DESTIGMATIZZARE I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO

Come è possibile che un comportamente stigmatizzante si trasfomi in un fenomeno di moda e di massa?

Le variabili che intervengono sono molteplici: innanzitutto una maggiore informazione e divulgazione della pratica stigmatizzata che ci aiuti a comprendere e a conoscere ciò che è considerato “diverso”.  Un esempio ci è fornito dal mondo islamico:  la tradzione – obbligo delle donne di indossare il velo si è trasformato oggi in un fattore di moda legato ad una scelta libera e consapevole, di una classa media emergente.

Un comportamento stigmatizzante di pochi può essere ritenuto attraente, e quindi adottato da parte di un gruppo che esercita un potere, dominio (opion leaders) sociale ed economico, e che viene preso in considerazoine dai cosumatori che lo trasformano in un comportamento di massa destigmatizzandolo. Un esempio il tatuaggio, simbolo di trasgressione di soggetti ribelli fino a non molti anni fa, è divenuto oggi fenomeno di moda grazie alla veicolazione di personaggi famosi, quali attori,  cantanti,  campioni dello sport ecc.

In questi ultimi 10 anni abbiamo visto destigmatizzare la visione “virile” dell’uomo attraverso messaggi pubblicitari e grazie all’ampliamento dei prodotti presenti sugli scaffali della grande distribuzione. Prima si commercializzavano beni che enfatizzavanao la virilità dell’uomo (Denim after shave “L’uomo che non deve chieder mai!”);  oggi siamo passati ad una visione più femminile  che ricerca benessere e cura del corpo attraverso creme antirughe, coloranti per capelli (just for man).

Nel processo di destigamtizzazione la grande distribuzione può assumere quindi un ruolo importante: ne sono stati un esempio i diversi prodotti anticoncezionali, assorbenti che da prodotti tabu sono diventati prodotti di acquisto meno problematico.

La sfida di oggi può essere legata all’offerta di prodotti alimentari etnici, che fino ad ora venivano commercializzati solo da negozi specializzati e frequentati da alcuni target di consumatori. Ad esempio abbiamo assistito alla diffusione della cucina giapponese (sushi) che da prodotto di nicchia è diventato prodotto di moda. La novità del momento è l’introduzione nella grande distribuzione della vendita della carne trattata, macellata secondo le regole della religione islamica.

Potrebbe diventare questo un prodotto destigamtizzato??

Bibliografia:

Ozlem Sandikci, Guliz Ger

“Veiling in Style: How does a stigmatized practice become fashionable?”

Journal of Consumer Research – Giugno 2010

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