L’arte di non disperdersi e ricentrare le energie mentali, da Oggi

Copyright dal volume Personal Energy, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore

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Verso una Psicologia Propositiva™ tramite la strategia degli “Step Praticabili”

 

Impara tutto ciò che puoi, in ogni momento che puoi, da chiunque puoi. Verrà il momento che il destino ti sarà grato di averlo fatto.

Stephen Littleword, Aforismi

 

Per chi vuole praticare un percorso di Crescita Personale, sembra difficile passare dall’intenzione alla fase propositiva, dall’idea ai fatti.

La vastità delle conoscenze che vorremmo avere sembra a volte così enorme da creare le vertigini. Nemmeno in cento vite potremmo leggere tutti i libri che sono stati scritti, nemmeno quelli di una singola biblioteca. E non potremo vedere tutti i video del web, e testi che esistono su carta o nel web.

Eppure, lo spirito di apprendimento, la curiosità della ricerca, non ci deve mai abbandonare. Dobbiamo solo capire come creare le occasioni giuste per imparare, cosa osservare, cosa merita la nostra attenzione, e cosa no.

Il Ricentraggio delle Energie Mentali è una nuova arte. Un’arte necessaria in tempi di sovraccarico informativo (overflow), persino per sopravvivere.

Dobbiamo imparare a ricentrare le nostre attenzioni, ad essere selettivi, a non disperdere il nostro tempo in attività e pensieri inutili o persino dannosi.

Non daremo il nostro tempo prezioso a trasmissioni televisive stupide, a concorsi a premio, a libri dementi. Sceglieremo noi a chi darlo.

Scegliere riguarda tutto. Se scegliamo un corso, questo significa anche imparare a identificare corsi utili e corsi inutili. Oppure, contenuti intelligenti e contenuti falsi o stupidi.

Scegliere riguarda anche le persone con cui stare. Tra i miliardi di persone che abitano il pianeta, dobbiamo assolutamente cercare di stare con le persone che possono essere buoni compagni o parte di un nostro viaggio e lasciar perdere gli altri.

Per questo, un buon ricentraggio dei nostri scopi, dei nostri valori, ci aiuta enormemente a capire cosa cercare, esattamente. Ci aiuta a chiarire ciò che dobbiamo imparare, in un certo momento della vita.

Trasformare energie negative di rabbia e insoddisfazione in energie convogliate in progetti e idee, è un grande e nobile valore. Questo è il nostro compito e lo vogliamo seguire.

Per farlo, è utile qualche tipo di modello o metodo che ci dia una possibile mappa di lavoro.

Nel mio metodo utilizzo spesso il concetto di “step praticabile” (step significa letteralmente “passo” ma qui include qualsiasi azione fisica o mentale per indicare un’azione che può essere concretamente fatta). Magari si tratta di una micro-azione, come fare una telefonata per informarsi, o inviare una mail. O fare 5 passi per poter pensare di arrivare un giorno, a fare tranquillamente un corsa di più kilometri. Ma lo step praticabile aiuta a farne altri, aiuta a sbloccare, aiuta a mettersi in moto e ad acquistare velocità. Step dopo step, ci avviciniamo ai nostri obiettivi.

Qualsiasi campione del mondo di pugilato o di kickboxing, un certo giorno della sua vita, ha dato il suo primo pugno al suo primo sacco.

Qualsiasi grande matematico un certo giorno della sua vita ha imparato come si faceva 2+2, nient’altro che 2 + 2.

La Formazione vera, il training, la crescita, il coaching, l’educazione, sono strumenti utili solo se abbiamo localizzato aree di lavoro precise. E gli step praticabili sono dappertutto.

Nello sviluppare il metodo HPM ho trovato utile inquadrare le principali aree sulle quali si possono creare step praticabili:

 

(1) energie personali: le forze interiori di natura biologica e psicologica, energie fisiche/corporee ed energie psicologiche;

(2) competenze: le capacità, abilità (skills), i “saper fare”, costruibili tramite preparazione, training, coaching, con l’aiuto di specifiche regie allenanti, regie formative, regie di training, o regie di cambiamento;

(3) direzionalità: la canalizzazione di energie e competenze verso “qualcosa” di importante, la ricerca di senso, la visione, causa, spirito, ideali, volontà, obiettivi, goals, missioni, progetti.

