10 Modelli di donna che fanno male alle donne

Se ti chiedi che modelli esistenziali di Donna espongono i mass media… abbiamo stupende conferme: cazzate a pioggia! Ma soprattutto, pericolose. Vediamone alcune.

Apro una rivista a caso, non faccio il nome ma è dedicata alle donne. Ps. In psicologia si parla di “archetipi” della donna e di come questi possono essere rielaborati e resi più veri, più sani e meno falsi, ma poi inizi a leggere e ti cascano le braccia… perchè arrivano gli esempi che ti propongono… non saprei come chiamare questa porcheria, la falsità (almeno)… Ecco la prima top 5:

  1. Margherita, tipica milanese, lavora sui set cinematografici come “segretaria di edizione“… ma dove c… sono questi set cinematografici? E che c… fa una “segretaria di edizione“? Non possiamo accettare il fatto che una donna non sia il Top del Glam del Top del Billionnaire, senza sentirsi una nullità? Ma il valore di una persona da cosa viene? Se faceva l’impiegata o la casalinga non aveva diritto di esistere secondo questi pazzoidi?
  2. Una ragazzina olandese di 16 anni allevata in nave da genitori (facoltosi, evidentemente), che non lavorano e vivono in nave (come tutti gli italiani del resto) e fa il giro del mondo in barca a vela, mentre le nostre 16 enni ansimano se va bene per fare la barista in nero… un confronto impari…. adesso a 18 anni vive in barca a vela con il suo dolcissimo fidanzato… e le nostre 18 enni prima di sperare di poter uscire di casa devono aspettare i 35 anni perchè il lavoro non si trova… ancora un confronto impari… quasi irriverente
  3. Marta Marzotto e i suoi 3 amanti contemporanei, vero esempio di coraggio esistenziale per le nostre giovani soprattutto in tempi difficili di lavoro che non si trova
  4. una modella pallida, triste, anoressica e malata, che se incontrassi per strada – in tutta coscienza – dovresti chiamare il 118 per un ricovero immediato,
  5. poi c’è quella che in vacanza attraversa l’Australia a bordo di un camper (“è stata un’esperienza unica..”)… si soprattutto se fosse vero che attraversi il deserto australiano facendo 5.000 km su un camper senza che si rompa… ma la smettete di sparare cazzate per favore????

Ma andiamo avanti, abbiamo le seconda top 5:

  1. quella che per vacanza “in barca, cullata dal vento, va alla scoperta delle coste della Turchia”… spera solo che il vento non ti culli troppo perchè se non hai un comandante con i contro c…. tu in barca a vela sulle coste della Turchia ti ci schianti, nella vita vera…
  2. l’altra che per rifarsi da una delusione d’amore va “sulle spiagge del Costa Rica”… penso che prima sia passata per Cesenatico ma intanto adesso dice che va in Costa Rica…
  3. Poi c’è l’immancabile attrice che in vacanza a Mykonos fa notizia perchè non prende multa per eccessi di velocità sul suo acquascooter mentre scende dallo yocht, come tutte le Italiane, che in genere hanno l’acquascooter nel baule e lo usano al posto della gondola…
  4. Abbiamo poi quella che si fa sposare dal nipote di Kennedy, perchè un uomo vale per quello che si è guadagnato, e se questo è vero, nella valutazione di un uomo i suoi nonni dopo tutto valgono qualcosa…
  5. Abbiamo poi la mitica Naomi Campbell oramai over 40, che, poverina, non ha dormito tuttta la notte perchè è a Ibiza ed è stata ad un party assieme a Madre Teresa di Calcutta, Kate Moss e qualche altra top-model rifatta come una bambola di cera… gli stessi problemi della mamma italiana over 40…

Poi parliamo di uomini, e qui, non voglio infierire.

Abbiamo come sempre il bello di turno americano-inglese-non-si-sa-basta-che-abbia-il-nome-strano, questa volta si chiama Ryan Guzman (il cognome apre a molti sospetti di falso), in realtà una faccia tipica da ragazzo italiano del sud, un bel ragazzo calabrese o pugliese per capirsi… con barbetta di ordinanza che fa-tanto-macho… ps il nostro italico magari nessuno lo considera perchè fa il pizzaoiolo…

…ma questo fa di nome Ryan ed ha con problemi esistenziali enormi: “mi agito se spunta un brufolo e sono ossessionato dai capelli: non sopporto che siano in disordine e penso che non ci sia niente di peggio di venire immortalati in foto con pettinature agghiaccianti” esattamente quello che preoccupa i nostri 25enni che stanno fuggendo dall’Italia per trovare un lavoro…

…mi fermo qui, se mi verrà voglia faremo una prossima puntata… avanti Donne, c’è speranza, e un piccolo suggerimento, non fatevi prendere in giro, queste favole sono solo pagliacciate, non vi vergognate MAI di vivere una vita vera con problemi veri…

Daniele Trevisani http://www.studiotrevisani.it

8 commenti

  1. Dr. Daniele,

    mi fermo a rispondere proprio perché ho qualche minuto da perdere. Non per sminuire lo spirito di questo post, per carità, ma magari pensandolo qualche minuto in più sarebbe risultato più… efficace? Dispiace vedere trattata a questo modo una questione piuttosto importante. Parlo da blogger navigato.

