Bambini e televisione (e altri contenuti mediatici) – proposta (utopica?) di un patentino di responsabilità sociale

La televisione emette non solo contenuti ma anche e soprattutto modelli di comportamento e di pensiero.

Questi possono avere effetti di educazione o diseducazione, hanno conseguenze e non sono neutri sulla crescita delle persone o sulla loro traiettoria di sviluppo. Chi la produce e chi la distribuisce (Rai, Mediaset, Sky, aziende filmografiche, ma anche produttori di video e videogames), deve saperlo e considerarlo. Gli operatori non possono sfuggire dalla loro responsabilità sociale. Chiunque opera nell’industria dei media è responsabile anche degli effetti dei contenuti sulla crescita psicologica o invece sulla devastazione psicologica, senza se e senza ma.

Purtroppo questo mondo è costellato da bastardi che mettono al primo posto il loro guadagno, e mostrerebbero in diretta lo sgozzamento della loro nonna pur di aumentare un punto di audience, la maggior parte di loro sono talmente ignoranti dal punto di vista degli studi psicologici e psicosociali che non è nemmeno possibile avviare discorsi sul merito. Sul piano etico, poi, meglio non parlarne. Chi opera nel mondo della produzione culturale di massa dovrebbe probabilmente avere un “patentino” di responsabilità sociale. Dico provocatoriamente e con orgoglio che dovrebbero essere ripristinati sistemi seri di censura (almeno per i contenuti destinati ai bambini), uno dei quali in base al grado di violenza espressa, e l’altro in base al grado di idiozia dei programmi. Credo che il 99% dei programmi attuali sparirebbero. Disney e molti altri chiuderebbero o sarebbero costretti a preoccuparsi di più di cosa fanno e degli effetti che producono. Ma in rete sono disponibili ampie informazioni che chiunque può giudicare per conto proprio, ad esempio digitando “Disney e satanismo”, oppure ricerche sul “subliminale visivo a sfondo erotico e pornografico”.

I contenuti che escono dalle tv, dai film, dai videogiochi, dai giornali, non sono neutri. Dalle immagini e comportamenti osservati alla loro ripetizione il passo è breve. Gli studi scientifici di Bandura, ad esempio, dimostrano senza margine di errore un aumento di aggressività in bambini esposti a contenuti aggressivi. Altri studi dimostrano, con una bibliografia assolutamente consolidata, che contenuti quali film del terrore, o film mascherati da contenuti per bambini ma in realtà ansiogeni, possono condurre i bambini ad uno stato tale da rendere necessarie cure psicologiche. Ho potuto personalmente osservare bambini piangere davanti alle immagini più cruente, idiote e deficienti di film che io considero personalmente delinquenziali sotto il profilo psicologico (posso avere una mia opinione personale?), quali Harry Potter, in cui un bambino puà imbattersi nel vedere i protagonisti annegati come morti, con gli occhi spalancati, immagini degne di veri film del terrore (spiega loro che era per finta ed è solo un film, se riesci, quando avranno il coraggio di dire che hanno paura, e spera che lo abbiano) …

…questi ed altri contenuti (es, molti videoclip musicali) sono veri inni al satanismo e generatori di male psicologico, appena occultati in film per bambini e adolescenti. Ai produttori di questi film e a chi non li vieta dico solo “vergogna!”, anzi meglio, “Vaffanculo” (se qualcuno non è daccordo e mi vuole contattare, prego andare al sito http://www.studiotrevisani.it, mandarmi una mail, sono a disposizione di persona).

Ai genitori, dopo aver studiato per anni negli USA gli effetti psicologici delle comunicazioni di massa, presso il Master in Mass Communication della University of Florida, dico “è tutto vero”: le ricerche dimostrano che la violenza e le scene cruente in tv sono devastanti per i bambini, anche le scene mascherate da cartoni animati e film. Quindi prendiamo in mano la nostra responsabilità educativa, scegliamo dvd e contenuti positivi, e teniamoli lontani da ciò che fa loro male.

Questo dibattito su come il potenziale umano possa essere coltivato o invece demolito sin da bambini è appena iniziato. Portiamo come piccolo contributo la testimonianza colta sulla relazione tra ansia del bambino e televisione, fonte http://www.naturestore.it/ansia.php

Esiste l’ansia del bambino “televisivo”, che non è un termine giornalistico ma una vera e propria diagnosi clinica. Un bambino che trascorre molte ore da solo davanti al televisore, sottoposto ad immagini che spesso non riesce a capire e che gli trasmettono stimoli che non riesce ad elaborare, può finire per accusare disturbi ansiosi.

Chi si occupa di potenziale umano, non può prescindere dal fatto che il clima psicologico che forniamo alla persona è fondamentale, anche e soprattutto per i bambini. Non so come, non so quando, ma so che ciascuno di noi, se ha un minimo di senso civile, è una possibile goccia di un mare che sale, un mare che vuole portare a galla i difetti dei nostri sistemi culturali ed educativi, anche a costo di smascherare i meccanismi del business culturale e televisivo che stanno dietro e la nullità umana dei finti manager che vi operano.

Daniele Trevisani

ps.

alcuni link interessanti da vedere:

2 commenti

  1. che scoperta!! bambini che vengono sottoposti a violenza divengono violenti?
    Ma chi è questo genio di scienziato?!?
    Naturale che sia così, siamo scimmie senza troppo pelo, ma rimaniamo scimmia e il nostro sopravvivere ed imparare si basa sull’emulazione del comportamento del branco. Il problema semmai è insito nel branco, divenuto ormai troppo vasto per essere controllabile, inoltre ognuno di noi può scegliere a quale parte del branco partecipare di più.
    Quindi metodo e soluzione esistono e sono molto semplici: far partecipare i nostri cuccioli ad eventi della vita estremamente positivi; No TV, parco; no Gameboy, piscina; no cinema, partita a palla; sociale, sociale, sociale.
    Solo alcuni esempi.
    Solo che questa terapia richiede presenza e costanza e in un mondo come questo non è possibile. Se entrambe i genitori devono lavorare nessuno dei due si può occupare dei bambini fino a tarda sera ad esempio. Non è come una volta che i figli andavano con il padre giù nel campo per vederlo lavorare e stare insieme a lui, oltre che giocare con gli altri bambini del paese. Neppure come una volta si possono lasciare i bambini a giocare in mezzo alla strada per permettergli di socializzare con tanti nuovi amici. Quindi che resta in questo utopico mondo? La TV e il Gameboy, alternato da qualche weekend in compagnia e rari eventi sociali dati dalla scuola ( doposcuola ) e amicizie di vario genere, dal parente al compagno di scuola.
    La soluzione? diventare una società sociale e non una società economica.

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