 

Rispetto a tutte queste aree, facciamo nostra l’affermazione di Shakespeare[1]:

 

Sappiamo ciò che siamo, ma non sappiamo ciò che potremmo essere.

 

La direzione del cambiamento è verso ciò che possiamo essere. Fa leva sul senso di orgoglio e di onore per le proprie azioni, scelte, e atti di vita, anche se impopolari o controcorrente, o contrari alla morale comune e alla concezione dominante

Vuoi elevarti oltre la sua stessa vita limitata? Allora lavora su qualcosa che possa migliorare il mondo, in qualche modo.

La passione è per ciò che possiamo essere, per le vite che potremmo vivere, per le sensazioni che potremmo avere. Non è sempre necessario arrivare ad un risultato finale. Il traguardo è il percorso stesso. Il fatto in se di dare energie per qualcosa ha un senso proprio.

Come sostiene Herman Hesse:

La tua vita non sarà piatta e scialba se saprai che la tua lotta non avrà successo. Sarà molto più piatta se tu, combattendo per qualcosa di degno e di spirituale, pensi che lo dovresti anche ottenere.

Herman Hesse (da Letture da un minuto)[2]

Ci piace dare l’immagine del fatto che un lavoro serio e integrato su queste aree sia una lotta, una battaglia positiva, una guerra all’ignoranza, alla stasi, al pressapochismo, all’ipocrisia, alle catene, alle bugie… un viaggio verso la libertà e l’emancipazione di se stessi e degli altri.

Una frase dal film: “La ricerca della felicità” di Louis Malle è indicativa e propone con forza questo spirito:

 

Ehi non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me! Ok?

Se hai un sogno tu, lo devi proteggere.

Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare.

Se hai un sogno inseguilo. Punto!

 

I passi concreti che possiamo attuare sono molti.

Iniziamo oggi a fare una camminata di dieci passi, e se aumentiamo di ogni giorno un passo, tra dieci anni saremo probabilmente maratoneti.

Iniziamo oggi ad infilare dei guanti e colpire un sacco, bastano due pugni. Ogni giorno due pugni in più. Tra un anno, avremo la capacità di fare interi round al sacco, sfogheremo tensioni con mezzi naturali, e il nostro corpo sarà cambiato.

Iniziamo oggi a documentarci sul panorama enorme delle arti marziali esistenti, scegliamone una che ci attira. Andiamo a vedere il panorama. Impariamo cosa significa arte morbida o arte dura, e scopriremo arti spirituali e adatta ad ogni età come il Tai Chi, o estremamente fisiche come la Muay Thai.

Nello scegliere, seguiamo la nostra indole, deve essere un piacere, non un’ulteriore forzatura. Prendiamo un impegno con noi stessi. Andiamo al massimo entro 3 giorni a visitare la palestra o il Dojo, imponiamocelo come fioretto e facciamo un allenamento di prova. Se non ci piace, proviamo con un’altra.

Trovata la nostra strada, tra qualche anno, ogni allenamento sarà un appuntamento da non perdere con la nostra crescita interiore.

Iniziamo oggi a conoscere il mondo, partendo da un luogo magari vicino, nel quale non siamo ancora mai stati. E il prossimo, un kilometro più in la… sino a decidere noi dove sia il confine, sino a perderci.

Iniziamo oggi a spegnere la TV ogni volta che un programma ci sembra stupido. Tra un anno, probabilmente non guarderemo più tv commerciale, e sceglieremo da soli i nostri contenuti. Cercheremo solo documenti e video interessanti, utili, stimoli di crescita. Iniziamo oggi ad andare in una libreria, a vagare tra gli scaffali in cerca di un titolo che “ci parli”, di qualcosa che ci possa suggerire che “lì” ci possono essere stimoli utili.

Educarsi (educarsi, è davvero una parola strana), anzi ri-educarsi a crescere, è un atto che parte da piccoli passi.

_______

Copyright dal volume Personal Energy, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore

 

 

[1] William_Shakespeare, in Ofelia. Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/William_Shakespeare

[2] Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/Hermann_Hesse

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