Empatia e ascolto. Il metodo a 4 livelli di ascolto per l’empatia aumentata

Empatia. Un metodo per l’ascolto empatico a 4 livelli di profondità (4LE – Trevisani 4 Levels Empathy Model)

Aticolo di: Dott. Daniele Trevisani

Fonti: Articolo elaborato dall’autore sulla base dei testi Negoziazione Interculturale: Comunicazione oltre le barriere culturali –  Il Potenziale Umano Team Leadership

Con integrazioni dal volume Il Coraggio delle Emozioni.

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L’empatia è la capacità di percepire le sensazioni, i pensieri, le emozioni di una persona. Gli stati emotivi e mentali di un essere umano sono percepibili da chiunque, ma spesso con un livello di dettaglio troppo basso, che li rende immagini confuse, o persino sbagliate. Con un training adeguato, è possibile aumentare le capacità empatiche.

Alcuni dei principali contributi in merito:

  1. La bioenergetica (sviluppata da Alexander Lowen) ci permette di aumentare la nostra capacità di percepire messaggi non verbali provenienti dal body language e dalla postura. Le persone trasmettono la maggior parte dei propri stati d’animo proprio attraverso le posture ed il corpo “dissipa” emozioni che la voce spesso non riesce o non vuole trasmettere. Vedi The language of the body (New York, 1958, Macmillan – in italiano, Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano 1978-2003)
  2. Le tecniche di riconoscimento delle emozioni espresse dal volto, e il movimento dei muscoli facciali (Facial Action Coding System – FACS) di Paul Eckman consentono di riconoscere gli stati emotivi osservando con attenzione le micro-espressioni del volto umano.Si tratta di un training specifico che si orienta ad espressioni facciali che hanno in genere durate inferiori al 20° di secondo e passano generalmente inosservate, o producono una sensazione vaga e mal riconosciuta. Al contrario, un training sulle micro-espressioni permette di comprendere elementi che il piano verbale raramente riesce ad esprimere, ed arricchire l’ascolto fonetico con un “ascolto visivo” che parte dal volto umano. Per gli studi pionieristici vedi Ekman, P.; Friesen, W.V. (1971). “Constants across cultures in the face and emotion.”. Journal of Personality and Social Psychology 17: 124–129. Tra le pubblicazioni italiane recenti vedi
    • Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso (2007)
    • Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. (2008)
    • Le bugie dei ragazzi. Frottole, imbrogli, spacconate: perché i nostri figli ricorrono alla menzogna? (2009)
    • Felicità emotiva. (2010)
    • I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali. (2011)
    • La seduzione delle bugie. (2011)
  3. Le tecniche di colloquio in profondità sviluppate dalla psicologia umanistica di Carl Rogers permettono di entrare nel flusso cognitivo e cominciare a comprendere la visione del mondo che la persona di fronte a noi esprime, avvicinandoci al suo flusso di pensiero interiore. Per approfondiment:
    • Rogers, C. R. (1951) Client-Centered Therapy: Its Current Practice, Implications, and Theory, Houghton Mifflin
    • Rogers, C. R. (1961) On Becoming a Person, Houghton MifflinIn Italiano, i volumi suggeribili sono:
    • Rogers, C. R. (2000) La terapia centrata sul cliente, Firenze, Psycho,
    • Rogers, C. R. (1983) Un modo di essere, Firenze, Psycho
    • Rogers, C. R.; Kinget, G. M. (1970) Psicoterapia e relazioni umane. Teoria e pratica della terapia non direttiva, Torino, Bollati Boringhieri.

    Altri contributi:

    1. Lo studio dei processi di comunicazione interculturale è centrale per il concetto di empatia, elemento indispensabile per comprendere i ragionamenti di una persona che possiede norme, valori, comportamenti diversi. In caso contrario, l”empatia rimarrebbe confinata ai ristretti limiti di un incontro tra persone della stessa cultura. I contributi di ricerca in comunicazione interculturale sviluppati dal ricercatore Daniele Trevisani attraverso il metodo di ascolto a 4 livelli permettono di avere quattro diversi angoli di osservazione del flusso comunicativo e svolgere domande empatiche più approfondite rispetto ad un colloquio intra-culturale (vedi Trevisani, Daniele, 2007. Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Franco Angeli editore, Milano).
    2. I metodi della Conversation Analysis (Analisi della Conversazione) permettono di ottimizzare le pratiche del piano verbale. Comprendono lo studio di meccanismi di gestione dei Turni conversazionali, fissazione dei temi di conversazione (Topic-Setting), cambio di argomento (Topic-Shifting), sequenze di apertura, sequenze di chiusura, mosse conversazionali di riparazione atte ad ottenere un colloquio fluido (Sacks, H., E. Schegloff & G. Jefferson 1974. “A simplest systematics for the organisation of turn taking for conversation”. Language, 50. 696-735).