    Allora,

    prima lista .3 … davvero Marta Marzotto sarebbe un esempio per la donna di oggi? Ma se le donne sotto i 40 nemmeno sanno chi sia! Per carità! Punterei piuttosto su altre ereditiere più contemporanee o donne che hanno sfruttato i soldi del compagno (la Marzotto non è stata certo l’ultima)

    Numero 5. Mia moglie l’ha fatto e il camper non s’è rotto. Mi pare che al giorno d’oggi pretendere che un camper duri almeno 5000km (e il deserto Australiano non è certo chissà quale banco di prova per i veicoli) mi pare il minimo che si possa pretendere.

    Mi pare che manchi quella che si fa mantenere dal politico blasonato di turno che le paga 2.500 euro al mese purché… e mi pare l’esempio più opportuno.

    Mi spiace però contraddire il post dicendo che nella mia carriera di donne coi “controco” ne ho incontrate abbastanza. Poche hanno l’energia sufficiente ad ambire alla poltrona dirigenziale però. Discorso lungo. Quanto ai modelli, sono quelli che ci propina la TV, la quale ci inonda di quello che il consumatore (maschio..) richiede. Che non sia da fare un esame di coscienza come maschi?
    Un controesempio, forse estremo: in UK qualche mese fa hanno rigettato con orrore (badaben che hanno appena beccato un po’ di pedofili in parlamento e camera dei Lord) una pubblicità della catena Caffè Nero in cui alcuni maschi, presunti Italiani nella pubblicità guardano il lato B di una donna avvenente (presunta italiana anch’essa) che passeggia davanti a loro. Un comportamento innegabilmente sessista e innegabilmente nostrano, al quale in Italia si ride, ma si bacchetta in quel d’Albione.

    Lavorando a Madrid con un collega olandese di origine Indiana, commentavamo al bar su una trasmissione Spagnola tipo “Uno mattina” in cui la anchor-woman era agghindata in modo da essere sessualmente attraente. Suo commento: ” ma sta solo dicendo notizie, che senso ha che sia conciata come stia andando ad una festa elegante? Evidentemente ci sono altri fini”. Risposta mia: “E non hai visto la trasmissione sorella in Italia!”

    Il problema di fondo è: quando una donna verca la porta dell’ufficio, del magazzino, dell’azienda resta una donna con annessi e connessi culturali, in Italia e viene solo superficialmente valutata per la sua professionalità. Penso che impostando il post su quest’ultima questione sarebbe forse risultato più interessante.

    • so che non rappresenta l’intera realtà, ma sicuramente chi ha letto quella rivista senza spirito critico rischia di pensare a se stessa e dire “e io allora ho sbagliato tutto”, ma l’invito che lancio è questo: la rivista rappresenta solo immagini false e distorte, non è la realtà, che è ben più ardua e difficile rispetto alle immagini assurde di donna presentate nei media

  2. da sempre, porsi come obiettivi persone di plastica è dannoso, al contrario penso che avere come obiettivo un’immagine realistica, raggiungibile, come quella di un’atleta non dopata (dal punto di vista fisico) o di una studiosa o ricercatrice, o anche di una brava madre o padre, possano dare stimoli positivi. Tutto, tranne che le bambole di plastica o modelli del nulla

  3. Questi non sono modelli di donna veri e ho sempre la speranza che donne e uomini, vedendoli, li considerino per ciò che sono, ovvero c..z..te destinate a riempire giornaletti che servono prevalementemente a evadere dalla realtà. Nulla di male, se non che interessarsi troppo (e sognare) la vita (vera?? falsa?? bella? vuota?) degli altri impedisce di fare qualcosa per migliorare la propria. Perciò non leggo riviste del genere, quasi non guardo più la televisione e non perdo tempo sui social. Invito anche altri a boicottare quanto ci distrae dal fare qualcosa per noi stessi e dall’essere ciò che siamo, senza invidie per gente che – forse – ha più problemi di noi.
    Per il resto, begli spunti. Magari ripasso.

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