Convivere con le incertezze

Copyright dal volume Personal Energy, di Daniele Trevisani

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Altra strada, è sviluppare l’accettazione di dover lavorare in un sistema imperfetto. In ogni caso, la presa di coscienza su “cosa non va” e “cosa va” deve essere netta, senza confusione. L’eventuale accettazione dell’incertezza e dell’imperfezione cosciente fa molto meno male di quella subìta senza capire cosa non va. Il “dolore sordo” fa molto più male di un dolore portato alla luce.

Dopo questa distinzione, l’azione su cosa va e cosa non va deve essere accompagnata da qualche intervento. Il malessere di ruolo, se forte, non può essere accettato come “intrattabile” o “da sopportare sempre”.

L’aspetto positivo della questione è poter intervenire con training e coaching strategico, non lasciarsi andare alla disperazione o al senso di impotenza e ineluttabilità.

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Come afferma il Santone Pazzo, che poi così pazzo non mi sembra: “No, non esistono sicurezze: questo è il mio messaggio. Niente può dare sicurezza, poiché una vita sicura sarebbe peggiore della morte. Non esistono certezze: la vita è piena di incertezze, piena di sorprese e questa è la sua bellezza! Non raggiungerete mai un momento in cui potrete dire: “Adesso sono certo!”. Nell’istante in cui dite: “Adesso sono certo!” dichiarate solo la vostra morte, vi suicidate.
La vita procede tra mille e una incertezze… questa è libertà, non chiamatela incertezza!” Osho

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