Queste ed altre tecniche, quando combinate, permettono di svolgere un importante lavoro sull’empatia intesa come competenza allenabile, per chiunque abbia bisogno di praticarla. Es. genitori, insegnanti, coach, allenatori, psicoterapeuti, counselor, manager, dirigenti e leader.

L’approccio empatico prevede una concezione “centrata sulla persona”: ascoltare in profondità per capire la mappa mentale del nostro interlocutore, il suo sistema di credenze (belief system), e (nel caso del coaching direttivo o di operazioni consulenziali) trovare gli spazi psicologici per l’inserimento di una proposta o idea che modifichi la mappa mentale.

Il ricercatore italiano Daniele Trevisani ha svolto ricerche specifiche nel campo dell’empatia interculturale e dell’empatia comunicativa. Il primo contributo pubblicato nel 2005 (nel volume dal titolo “Negoziazione Interculturale Comunicazione oltre le barriere culturali”, Franco Angeli editore) presenta un modello che approfondisce il concetto di empatia sviluppandolo su 4 livelli. Si tratta di un modello pensato soprattutto per applicazioni di consulenza, di coaching, di terapia o di consultazione.

Nel metodoT4LE ( Trevisani 4 Levels Empathy Model) si distinguono alcuni tipi principali di empatia. In base agli angoli di osservazione:

  1. Empatia comportamentale: capire i comportamenti e le loro cause, capire il perché del comportamento e le catene di comportamenti correlati
  2. Empatia emozionale: riuscire a percepire le emozioni vissute dagli altri, capire che emozioni prova il soggetto (quale emozione è in circolo), di quale intensità, quali mix emozionali vive l’interlocutore, come le emozioni si associano a persone, oggetti, fatti, situazioni interne o esterne che l’altro vive.
  3. Empatia relazionale: capire la mappa delle relazioni del soggetto e le sue valenze affettive, capire con chi il soggetto si rapporta volontariamente o per obbligo, con chi deve rapportarsi per decidere, lavorare o vivere, quale è la sua mappa degli “altri significativi”, dei referenti, degli interlocutori, degli “altri rilevanti” e influenzatori che incidono sulle sue decisioni, con chi va d’accordo e chi no, chi incide sulla sua vita professionale (e in alcuni casi personale).
  4. Empatia cognitiva (o dei prototipi cognitivi): capire i prototipi cognitivi attivi in un dato momento del tempo, le credenze, i valori, le ideologie, le strutture mentali che il soggetto possiede e a cui si ancora.

Fig. 20 – Tipologie di empatia nel metodo ALM

4 livelli di empatia8.1. Elementi positivi e distruttivi dell’empatia

Favorisce l’empatia

Distrugge l’empatia

Curiosità

Disinteresse

Partecipazione   reale all’ascolto, non finzione

Fingere un   ruolo di ascolto solo per dovere professionale

Riformulazione   dei contenuti

Giudizio sui   contenuti, commenti

Pluralità di   approcci di domanda (domande aperte, chiuse, di precisazione, di   focalizzazione, di generalizzazione)

Monotonia nel   tipo di domande

Centratura sul   vissuto emotivo

Centratura esclusiva   sui fatti

Segnali non   verbali di attenzione

Body language   che esprime disinteresse o noia

Segnali paralinguistici   di attenzione, incoraggiamento ad esprimersi, segnali “fatici” (segnali che   esprimono il fatto di essere presenti e attenti)

Scarsa   dimostrazione di interesse e attenzione al flusso di pensiero

Assenza o   scarsità di segnali “fatici” e di contatto mentale

Fonti utilizzate per l’articolo

Negoziazione Interculturale

Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali.

Franco Angeli editore, Milano, 2005. (172 pag.)

Regie di Cambiamento

Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching.

Franco Angeli editore, Milano, 2007. (240 pag.)

Il Potenziale Umano

Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

Franco Angeli editore, Milano, 2009. (240 pag.)

Strategic Selling

Psicologia e Comunicazione per la Vendita

Franco Angeli editore, Milano, 2011. (280 pag.)

Personal Energy

Una mappa per potenziare le Energie Mentali

Franco Angeli editore, Milano, 2013. (100 pag.)

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