita al volume! Come se io non possa essere autorevole se parlo di qualcosa che ho pubblicato! Ti vogliono zitto e silenzioso! Qualcun altro deve parlare di te! Assumi una ditta di PR se hai i soldi o stai nel buio e nel silenzio con le tue ricerche!

Einstein, se fosse passato dalle mani dei censori di Wikipedia italiani, non avrebbe potuto nemmeno citare un brano del suo paper sulla relatività, in quanto scritto da se stesso, senza beccarsi l’accusa di “farsi pubblicità”, e grazie a questi “censori” una enormità di notizie non ci arriveranno mai.

In questo modo si innesca la “Spirale del Silenzio” (studiata da Noelle Von Neumann nel campo delle comunicazioni sociali e di massa), che porta fuori dal dibattito sociale certi temi per farvi entrare il “vuoto comunicativo” o peggio le bugie.

Ma leggiamo queste poche righe e facciamoci una nostra opinione, riservandoci maggiore attenzione alla nostra “dieta comunicazionale” e a non ingurgitare troppe bugie, e soprattutto, a non fidarci dei censori e ad andarci a cercare i nostri contenuti ovunque, tranne che nei posti più apparentemente “veritieri”.

NB. Il testo seguente è estratto da:    (© La Repubblica / Giuliano Aluffi) http://www.aluffingtonpost.com/archives/395

«Gestivo le Pr di Tucker Max, un tizio che raccontando delle sue sbronze e delle sue conquiste è stato in cima alla lista dei bestseller del New York Times, e dovevamo pubblicizzare il suo film. Così abbiamo piazzato manifesti pubblicitari in diversi Stati e per creare un “caso” che finisse sui giornali abbiamo deciso di auto-vandalizzarli. Io stesso ho cosparso i cartelloni a Los Angeles con adesivi e scritte offensive, che accusavano Tucker Max di essere un porco maschilista. Poi ho fotografato il tutto, ho creato un account email anonimo e ho mandato le foto a diversi blog di rilievo come se io fossi solo qualcuno che ha notato i cartelloni per caso. I blog hanno subito messo in evidenza la “notizia” senza accertarsi della sua provenienza o fondatezza. La grande stampa l’ha ripresa e siamo finiti sui maggiori quotidiani senza spendere un soldo. La settimana dopo a New York c’è stata una manifestazione femminista con le attiviste che sfregiavano i manifesti del film, ed è partita una campagna nazionale!». Un altro meccanismo che funziona diabolicamente bene nel passaggio da Internet alla carta è il finto scoop. «Per Halloween avevamo preparato dei costumi identici alle mise di personaggi famosi come Lady Gaga. Avevamo fatto delle foto che però non volevamo usare in una iniziativa Pr classica, perché avremmo dovuto pagare a Lady Gaga i diritti sull’immagine. Allora mi è venuta un’idea: perché non mandare le foto a un blog importante spacciandole per “le foto segrete dei costumi di Halloween bocciati da American Apparel” trafugate da un dipendente infedele?» spiega Holiday. «Beh, ha funzionato. Gawker L’importante blog Gawker ci ha fatto subito un articolo e tutti gli altri media gli sono andati dietro. Scambiando un azzardo pubblicitario per uno scoop, ossia il falso per il vero». I manipolatori di professione come Holiday non si fanno scrupoli nemmeno a strumentalizzare Wikipedia, pur di far passare i messaggi che stanno a cuore ai loro committenti. «Uno scrittore può dire, in un’intervista, di aver venduto centomila copie in un mese. Una volta uscito l’articolo, si scrive sulla pagina Wikipedia dello scrittore che sono state vendute centomila copie citando come fonte il giornale X. A questo punto è come se tu avessi creato un fatto: hai massima legittimazione, indipendentemente dalla verità».      (© La Repubblica / Giuliano Aluffi)

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