Quanto tempo ti rimane ogni giorno?

Mauna-Kea-Milky-Way-Panorama

Nelle società evolute calcoliamo quanto tempo rimane per vivere.

….Quanto?

…Dopo aver lavorato per procurare ciò che serve a noi, o alla
famiglia, dopo aver pagato le tasse? Quanto?

….Dopo aver messo
qualcosa da parte per pagare il dentista, o per cambiare la macchina

…quanto ancora?

Calcoliamo quanto tempo “buono” ci rimane dopo una giornata
di lavoro. O siamo invece esausti o troppo stanchi per fare
davvero qualcosa di significativo?

Calcoliamo quante volte durante l’anno abbiamo la sensazione “ohhh sto davvero bene…
e ho del tempo libero… come lo utilizzo?”.

Calcoliamo quantevolte sentiamo di avere tutto il tempo che ci serve o ci sentiamo
in ritardo e presi da urgenza.

Calcoliamo… quanto tempo passiamo in stato di tensione
e quanto in stato di vero rilassamento?
Dopo un rapido calcolo, emerge nella maggior parte delle
persone che in realtà non si vive. Si sopravvive. Si sopravvive
inghiottiti dal ciclo “produci-consuma-muori”.
E andati noi, sotto a qualcun altro. La macchina deve continuare.
O ti adegui a questo, o fai tuoi questi principi che ripeto:
( Fonte: materiali nella dottrina delle forze speciali, sintesi).

1) mai rinunciare alla lotta;
2) mai disperare;
3) mai pensare di aver fatto tutto il possibile;
4) mai arrendersi, tentare ancora.
Nelle società che definire “in via di sviluppo” è sbagliato (se
lo “sviluppo” equivale a decerebrarsi, non è sviluppo), e in generale
nel cosiddetto terzo mondo o nei paesi poveri, la piaga della
fame fisica è una realtà. Nel pianeta terra, oggi, si muore di fame
non per modo di dire, ma di fatto.
La piaga della morte per mancanza di cibo, di acqua, o per
malattie curabilissime, incurabili per mancanza di strutture sanitarie.
La durezza di giornate passate a lavorare per arrivare a sera
distrutti rende anche queste vite puri tentativi di sopravvivenza.
Il nostro sogno comune è l’emancipazione.
L’emancipazione della razza umana da queste condizioni, da
queste culture in cui abbiamo alcune persone sul pianeta in ansia
perché il proprio vicino di attracco nel molo ha preso un yacht più
grande, e altri che devono scegliere a quale figlio dare da mangiare
o quale lasciare morire, o vederli soffrire senza poter fare niente.

L’emancipazione è il momento nel quale ci si sente parte di
un tutto e come un tutto si procede verso uno stato superiore di
benessere, prima di tutto mentale, di pulizia da schemi mentali
distorti che ci fanno sentire male per le stupidaggini e non ci
pongono davanti agli occhi i problemi veri.

________
Copyright Daniele Trevisani
Anteprima dal volume Self Power, in pubblicazione, Franco Angeli editore, Milano

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